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  1. #1
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    "Il tuo orecchio non mi percepisce, ma in cuore ti rimbombo; in forma varia esercito crudele potere" Goethe, Faust, parte prima.
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    Exclamation Il ferro rovente sulle carni per farli parlare.

    TORINO
    ARANCIA MECCANICA A NICHELINO
    IL FERRO ROVENTE SULLE CARNI PER FARLI PARLARE.
    I tre malviventi, forse rumeni, sono entrati in casa nella notte, dopo aver addormentato il cane da guardia.
    di Andrea Monticone.

    NICHELINO - Il letto è sfatto, con il materasso arrotolato e al balcone sono stese le lenzuola appena lavate dal sangue che le lordava fino a qualche ora prima. I bambini guardano la tv in questa stessa stanza che per una interminabile notte si è trasformata nel luogo dì torture per i loro genitori, legati con i fili del telefono e ustionati con il ferro da stiro arroventato dai banditi, con il dolore che acceca e le labbra morse per non gridare e non svegliare il piccolo Manuele che dorme nell'altra stanza e di cui i malviventi non si sono accorti.
    Strada dello Scarrone a Nichelino è un nastro d'asfalto che corre tra ì campi coltivati, cascine e qualche villetta. Poco dopo il "Club del Polo" c'è anche quella della + famiglia Porello: una casetta + affacciata su un cortile polveroso insieme con un capanno- ne per i mezzi agricoli, alle cui spalle si stendono i campi coltivati. Sono agricoltori, i Porello, ma certo non sono nè milionari, né hanno in casa una cassaforte. Eppure, i banditi dell'altra notte la cercavano e non hanno esitato a ricorrere alla tortura pur di estorcere quel segreto che esisteva.
    Erano le due della notte. Giuseppe, 44 anni, e la moglie Liliana, 41, dormivano profondamente. All'improvviso sono stati strappati bruscamente al sonno da tre sco- i nosciuti, tre banditi che han- ( no puntato loro un cacciavite i alla gola. “Non sappiamo da dove sono passati - ci diceva- c no ieri mattina, osservando il i cortile -. Di notte il cane è libero, ma Tara non ha abbaiato, forse l'hanno addormentat”. E poi hanno forzato la porta e hanno sorpreso i due coniugi. “Sembravano slavi” forse erano rumeni.
    Giuseppe è stato legato con cavi del telefono: le mani dietro la schiena e un laccio attorno al collo assicurato al letto. Uno dei malviventi gli ha messo un cuscino sulla faccia per non farlo urlare, mentre i suoi complici trascinavano la povera Liliana nell’altra stanza. “Dacci i soldi” hanno detto. La povera donna terrorizzata all’idea che le facessero del male- “Quando ho visto il cacciavite ho temuto me lo piantassero in gola”, racconterà poi alla madre- ma più ancora che ne facessero al figlio di cinque anni che dormiva, ha consegnato loro circa 700 euro, i telefono cellulari. Ma i rapinatori non erano soddisfatti: continuavano a cercare la cassaforte, volevano le chiavi. Trovata una tessera bancomat, hanno costretto con la violenza Liliana a rivelare loro il codice.
    A questo punto anche Liliana è stata bloccata e legata sul letto. I tre sconosciuti hanno acceso il ferro da stiro e, quando la piastra è stata rovente, hanno cominciato ad appoggiarla sulle carni dei due ostaggi, alternando un’ustione e una domanda, sempre la stessa:” Dov’è la cassaforte”. Una tortura che pareva non aver fine, per Giuseppe e Liliana, che neppure potevano urlare di dolore. Solo dopo un tempo che ai due è parso interminabile, i malfattori se ne sono andati, lasciando le loro vittime immobilizzate a letto. Verso mattina, è stato poi il figlioletto a liberarli: si è svegliato, forse perchè ha sentito dei rumori, è andato in camera dei genitori e li ha visti ancora prigionieri. “E’ stato bravissimo- ci diceva ieri la nonna- non si è spaventato e li ha slegati”. A quel punto, Liliana riesce per prima cosa a chiamare la madre, che abita in un altro paese. Poi viene dato l’allarme al 112. I carabinieri della compagnia di Moncalieri, insieme con i colleghi del reparto operativo, svolgono i primi accertamenti, dando nel frattempo il via alle indagini. La speranza degli investigatori è che i tre balordi commettano l’errore di utilizzare uno dei telefoni rubati, consentendo così di localizzarli.
    I due coniugi sono stati poi portati all’ospedale di Moncalieri per le cure del caso: le loro ustioni non sono gravi, guariranno in pochi giorni. Le immagini di questo incubo durato una notte intera, invece, li tormenteranno ancora a lungo.

    Ma che ce ne importa? Noi siamo rivoluzionari, mica sbirri del sistema...

  2. #2
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    IL PRECEDENTE

    L'anno scorso, a Santa Rita, l'atroce notte di zio e nipote.
    I DUE TORTURATORI ERANO RIUSCITI A FUGGIRE.

    TORINO - La terribile vicenda di Nichelino ha un precedente altrettanto convolgente che risale all'aprile dell'anno scorso. E' l'incubo vissuto da un operaio cinquantenne e dallo zio ultrasettantenne, nel chiuso del loro alloggio di Santa Rita: sorpresi in iena notte da quattro banditi rumefu, legati, bastonati con manici di piccone e infine torturati con un ferro da stiro incandescente appoggiato sulle carni. Tutto per una collezione di monete che i banditi volevano a ogni costo: centocinquanta pezzi, tra marenghi, sterline d'oro, scudi sette-centeschi, per un valore di 30 mila euro, diceva il collezionista a suo tempo.
    Dopo ore di dolore indicibile, l'uomo cede: chiama la sorella, spiega le minacce di morte e le dice che passerà a prendere la collezione di monete. I banditi non lo lasciano mai solo. Lo liberano soltanto una volta ottenuto il bottino e il pover uomo dà l'allarme al 112 da una birreria. I militari, in poche ore, riescono a individuare e bloccare due rumeni già segnalati in occasione di controlli contro l'immigrazione clandestina e li arrestato in un casolare nei pressi di Chivasso. Una parte della collezione viene recuperata, ma all'appello mancano ancora due malviventi, due criminali senza scrupoli molto simili a quelli che, l'altra notte, hanno compiuto l'irruzione nella villetta di Nichelino.
    (a.mon.)

  3. #3
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    Pedofilo italiano condannato in Cambogia
    Phnom Penh (17 luglio 2002) - Alain Filippo Berruti , 30 anni, milanese,
    è stato condannato a dieci anni di carcere in Cambogia per corruzione di
    minorenni. Era stato arrestato nel giugno dello scorso anno perché trova-
    to in compagnia di quattro adolescenti fra i 10 e i 14 anni in un locale
    durante una retata. Berruti ha ammesso di avere avuto rapporti sessuali
    con i ragazzi, ma ha detto che essi erano consenzienti e che aveva dato
    loro tre dollari ciascuno. L'italiano ha annunciato che ricorrerà in appello.
    Se la condanna verrà confermata, dovrà scontarla in una prigione cambo-
    gia na prima di venire espulso. Il tribunale di Phnom Penh ha anche con-
    dannato Berruti a risarcire le famiglie dei ragazzi con 250 dollari ciascu-
    no.
    In base alla legge cambogiana, i minori di 18 anni non possono essere
    considerati consenzienti a rapporti sessuali. In Cambogia il problema del-
    la pedofilia sta assumendo contorni sempre più allarmanti per la presenza
    nel Paese di migliaia di turisti che ogni anno giungono da Giappone, Eu-
    ropa e Stati Uniti proprio per cercare prestazioni sessuali, soprattutto con
    bambini.
    Nella sola Phnom Penh l'Unicef calcola che le persone che si prostitui-
    scono siano almeno diecimila, il 40 per cento delle quali ha meno di 17
    anni. Non solo femmine, ma anche i bambini e i ragazzi si vendono, a
    volte anche in strada e per quattro soldi, come alternativa all'accattonag-
    gio. Fra le prostitute la diffusione dell'Aids è del 40 per cento.




    Fermato il nipote Guglielmo Gatti: è indagato per omicidio volontario
    Uccisi e fatti a pezzi i due coniugi bresciani
    Ritrovati in un burrone della Val Camonica in sacchetti neri i corpi di Aldo e Luisa Donegani, scomparsi da casa 18 giorni fa
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    La svolta e la scoperta di Nunzia Vallini

    BRESCIA - Alla fine li hanno trovati morti. Uccisi e fatti a pezzi in grandi sacchetti neri della spazzatura. Sono stati ritrovati cadavere in un burrone della Val Camonica i due coniugi bresciani Aldo e Luisa Donegani, scomparsi senza lasciare tracce dalla loro abitazione nell'hinterland nord-ovest di Brescia, 18 giorni fa. Marito e moglie secondo le prime indiscrezioni, sarebbero morti da giorni. Il nipote Guglielmo Gatti, 41 anni, è stato indagato per omicidio volontario ed è stato poi fermato dagli inquirenti. Nel pomeriggio è stato formalmente iscritto nel registro degli indagati e verso le 16 il legale dell'uomo è arrivato nella caserma del comando provinciale dei carabinieri di Brescia, dove Gatti si trova dalla mattina. A comunicare il fermo è stato il legale delll'uomo, al termine dell'interrogatorio cui Gatti è stato sottoposto nel pomeriggio.
    AGGRAVANTI - Come riferito dall'avvocato Luca Broli, oltre che di omicidio volontario aggravato Guglielmo Gatti è accusato anche di occultamento di cadavere. L'uomo si è avvalso della facoltà di non rispondere. Sarà portato nel carcere bresciano di Canton Mombello, nel centro della città. Il fermo dovrà essere convalidato dal Gip, e l'udienza dovrebbe tenersi venerdì. «Sono emerse, in mattinata, alcune circostanze - ha spiegato il legale di Gatti - in base alle quali la magistratura ha disposto il fermo». Tra queste, sempre secondo l'avvocato, non vi sarebbe il ritrovamento di borsine di plastica contenenti la spesa fatta dai coniugi il 30 luglio, giorno della scomparsa. Le buste con la spesa sono state lanciate nel dirupo in alta montagna assieme ai resti dei coniugi Donegani. A Guglielmo Gatti è contestata anche l'aggravante dei futili motivi. Una donna ha riferito di aver visto il nipote dei Donegani aggirarsi una settimana fa proprio nella zona dove sono stati ritrovati i resti dei corpi. Una segnalazione che ha fatto scattare le ricerche nella zona. L'abitazione di via Ugolini, in cui vivevano anche gli zii uccisi, è stata posta sotto sequestro.
    CESOIE - Vicino al luogo del ritrovamento sono state scoperte due cesoie, ma anche - come detto - alcune buste di plastica contenenti la spesa che la coppia aveva fatto in un supermercato prima di scomparire. E' quanto l'assassino ha lanciato nel dirupo in alta montagna dove questa mattina sono stati trovati i resti delle due vittime, ed è quanto gli uomini che hanno partecipato alle ricerche hanno potuto accertare dopo ore di macabro inventario. Su alcune confezioni di verdura c'era il bollino con la data del 30 luglio, il giorno della scomparsa dei coniugi. Il sospetto è che l'assassino abbia prelevato la coppia con ancora i sacchi della spesa in mano. Il lancio dei sacchetti è stato fatto in modo tale che alcuni di questi sono rimasti impigliati, sfondati e con il loro orribile contenuto sparso intorno, nei rami degli alberi. Il tutto in una zona talmente impervia che per recuperare le parti dei corpi è stato necessario l'intervento di rocciatori muniti di corde.

    La zona del ritrovamento (clicca l'immagine per ingrandire)
    LE RICERCHE - I primi a trovare i resti dei coniugi Donegani, che erano stati nascosti in 10 sacchi, sono stati sette volontari della base di media valle del Soccorso Alpino, con sede a Sellaro, che si sono calati dalla strada che conduce al passo del Vivione. Hanno dapprima trovato due sacchi della spazzatura vuoti appesi agli alberi, e quindi hanno trovato arti femminili e maschili. In particolare è stata trovata una mano di donna con le unghie laccate. Appoggiato a una roccia è stato più tardi trovato un sacco doppio della spazzatura con all'interno un busto maschile. Secondo chi ha visto i resti si tratta di un macabro lavoro compiuto con perizia. Le parti di cadavere erano in avanzatissimo stato di decomposizione e senza abiti, gioielli o documenti nei pressi. Non sono state trovate le teste, che però, secondo uomini del Soccorso Alpino, potrebbero essere state prese da animali selvatici.

    Guglielmo Gatti (Ansa)
    LA SCOMPARSA - I coniugi Donegani erano scomparsi il 30 luglio scorso dalla loro casa di Brescia. senza avvisare nessuno e senza lasciare notizie. Era stato il nipote, Guglielmo Gatti, 41 anni, che vive nell'appartamento al primo piano della villetta di via Ugolini dove abitavano anche i due pensionati, a denunciare la loro scomparsa. Nella casa era stato ritrovato il telefono cellulare dei due anziani coniugi e questo era stata visto come il segno un'ulteriore conferma del fatto che la loro scomparsa non possa essere considerata un allontanamento volontario. Tanto più che i due avevano fissato una serie di appuntamenti per i giorni immediatamente successivi alla scomparsa. Lunedì 1 agosto avrebbero dovuto ospitare un nipote proveniente dalle Marche. Proprio quest'ultimo, giunto in via Ugolini il 1 agosto, dopo aver suonato il campanello, non avendo ottenuto alcuna risposta, aveva dato l'allarme chiamando Guglielmo Gatti.
    18 agosto 2005

  4. #4

  5. #5
    EUROPA CRISTIANA
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    Predefinito Re: italiani brava gente

    andreas

  6. #6
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    "Il tuo orecchio non mi percepisce, ma in cuore ti rimbombo; in forma varia esercito crudele potere" Goethe, Faust, parte prima.
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    Traduco il profondo pensiero di I'm Hate:
    "Che c'entra se gli extracomunitari delinquono? Anche gli italiani lo fanno".

    Commento: gli italiani sono a casa loro. Gli extracomunitari no. Amenochè tu non ritenga che il sacro suolo patrio, ed il popolo italiano, non siano identificabili quali entità ben definite e circostanziate, ritenendoti a tua volta una sorta di "civis mundi". In tal caso il tuo discorso assumerebbe una colorazione realmente inquietante, perchè sintomatico d'una profonda destrutturazione identitaria.

    Sarà che sono una donnetta, e non un rude rivoluzionario, ma ogni qual volta vengo a conoscenza dei fatti criminosi che le fasce più deboli, ed indifese, del mio popolo debbono subire, non posso che provare un forte senso di solidarietà e profonda commozione. Pare, invece, che vi sia chi riesce ad infischiarsene bellamente...

    (per ciò che concerne i succitati pedofili, a parte che dovrebbero essere appesi per la gola ad un gancio da macellaio, non c'è altro da dire. E certo la loro fetida presenza non giustifica gli atti criminosi degli allogeni).

  7. #7
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    La tradizione non è il passato. La tradizione ha a che vedere con il passato né più né meno di quanto ha a che vedere col presente o col futuro. Si situa al di là del tempo.
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    ma questi sono di sinistra o di destra?
    Pro aris rege!

  8. #8
    "la Rivoluzione è come il vento..."
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    Wink

    Testo originale scritto da Yggdrasill
    Traduco il profondo pensiero di I'm Hate:
    "Che c'entra se gli extracomunitari delinquono? Anche gli italiani lo fanno".

    Commento: gli italiani sono a casa loro. Gli extracomunitari no. Amenochè tu non ritenga che il sacro suolo patrio, ed il popolo italiano, non siano identificabili quali entità ben definite e circostanziate, ritenendoti a tua volta una sorta di "civis mundi". In tal caso il tuo discorso assumerebbe una colorazione realmente inquietante, perchè sintomatico d'una profonda destrutturazione identitaria.

    Sarà che sono una donnetta, e non un rude rivoluzionario, ma ogni qual volta vengo a conoscenza dei fatti criminosi che le fasce più deboli, ed indifese, del mio popolo debbono subire, non posso che provare un forte senso di solidarietà e profonda commozione. Pare, invece, che vi sia chi riesce ad infischiarsene bellamente...

    (per ciò che concerne i succitati pedofili, a parte che dovrebbero essere appesi per la gola ad un gancio da macellaio, non c'è altro da dire. E certo la loro fetida presenza non giustifica gli atti criminosi degli allogeni).


  9. #9
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    Predefinito

    Testo originale scritto da Yggdrasill
    Traduco il profondo pensiero di I'm Hate:
    "Che c'entra se gli extracomunitari delinquono? Anche gli italiani lo fanno".

    Commento: gli italiani sono a casa loro. Gli extracomunitari no. Amenochè tu non ritenga che il sacro suolo patrio, ed il popolo italiano, non siano identificabili quali entità ben definite e circostanziate, ritenendoti a tua volta una sorta di "civis mundi". In tal caso il tuo discorso assumerebbe una colorazione realmente inquietante, perchè sintomatico d'una profonda destrutturazione identitaria.

    Sarà che sono una donnetta, e non un rude rivoluzionario, ma ogni qual volta vengo a conoscenza dei fatti criminosi che le fasce più deboli, ed indifese, del mio popolo debbono subire, non posso che provare un forte senso di solidarietà e profonda commozione. Pare, invece, che vi sia chi riesce ad infischiarsene bellamente...

    (per ciò che concerne i succitati pedofili, a parte che dovrebbero essere appesi per la gola ad un gancio da macellaio, non c'è altro da dire. E certo la loro fetida presenza non giustifica gli atti criminosi degli allogeni).
    Ho forse detto di voler giustificare gli atti criminosi degli allogeni?
    Ho solo fatto notare che i criminali non hanno colore....
    civis mundi?mwahahahah

  10. #10
    Orazio Coclite
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    Testo originale scritto da I'm Hate
    Ho forse detto di voler giustificare gli atti criminosi degli allogeni?
    Ho solo fatto notare che i criminali non hanno colore....
    civis mundi?mwahahahah
    Giusto perdinci!
    Hai fatto bene a ribadire questo importantissimo concetto, casomai qualcuno non ci fosse arrivato prima di suo. Bravo!
    A questo punto anch'io voglio dire un paio di cose di quasi eguale importanza, ossia che se piove ci si bagna e che con il sole ci si abbronza.

    Questo per fare chiarezza.
    Saluti anti-sionisti.

 

 
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