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  1. #1
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    Predefinito Verso l'Internazionale Democratica

    Il capogruppo dello Sdi alla Camera, Ugo Intini, intervistato dal giornale online Affariitaliani.it, ha parlato a proposito del progetto intrapreso insieme ai Radicali anche su temi come l’eutanasia, le droghe e la grazia a Sofri, invisi ai cattolici dell’Unione e in particolare all’Udeur.

    Intini ha spiegato che la «posizione dei Radicali deve essere temperata, ma un’iniezione di spirito libertario e laico fa bene al centro-sinistra. Questo è visto con chiarezza da dirigenti laici anche nella Margherita, come Enzo Bianco o Maccanico». Secondo l’esponente dello Sdi, l’intesa con i Radicali si inserisce nel più vasto disegno dell’«internazionale democratica», a cui ha fatto riferimento di recente il sindaco di Roma Walter Veltroni.

    «Bisogna immaginare - ha spiegato Intini - come dei cerchi di unità.
    Il primo è quello dell’unità socialista, poi c'è l'alleanza liberal-socialista, che prevede l’avvicinamento ai Radicali. Il “terzo cerchio” è un’aggregazione riformista che comprende anche Ds, Margherita (ne ho parlato a Franceschini) e il piccolo partito repubblicano». Così si colma la mancanza nel Centrosinistra italiano rispetto agli altri nel mondo, ha concluso Intini, e cioè «un’aggregazione di almeno un terzo dell’elettorato e un leader di questa aggregazione».


    Pubblicato su La Padania del 7 settembre 2005, pag. 6

    Online su Notizie Radicali

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  2. #2
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    sperem

  3. #3
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    Su POL invece i socialdemocratici DS anzichè andare verso il partito democratcio con i DS, i liberalsocialisti, i Repubblicani e l'area Margherita vanno a federarsi con la Sinistra Comunista....

  4. #4
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    E' fattibile per Danny un Partito Democratico che poi collabori con la Sinistra Comunista????

  5. #5
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    Predefinito interessante analisi

    • da Corriere della Sera del 7 settembre 2005, pag. 1

    di Piero Ostellino

    C'è il rischio che l'irrisolta «questione socialista »
    , cioè il superamento della storica scissione della sinistra sulla base di una comune adesione alla cultura riformista, si trasformi in una «questione di famiglia » fra Bobo e Stefania Craxi, i figli dell'ultimo leader del Psi che se l'era posta. Divisi fra non sopiti rancori nei confronti degli eredi del Pci, cui Stefania, che si candiderà nel centrodestra, addebita la criminalizzazione morale e politica del padre, e l'aspirazione a recuperare una identità di sinistra (Bobo, che veleggia verso l'Unione), i figli di Bettino perpetuano ora, in chiave familiare, una scissione che, dopo la fine del comunismo, non avrebbe politicamente più ragione d'essere. Ma che rimane ancora, per molti socialisti, una ferita aperta e, per molti ex comunisti, un riflesso dell'antica vocazione egemonica, proprio perché né da parte post-socialista né da parte post-comunista si è saputo, o voluto, affrontare e sciogliere il nodo, storicizzandolo e analizzandolo criticamente.

    In punta di logica, ha (apparentemente) torto Stefania e ha (apparentemente) ragione Bobo. Un socialista non può che stare a sinistra; a destra è un'anomalia concettuale e politica. Ma il fatto che abbia apparentemente torto Stefania non significa che abbia sostanzialmente ragione Bobo. Non si fa politica con i rancori, per quanto giustificati, né tanto meno la si fa coltivando l'anacronistica speranza, per quanto umanamente comprensibile, di prendersi impossibili rivincite sulla storia. Se Stefania non incomincia a chiedersi se suo padre e il Partito socialista non siano per caso arrivati all'appuntamento con la crisi e la fine del comunismo privi della credibilità morale e dell'autorità politica necessarie a guidare la ricomposizione della sinistra e ad assumerne la direzione, non riuscirà mai a elaborare il lutto per la sconfitta subita dal socialismo riformista. E continuerà a vagare alla ricerca del riformismo perduto.

    Da parte sua, se Bobo non chiederà ai post-comunisti - per usare una parola oggi di moda - una dimostrazione di «discontinuità » rispetto al loro passato e, soprattutto, all' interpretazione che essi continuano a darne, se non chiederà loro di denunciare la contraddizione fra il ruolo che il Pci ebbe nella prassi democratica e la sua cultura antidemocratica - di cui si alimentò la «doppiezza » non solo di Togliatti, ma anche di Berlinguer e che, di fatto, impedì il superamento della storica scissione - la sua non sarà un'adesione, ma una pura e semplice annessione da parte della sinistra post-comunista. Sarebbe davvero paradossale se ciò che non riuscì a suo padre - la cooptazione in chiave «mitterrandiana » del Partito comunista da parte del Psi - riuscisse ora agli eredi di coloro che ne provocarono la sconfitta e l'esilio nei confronti della diaspora socialista.

    C'è, però, un modo per evitarlo. Andare avanti, e in fretta, prima delle elezioni del 2006, col progetto di una sinistra liberal-socialista, blairiana, che raggruppi lo Sdi, i socialisti di De Michelis, i radicali, Bobo e i suoi, che affianchi l'ancora timida ala riformista dei Ds. Coraggio. Potrebbe essere l’occasione propizia per pervenire, non solo alla riunificazione dei riformisti, ma anche della famiglia Craxi. Coraggio, Bobo e Stefania.

  6. #6
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    Predefinito

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    C'è, però, un modo per evitarlo. Andare avanti, e in fretta, prima delle elezioni del 2006, col progetto di una sinistra liberal-socialista, blairiana, che raggruppi lo Sdi, i socialisti di De Michelis, i radicali, Bobo e i suoi, che affianchi l'ancora timida ala riformista dei Ds. Coraggio
    --------

    La sinistra blairiana (quella che vuole tagliare il welfare ed invadere il medioriente per i suo interessi) non è la mia sinistra.
    Quella di Bobo Craxi ed il Craxismo non è la mia sinistra
    Quella radicale di pannella e capezzone non è la mia sinistra.

    Quindi......

    piu sociale, no al liberismo, no alla politica di aggressione senza mandati internazionali, si alla moralità nella politica e nella società.

    ecco .su questi punti si puo discutere....

  7. #7
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    Predefinito dici un sacco di fandonie

    RIFORME NAZIONALI DEL NEW LABOUR

    Salario minimo
    Una delle prime e più significative di questo nuovo corso fu l'adozione del National Minimum Wage Act del 1998, sul salario minimo; la prima nella storia della GB.

    La legge, che entrò in forza nell'aprile del 1999, ebbe delle immediate ripercussioni su oltre 1 milione e mezzo di cittadini. Fino ad allora la definizione del salario minimo era lasciata alla "libera" contrattazione tra datori di lavoro e sindacati; visto l'evolversi del tessuto economico britannico, ms anche il declino del ruolo dei sindacati, la definizione per legge di un minimo salariale fu ritenuta una misura che andasse incontro alle classi deboli.

    * £4.85 all'ora per chi ha oltre 22 anni d'eta (eccetto per i primi 6 mesi del primo impiego o per coloro in periodo di apprendistato), dall'ottobre del 2005 si passerà a £5.05 e a £5.35 l'anno successivo.
    * £4.10 all'ora per chi ha tra i 18 e i 21 anni, i neo-impegati per i primi 6 mesi e coloro che sono in periodo di apprendistato (£4.25 da ottobre 2005; £4.45 dal 2006).
    * £3.00 per i miniorenni che hanno finito la scuola dell'obbligo.
    * Non è previsto salario minimo per chi non ha finito la scuola dell'obbligo (l'età massima dell'obbligo è 15 o 16 anni a seconda del tipo di scuola).

    Un'altraa tra le misure più radicali adottate dal New Labour consistette nel dare alla Bank of England totale indipendenza nel fissare i tassi d'interesse (una proposta che non faceva parte del Manifesto elettorale del'97)

    Le riforme del welfare
    Come detto, durante la seconda metà degli anni Novanta, il Partito laburista avviò una revisione delle proprie politiche economiche e sociali, investendo molto anche in campagne di "immagine" per avviare una cesura netta con le politiche socialiste del passato del "tax and spend" e dell'universalismo di Beveridge che era stato alla base della prima grande riforma del welfare nel regno unito nel 1948. Sebbene la maggior parte delle riforme abbiano una caratteristica nazionale, notevole discrezionalità è stata data l'Assemblea gallese e al Parlamento scozzese.
    Lord William Henry Beveridge, 1879-1963, esponente di spicco del Liberal Party, nel suo Report to the Parliament on Social Insurance and Allied Services sullo "stato sociale" del 1942 aveva invitato il Governo a creare misure per combattere i cinque grandi "Evils': Want, Disease, Ignorance, Squalor and Idleness". Il lavoro di Beveridge fece si che il Governo laburista di Attle che sconfisse Churchill nel 1945 portasse a termine il progetto universalita fabiano con la creazione del Servizio Sanitario Nazionale (National Health Service, NHS)
    "Plan for social security : XI.Medical treatment covering all requirements will be provided for all citizens by a National Health Service organised under the health departments and post-medical rehabilitation treatment will be provided for all persons capable of profiting by it.
    Uno degli argomenti che fece leva anche sui conservatori d'allora fu l'insistere sull'aumento della competitività delle industrie britanniche nel dopoguerra, aumento che sarebbe avvenuto non solo grazie allo spostamento dei costi relativi alla sanità e previdenza sociale dal privato al pubblico, ma anche alla "produzione" di lavoratori in salute e con maggior sicurezza sociale quindi più motivati e produttivi. Nel 1944 Beveridge conclude la sua opera teorica pubblicando Full Employment in a Free Society (Pieno impiego in una società libera).

    Il progetto del New Labour del 1997 parte dall'approccio di Beveridge, sviluppanto un approccio più liberale dei "rights and responsibilities" per il quale si incoraggiano anche le "categorie più deboli", come genitori single, disabili o lavoratori di una certa età, a inserirsi nel ciclo produttivo, magari attraverso corsi di preparazione e/o di aggiornamento. Un'economia forte delle riforme tacceriane degli anni Ottanta, ha favorito una drastica diminuizione dei disoccupati (anche se la percentuale di impiego delle categorie sommenzionate nella GB resta al di sotto delle medie europee).
    Un altro pilastro del New Labour è stata la lotta alla "social exclusion" relativa ai poveri (senzatetto, giovani madri single e anziani) che non solo erano disoccupati, ma anche sena accesso alle istituzioni e servizi sociali. Per affrontare la questione Blair ha creato perfino una posizione specifica nel suo governo.
    Col consolidarsi del governo laburista, e l'avvio delle riforme promesse in campagna elettorale, Gordon Brown ha deciso di introdurre la "redistribution by stealth" una sorta di redistribuzione di nascoto che ha aumentato i benefici delle famiglie povere attraverso un sistema di crediti fiscali nel tentativo di ridurre drasticamente la povertà minorile e quella degli anziani (sebbene vi siano stati dei progressi la situazione non è ancora arrivata alle medie europee).
    L'implementazione delle riforme non è stata certo senza problemi e ha portato spesso ad aspri contrasti all'interno del governo, tra i più noti quelli tra il ministro per le riforme del welfare Frank Field e Gordon Brown, che più volte si sono scontrati sulla portata della riforma che per il primo avrebbe dovuto essere univerale alla Beveridge mentre il secondo riteneva che andassero trovate soluzioni meno onerose e in linea con un approccio più liberale sulla responsabilità individuale della ricerca di un impiego. Gordon ha avuto la meglio.
    Il sistema dei "mezzi messi alla prova" attraverso, tra le altre cose, ingenti crediti fiscali son stati scelti come compromesso a portata di mano del governo, in termini di investimenti strutturali, anche per garantire un minimo di sostegno nazionale per chi non ha le risorse necessarie a pagarsi un sistema di copertura "previdenziale" totale.
    Alcuni dei punti chiave della riforma
    o introduzione di un New Deal per aiutare chi fosse alle totali dipendenze dello stato sociale a rientrare nel mondo del lavoro. In otto anni di governo oltre 1 milione di persone hanno trovato un impiego grazie ai vari programmi lanciati nel 1997.
    o Oltre 20 milioni di persone, la metà dei quali minorenni, beneficiano di nuove forme di credito fiscale "Child Tax Credit" (http://www.direct.gov.uk/MoneyTaxAn...8&chk=BUtaL)] e "Working Tax Credit" (http://www.direct.gov.uk/MoneyTaxAn...amp;chk=Bl770B_).
    o Sono allo studio riforme su benefit relativi agli alloggi pubblici, per facilitare la scelta dell'unità abitativa, snellire le pratiche burocratiche e combattere gli abusi e le frodi.
    o È stata istituita una Disability Rights Commission (http://www.drc-gb.org/) per operare contro le discriminazioni dei disabili, in particolare sul posto di lavoro.
    Pensioni
    Come dappertutto, la sfida maggiore è stata quella della riforma delle pensioni visto che, anche nel Regno unito, la proporzione dei pensionabili rispetto ai neonati e/o ai lavoratori è sbilanciata rispetto ai primi. Col progressivo abbandono degli schemi delle pensioni da parte dei datori di lavoro, l'aiuto dello Stato e maggiori risparmi da parte del pubblico si renderanno necessari. A oggi il governo ha evitato decisioni alla "lacrime e sangue", come l'introduzione di obbligo di risparmio privato oppure l'aumento sostanziale delle pensioni pubbliche, rinviandole a una congiuntura caratterizzata da un più ampio consenso nazionale.

  8. #8
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    Predefinito politiche per il futuro

    Estendere quanto più possibile le possiblità d'impiego attraverso il programma Pathways to Work (http://www.dwp.gov.uk/consultations...ys/pathways.pdf) che combina quanto offerto dai Jobcentre e i servizi di riabilitazione del Sistema Sanitario Nazionale (NHS) nonché incentivi finanziari.
    o Misure volte alla riduzione della disoccupazione delle "minoranze etniche" attraverso l'implementazione del rapporto della Ethnic Minority Task Force (http://www.emetaskforce.gov.uk/index.asp) con particolare attenzione alle aree ad alta disoccupazione con un lavoro capillare di contatto e lotta alla discriminazione grazie alla Commission for Racial Equality (http://www.cre.gov.uk/).
    o Lancio dei programmi di Working neighbourhoods (lavoro di quartiere) per il sostegno di una dozzina di zone dove la disoccupazione resta cronica. Le iniziative prevedono un'intervento di prevenzione e assistenza, ulteriore localizzazione dei servizi, e ulteriri finanziamenti per abbattere le barriere al lavoro come l'aumento della flessibilità dei contratti.

  9. #9
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    Predefinito Re: Verso l'Internazionale Democratica

    In Origine postato da Liberalix


    Il “terzo cerchio” è un’aggregazione riformista che comprende anche Ds, Margherita (ne ho parlato a Franceschini) e il piccolo partito repubblicano»
    Danny il progetto che riguarda te è il PDS è questo....

    quindi su POL

    NFD PDS e DP/PDE federati e poi alleati con la federazione della Sinistra Comunista PLC PQM

  10. #10
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    Predefinito

    va be ho capito che le mie passioni duran 3 giorni per poi esser deluse...ora siamo all inteRazionale democratika alla veltroni?
    i ds NON VANNO NEMMENO CERCATI.
    SONO IL CANCRO DELLA SINISTRA ITALIANA.

    SI PROCEDA TRA SOCIALISTI E RADICALI NELLA LOTTA laica e liberale ANTICLERICALE per modernizzare il paese.
    i ds unipol lo IOR e le fandonie querciaiole siano disprezzate.
    meritano solo quello.



    torenando su pol...

    il progetto delle due federazioni che si alleano mi sembra il piu logico e di buon senso
    certo che se il pds non si federa con NFD tutto rimane un po troppo polarizzato agli estremi
    il pds deve fare da ponta collante tra le 2 anime.
    se danny vuol una mano sono a disposizione.


    ah se mi rispondete credendo che io in qulache modo sia tesserato per il plc vi sbagliate.
    sono INDIPENDENTE SOCIALISTA.


    SALUTI

 

 
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