LA LETTERA
Occupazione e autogestione noi non torniamo indietro
OFFICINA 99
In questo fine agosto, dopo l´acquisto da parte del Comune dello stabile dove ha sede Officina 99, in molti si sono espressi rispetto alla vicenda. Alcune cose vorremmo a questo punto dirle anche noi che quello spazio lo abbiamo autogestito per oltre 14 anni. Lo stabile dove sorge Officina 99 era abbandonato da oltre 15 anni, un rudere come tanti altri nel deserto metropolitano della periferia orientale
la nostra occupazione lo ha aperto al quartiere e alla città. In questi anni abbiamo proposto centinaia di iniziative politiche e sociali senza mai prendere una lira dalle istituzioni e sempre a prezzo popolare. In un quartiere senza cinema, teatri o locali per la musica, Officina ha proposto, con una piccola sottoscrizione a coprire le spese, centinaia di artisti nazionali e internazionali, e le decine di firme raccolte in nostra solidarietà da artisti, avvocati, politici sono la testimonianza del lavoro fatto. Negli ultimi anni ad Officina si svolgono corsi gratuiti di informatica. Dalla Pantera del ‘90, da cui Officina in qualche modo deriva, al movimento no global nato a Seattle, Officina è stata protagonista di molte battaglie politiche sociali, non trascurando di intervenire nel nostro quartiere, come ad esempio per restituire alla città il campetto di calcio abbandonato di via Gianturco. Se tutto questo non vuol dire agire da centro sociale vorremo proprio sapere: cosa dovrebbe fare allora un centro sociale? Incensare il ceto medio? Portare la borsa a qualche politico? Se non sempre i giornali parlano delle nostre iniziative o ne parlano solo quando possono criminalizzarci noi non ci possiamo fare niente, ma chi in città non passa la giornata a contemplarsi l´ombelico e non apprende la verità solo dai quotidiani è perfettamente consapevole del ruolo politico, sociale e culturale assunto da Officina in questi anni in una città difficile come Napoli. Si parla tanto di contrastare la camorra nei quartieri degradati e poi si vogliono sgomberare i pochi spazi di socialità presenti in questi quartieri, vi sembra coerente? Dopo svariati tentativi di sgomberi, sabotaggi, campagne stampa e crociate politiche contro di noi, oggi la decisione del comune di Napoli di acquistare lo stabile evita di fatto (almeno per ora) lo sgombero coatto dello stabile. Per noi si tratta di una vittoria importante, ottenuta grazie alla mobilitazione di migliaia di compagni. Molti si sono espressi a favore di questa scelta, ma altri si sono scandalizzati e si sono richiamati al rispetto della legalità. Alcune associazioni hanno richiesto che lo spazio fosse tolto a noi che attualmente lo autogestiamo e assegnato tramite bando pubblico. Ci sembrano francamente opposizioni ridicole.
1) Questo governo ha premiato più volte l´illegalità: con la depenalizzazione del falso in bilancio, con il condono edilizio, con il conflitto di interessi… Quando l´illegalità va contro gli interessi collettivi in nome del profitto tutto va bene, quando invece si occupa un edificio abbandonato da 15 anni per restituirlo a un uso sociale e collettivo ci si scandalizza e si chiede l´intervento di magistratura e polizia. Alla legalità che premia i poteri forti e reprime i ceti deboli noi non ci piegheremo mai.
2) Alle associazioni che oggi denunciano la carenza di spazi e la lentezza con cui le istituzioni danno risposte alle loro richieste, ricordiamo che il territorio cittadino è pieno di strutture abbandonate pubbliche e private. Invece di richiedere l´assegnazione di Officina 99, perché non si organizzano per occupare e autogestire queste aree dismesse? Molti si preoccupano del fatto che questa nostra vittoria possa aprire la strada a nuove occupazioni, noi invece ce lo auguriamo. Tredici anni fa in Campania c´erano solo due spazi occupati autogestiti, ora sono più di una decina. Noi lavoreremo perché continuino ad aumentare.
FIRMATO :
OFFICINA 99
Su Repubblica,edizione Napoli




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