Vi riporto questo articolo,ditemi la vostra che poi si discute...
Elogio della libertà di parola
Il Veneto e i diritti fondamentali
di Paolo Bernardini
La vicenda del profeta del jihad che pare possa liberamente predicare nella nostra Regione è quanto mai esemplare: nelle reazioni che tale evento, prima ancora che avvenga, suscita, nell’opinione pubblica così come nella parte “colta” e “laica” degli islamici italiani, che ha in Magdi Allam fiero portavoce, giovane progenie orientale di Voltaire e Montesquieu. Ma non ci rendiamo conto che impedendo a quel signore di parlare, come è stato fatto negli USA, veniamo meno a un diritto fondamentale, quello della libertà di parola? Diritto conquistato storicamente attraverso un processo estremamente doloroso, quando censure di ogni tipo, quella di Stato, quella ecclesiastica, e perfino altre rendevano assai arduo esprimere la propria opinione a pensatori, vivi e morti. Si pensi solo, in Veneto, alla difficoltà della pubblicazione degli scritti di Paolo Sarpi ancora a un secolo e oltre dalla sua morte, in pieno Settecento, nel secolo dei Lumi. Negare la libertà di parola è un atto altrettanto grave, se non di più, che predicare la guerra santa. Eppure, oscuri presidi di facoltà di scienze politiche la hanno negata di recente a Toni Negri, e ora si vuole impedire a Ghoneim di parlare. Perché? Impedire la parola, in un mondo legato ai media in modo viscerale, non vuol dire impedire a profeti di guerre e altre sventure di esprimere la loro opinione, hanno il world wide web a disposizione, possono letteralmente predicare da ogni luogo del mondo al mondo intiero.Anzi, più si impedisce loro di parlare, più diventano martiri del libero pensiero, e il loro messaggio ha effetto. Verba volant in ogni più sperduta contrada del nostro libero pianeta. Si può anche prendere a modello gli USA, che hanno espulso Ghoneim. Ma occorre ricordare che gli USA sono pieni di gruppi neonazisti i cui esponenti parlano liberamente in pubblico. Professando le loro mostruose dottrine. Ora, gli spregiatori della libertà di parola, i vari Magdi Allam, mostrano in questo modo un supremo disprezzo verso i propri simili: in questo caso, Allam lo mostra nei confronti di tutti gli islamici che vivono in Italia. Come se fossero tutti fiammiferi pronti ad accendersi alla fiammella della retorica di Ghoneim, che dice che chi non è musulmano è “un cane o un gatto”. Saranno stupiti allora nell’uscir di casa e vedere che i Veneti doc, e cristiani, sono privi di coda e non miagolano. E quando Ghoneim dice che chi muore per la propria fede va in Paradiso, non mi pare dica altro da quello che da secoli dice la Chiesa Cattolica. Vogliamo dimenticare le migliaia di nostri Martiri? La libertà di parola è il fondamento della nostra civiltà. Proprio perché qui è permesso parlare, anche contro la nostra civiltà stessa, manteniamo una potenziale superiorità verso quei luoghi e quei paesi dove la libertà di parola è assente, dall’Iran alla Russia, dove un giornalista che aveva osato pubblicare su una rivista la lista dei più ricchi del Paese è stato barbaramente assassinato, e dove non si può certo scrivere satire e neppure vignette contro Putin, mentre qui lo possiamo fare nei confronti di Berlusconi. Se in Veneto i vari Negri, Ghoneim, e chi più ne ha più ne metta, potranno esprimere le loro opinioni, ebbene vuol dire che questa regione non ha ancora abiurato alla civiltà, e mantiene alto, nel suo piccolo, il vessillo dell’Occidente.
da Il Corriere del Veneto, 7 settembre 2005


Rispondi Citando


