da Segni di frenata? | Euro-Holocaust
Natalità e acquisto della casa: la crescita degli immigrati si è inceppata?
[del 10 dicembre 2009]
Il biennio 2008-2009 rappresenterà un piccolo spartiacque nell'evoluzione della presenza immigrata in Italia? Considerando due dati importanti, quello della natalità e quello (della possibilità) dell'acquisto di una casa, sembrerebbe che, per il momento, causa la crisi economica, la presenza straniera si stia radicando con meno forza.
Natalità- Secondo quanto riporta Corrado Giustiniani nel suo blog (immigrazionista) sul sito del Messaggero, citando uno studio del demografo Giancarlo Blangiardo, la natalità straniera si sta sempre più conformando a quella italiana. Tale tendenza si fa sentire maggiormente nelle grandi città, ma è comunque il quadro nazionale a presentare una diminuzione progressiva (dai 2,5 figli per donna nel 2006 ai 2,16 del 2008, con picchi verso il basso come gli 1,4 di Firenze e Roma e gli 1,2 di Napoli).
Le uniche realtà dove le straniere fanno molti figli riguardano quelle dominate da indiani e, soprattutto, cinesi. Guarda caso etnie provenienti da realtà economiche in forte crescita. Annotatevi questo punto.
Ma l'articolo di Giustiniani non si limita a evidenziare la questione demografica. Lega questa alla questione pensionistica, affermando che bisognerebbe rimodellare il sistema pensionistico o il mercato del lavoro, per far fronte a ciò che dovrebbe essere evidente ai più, ossia che... anche gli stranieri invecchieranno, quindi necessiteranno di pensioni (pagate da chi?)... Da queste parti l'abbiamo detto più volte: la soluzione non è e non potrà essere in alcun modo l'arrivo di migliaia di lavoratori stranieri per pagare le pensioni, quanto una continua ed equilibrata (secondo le esigenze e le possibilità del nostro Paese) rimodulazione della catena istruzione-lavoro-pensioni (sommata, ovviamente, al blocco dell'immigrazione allogena).
La crescita canceroso-demografica, rappresentata dall'immigrazione di massa, peggiorerà i problemi sociali, nascondendo, dietro la maschera dell'accoglienza indiscriminata, la portata dell'incapacità dello Stato e della società nel suo insieme di far fronte alla massa di anziani bisognosi, ai sempre "nuovi italiani" da integrare a suon di monete, ecc.
Acquisto della casa - Un effetto, importante, della crisi economica è dato dalla fortissima diminuzione di acquisti di case da parte degli immigrati. Tale diminuzione è dovuta sostanzialmente al venir meno della possibilità di accedere ad un mutuo, stante l'attuale diffidenza bancaria italiana (deleteria per molti altri versi). Intendiamoci: le banche non sono precisamente le istituzioni più virtuose di questo mondo (per usare un eufemismo), ma è bene comunque ricordare su cosa si basa una parte della crisi economica, ad esempio, in Spagna (mutui selvaggi, spesso concessi a stranieri, e crescita incontrollata dell'edilizia [articolo del 18 ottobre 2008]).
Riguardo i dati, potete velocemente dare un'occhiata al grafico [GRAFICO] sugli andamenti degli acquisti di immobili, da parte degli immigrati, tra il 2004 e il 2009, con una stima per il 2010. Dopodichè, potete leggere il rapporto di "Scenari Immobiliari", istituto di ricerca specializzato nell'argomento:
Crollano del 24,3 per cento gli acquisti degli immigrati nel 2009 [in PDF]
Il rapporto dice che, nonostante tale fortissima diminuzione, esiste una altrettanto forte richiesta di casa da parte degli stranieri. Ma si noti una cosa: se andiamo al grafico di pagina 6, gli immigrati dall'Europa dell'Est, dall'India e dalla Cina, oltre ad essere i più forti acquirenti, sono anche gli unici ad essere cresciuti negli ultimi anni. Si notino, al contrario, nordafricani e sudamericani, in costante diminuzione già dal 2004. Ben prima della crisi. Sarebbe interessante capirne la ragione.
Così come è interessante notare e facile da comprendere il perché della forte presenza indiana e cinese. Nel punto precedente vi abbiamo detto di tener presente la forte natalità indiana e cinese. La crescente forza economica delle rispettive nazioni d'origine si riflette nelle rispettive comunità emigrate all'estero?
Altro punto interessante è la comunque forte presenza romena (nel gruppo più ampio dell'Europa orientale). Indicativo del fatto che, nonostante l'isteria anti-romena degli anni passati, mai sposata su queste pagine, tale etnia si sta radicando (ricordiamo che quell'isteria venne inaugurata, oltre che da "certa" destra, soprattutto dal centro-sinistra, Walter Veltroni in primis. Il che avrebbe dovuto far riflettere qualcuno...).
Per concludere: ricordiamo anche un rapporto della Caritas e della Fondazione Responsabilità Etica, secondo cui una famiglia su quattro è a rischio povertà a causa del mutuo. I soldi in giro non sono tanti. Come li vogliamo distribuire?
Continua a leggere




Rispondi Citando


