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    Fallaci in udienza da Benedetto XVI

    La Fallaci dal Papa: diventa un caso l’udienza segreta - di ANDREA TORNIELLI -


    Andrea Tornielli
    www.ilgiornale.it 31 agosto 2005

    da Roma

    Benedetto XVI ha incontrato Oriana Fallaci. L'incontro, privato e riservato, tra Papa Ratzinger e la giornalista che in questi ultimi anni ha denunciato il pericolo del fondamentalismo islamico, è avvenuto a Castelgandolfo sabato scorso. A rivelarlo è stata l'agenzia Apcom, e la diffusione della notizia è stata accolta con un certo imbarazzo in Vaticano, da dove fanno sapere che si è trattato di un incontro di «carattere privato», che non è durato a lungo e che è avvenuto «su richiesta della signora Fallaci». Da quanto si apprende da fonti vaticane, un ruolo decisivo nell'ottenere l'udienza è stato svolto dal vescovo Rino Fisichella, rettore della Lateranense e cappellano di Montecitorio.
    La scrittrice, che oltre alla dura lotta contro il fanatismo di matrice musulmana ne sta combattendo un'altra durissima contro il cancro, aveva già da mesi espresso il desiderio di incontrare Ratzinger. Nella sua elezione, la Fallaci aveva visto un cambiamento di rotta rispetto alla posizione tenuta da Giovanni Paolo II nei rapporti con l'islam.
    Un segnale preciso da parte della scrittrice che da molti anni si definisce «atea cristiana», era stato l'articolo da lei pubblicato sul Corriere della Sera alla vigilia del referendum sulla fecondazione assistita, nel quale si esprimeva a favore dell'astensione: «Ha ragione Ratzinger (grazie, Santità, d'aver sempre il coraggio di dire pane al pane e vino al vino) quando scrive che il Progresso... incomincia a essere una minaccia per il genere umano».
    Un altro passo di avvicinamento è stato rappresentato dall'intervista concessa due settimane dopo al Wall Street Journal:
    «Mi sento meno sola quando leggo i libri di Ratzinger. Io sono atea, e se un'atea e un Papa pensano la stessa cosa ci deve essere qualcosa di vero. È semplicissimo! Qui ci deve essere qualche verità umana che va al di là della religione». Ed era stato proprio il vescovo Fisichella, intervistato dal quotidiano di via Solferino, a commentare così quell'apprezzamento: «Non posso non provare un sentimento di contentezza intellettuale nel vedere una concordanza espressa così vivamente». Poi, dopo gli attentati di Londra, la giornalista aveva dato segno di non apprezzare le parole con le quali Benedetto XVI aveva ribadito la necessità del dialogo con i musulmani in continuità con il predecessore. «Quando tre giorni dopo la nuova strage Papa Ratzinger ha rilanciato il tema del dialogo – ha scritto la Fallaci – sono rimasta di sasso. Santità, Le parla una persona che La ammira molto. Che Le vuole bene, che Le dà ragione su un mucchio di cose... Però il seguente interrogativo devo porlo lo stesso: crede davvero che i musulmani accettino un dialogo coi cristiani, anzi con le altre religioni o con gli atei come me? Crede davvero che possano cambiare, ravvedersi, smettere di seminar bombe?».
    Si può dunque immaginare che l'incontro che la giornalista ha avuto con il Papa sia stata l'occasione per proseguire il confronto su questi temi. In passato lo stesso quotidiano della Santa Sede non aveva mancato di criticare toni e contenuti degli scritti di Oriana Fallaci, definendo «sconcertanti» le accuse contro Wojtyla nei saggi pubblicati dopo l'11 settembre.
    Di certo Benedetto XVI ha tenuto a precisare che non è in corso «alcuna guerra di religione» e proprio a Colonia, incontrando la comunità musulmana ha detto ai suoi interlocutori: «Cari amici, sono profondamente convinto che dobbiamo affermare, senza cedimenti alle pressioni negative dell'ambiente, i valori del rispetto reciproco, della solidarietà e della pace».
    Gilbert

  2. #2
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    da: www.korazym.org

    Oriana Fallaci ricevuta in udienza privata da Benedetto XVI. L’incontro fra la nota scrittrice e il papa è avvenuto a Castelgandolfo sabato scorso, ma la notizia è filtrata solo oggi.

    Benedetto XVI ha ricevuto Oriana Fallaci ed ha avuto con lei un lungo colloquio privato. L'"atea-devota" che da tempo pone alla Chiesa lo scomodo interrogativo se sia possibile o meno per il cristianesimo dialogare con l'Islam, è stata accolta, sabato scorso, nella residenza estiva del pontefice a Castel Gandolfo, sui colli albani. Ratzinger ha dato il benvenuto alla scrittrice nella riservatezza più totale, lontano dalle telecamere e dai clamori della stampa. In una recente intervista la Fallaci aveva affermato di "ammirare molto" questo pontefice, per il modo in cui difende le basi della cultura europea e le radici cristiane del continente. Ad alcuni sacerdoti amici aveva manifestato il desiderio di poter incontrare personalmente il Papa. Ratzinger. La richiesta d'udienza partita dagli Stati Uniti dove la scrittrice vive è stata subito accolta dal pontefice che le ha riservato un incontro quattro giorni fa.

    Caute indiscrezioni sull'incontro sono circolate in ambienti riservati, a Roma e negli Usa. Ma, al di là di questo, null'altro è filtrato anche se non è difficile ipotizzare che il Papa e la Fallaci abbiano affrontato - malgrado le diverse sfumature - un tema caro ad entrambi: la difesa dell'Occidente. Per la Fallaci sia il risveglio dell'Islam che il propagarsi del fanatismo cieco costituiscono una minaccia per la nostra civiltà e per questo mette in guardia la Chiesa e il cattolicesimo da un atteggiamento troppo benevolo e condiscendente nei confronti dei musulmani sostenendo che non è un avvenimento isolato e che l'Europa, se continua ad osservare passivamente il fenomeno come sta facendo senza reagire, rischia di trasformarsi in 'Eurabia'.

    La ripresa dell'Islam, ha detto più volte la scrittrice, mira a cancellare l'Occidente e la sua cultura, i suoi principi, i suoi valori, la sua democrazia, il suo cristianesimo ma anche il suo laicismo. "Sissignori - ha scritto in un articolo pubblicato due settimane fa - anche il laicismo. Forse, soprattutto il laicismo. Ma non l'avete ancora capito che il laicismo non può coabitare con la teocrazia?".

    Altro punto sul quale Oriana Fallaci insiste, è la presenza degli immigrati musulmani. Una presenza che imporrebbe una riflessione più complessa e problematica di quanto sia stata fatta sino ad ora dalle istituzioni laiche e cattoliche. L'autrice di "La forza della ragione" sostiene che gli immigrati musulmani anche in possesso di cittadinanza non possono considerarsi europei, cioè "parte integrante di una storia e una cultura". Pertanto li definisce tout cour degli "invasori privilegiati" affermando che "sono ospiti punto e basta". Tuttavia questo non vuol dire espulsione indiscriminata per un'intera comunità religiosa, ma solo il pugno di ferro "per i terroristi, i clandestini e i vagabondi che vivono rubando o spacciando droga".

    Se nei confronti di Benedetto XVI mostra di avere una certa sintonia, la Fallaci non lesina qualche critica a Giovanni Paolo II per non avere usato con l'Islam la stessa determinazione mostrata davanti al comunismo. A Wojtyla riconosce però di essere stato "un grand'uomo, un grande leader" anche se sulla questione Islam "sbagliava". Così la fiducia la ripone tutta sul suo successore, Benedetto XVI. "È troppo intelligente -ha affermato ancora Oriana Fallaci - per non rendersi conto che il risveglio dell'Islam s'è ingigantito come all'epoca dell'Impero Ottomano, e che col suo fondamentalismo ha assunto i contorni d'un nuovo nazismo". (di Franca Giansoldati).
    Fraternamente Caterina
    Laica Domenicana

  3. #3
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    Predefinito La Chiesa non è cortigiana della storia

    La Fallaci in udienza dal Papa

    Oriana a Castelgandolfo trova l'interlocutore ambito


    Davide Rondoni
    www.avvenire.it 31 agosto 2005

    Ieri è trapelata la notizia di un incontro riservato, accordato sabato scorso da Benedetto XVI a Oriana Fallaci. Si leggeranno sull’evento titoli coloriti, e taluno si divertirà a spararle grosse. Si tratta di cosa da trattare invece con delicatezza, se la si vuole comprendere. E far comprendere. La delicatezza che si deve non solo al carattere «privato» dell’incontro, ma alla questione importante che presumibilmente investe. E che è più ingente del problema guerra sì o no con l’Islam.
    Il Papa, dunque, ha accolto la richiesta avanzata dalla scrittrice di best-seller più nota d’Italia di potergli parlare. Il fatto, come detto, riveste un valore privato. Innanzitutto per lei, che ha chiesto l’incontro, e segnala ancora una volta la disponibilità come carattere preminente di questo Papa. Cosa si siano detti, probabilmente non lo sapremo neppure nei prossimi giorni. Ma sul fatto possiamo azzardare un giudizio e insieme qualche domanda. Perché colei che più violentemente ha accusato l’Occidente di cedere di fronte a una guerra dichiarata con le bombe e con l’invasione, si rivolge al Papa? Per domandargli di mettersi a capo della "sua" crociata ? Se così fosse, significa che la Fallaci non sa leggere. Benedetto XVI non si è distanziato di molto dal suo predecessore, e ha già avuto modo di dire che non considera per nulla fatale uno scontro di civiltà. A Colonia infatti ha esortato i rappresentanti islamici a isolare i terroristi per dare risalto a quella vocazione pacifica che egli considera prevalente nell’Islam. E questo la Fallaci lo sa benissimo. Dunque, la questione è probabilmente altra. Più profonda, e delicata. E faceva da sfondo anche all’intervento di Pera al recente meeting di Rimini.
    Sia la Fallaci che, in altro modo, Pera, avvertono una crisi della democrazia come un certo laicismo da loro ben conosciuto la propone. Vedono il fallimento dell’idea di comunità sociale e politica fondata su una concezione laicista di libertà. Per il laicismo imperante, inf atti, la libertà, è l’arbitrio delle scelte personali, temperato dalle leggi decise dalla maggioranza in vigore. Secondo tale concezione, ogni scelta è inequivocabilmente giusta se la legge la ritiene lecita. Il guaio è che per svariati motivi, come il sorgere di soggetti sociali portatori di esigenze "barbare" o la volontà di taluni di affermare come diritti i loro desideri, questo impianto della convivenza sta andando in crisi. E si accorgono che il pensiero laico non ha proposte all’altezza dei tempi. E, a costo di esagerazioni -come certi passaggi della Fallaci sulla Chiesa o di Pera sull’esser meticci - si agitano, alzano la voce. E allora van dal Papa, o dai cattolici. I quali a differenza di molti intellettuali laico-schizzinosi ascoltano. E correggono. Cioè reggono un’analoga preoccupazione ma proponendo un’altra terapia. Si rivolgono costoro alla Chiesa come per prendere in prestito una manciata di principi, una dose di valori che sostengano la base pericolante dell’edificio che credevano perfetto. Lo fanno magari con enfasi ma anche con onestà intellettuale che sarebbe riprovevole non riconoscere. La perentorietà peraltro va interpretata nel contesto del loro itinerario culturale. Non a caso, sono gli stessi che anche in occasione della recente battaglia referendaria hanno creato un "caso" dissentendo dalle posizioni del laicismo più sordo. Ma la Chiesa non è la cortigiana della storia. Non dispensa valori come ansiolitici o anabolizzanti. Ha una proposta originale, che non è politica. La Chiesa offre alla storia una figura d’uomo e di donna che ama la vita e che non ha paura. Né del diverso né della difficoltà. Si chiedano questi laici senza più paraocchi, perché dove c’è la fede cristiana c’è più libertà autentica e più amore alla vita ? La comprensione di cosa è la fede cristiana è la vera questione storica di oggi. Non l’etica, e nemmeno la guerra promuoveranno la vita in tempi difficili. Ma la fede in un Dio padre della vita.
    Gilbert

  4. #4
    memoria storica
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    2005-09-06

    Monsignor Fisichella rivela i motivi dell’udienza di Benedetto XVI ad Oriana Fallaci

    Il Papa ha parlato con intellettuali di ogni tipo e continuerà a farlo, ha affermato

    ROMA, martedì, 6 settembre 2005 (ZENIT.org).- Il Vescovo Rino Fisichella, Rettore della Pontificia Università Lateranense di Roma, ha rivelato questo martedì alcuni dettagli dell’udienza privata concessa da Benedetto XVI alla scrittrice Oriana Fallaci.

    L’incontro del Santo Padre con la giornalista di 76 anni, che dopo l’11 settembre ha suscitato polemiche per le accuse lanciate nei suoi libri contro l’Islam, ha avuto luogo in forma molto discreta il 27 agosto scorso nella residenza pontificia di Castel Gandolfo.

    La notizia dell’incontro è filtrata alcuni giorni dopo attraverso le agenzie giornalistiche italiane – né la Fallaci né la Sala Stampa della Santa Sede l’avevano resa pubblica –, motivo per il quale monsignor Fisichella ha spiegato ora i suoi motivi in un’intervista concessa a “Il Corriere della Sera”.

    La stampa aveva dato ampio spazio all’udienza perché la giornalista, nel suo libro “La forza della ragione”, si definiva “atea cristiana” ed accusava la Chiesa – allora il Papa era Giovanni Paolo II – di favorire e beneficiare l’Islam.

    La scrittrice, tuttavia, aveva confessato la propria ammirazione per il Cardinale Joseph Ratzinger a causa della sua difesa delle basi della cultura europea e delle radici cristiane del continente.

    “Che il Papa riceva Oriana Fallaci e parli con lei non dovrebbe stupire nessuno che non sia malintenzionato. Lei è un’interprete del nostro tempo, lancia un allarme su un pericolo che incombe e chiede di parlare al Papa riservatamente, il Papa accetta: è tutto qua!”, ha affermato monsignor Fisichella nell’intervista.

    “Certo che non è credente, ma ha riflettuto a lungo – come ha detto in un’intervista recente – sull’invito del Cardinale Ratzinger ai non credenti perché si comportino ‘come se Dio esistesse’. Un invito che ha definito ‘geniale’”, ha aggiunto il Rettore dell’università pontificia, che è anche Vescovo ausiliare di Roma.

    Il presule, di 54 anni, ritiene che l’incontro della giornalista con il Papa non abbia avuto un carattere politico.

    “Esso invece è da collocare su un orizzonte culturale – ha spiegato –. Fa parte degli incontri con uomini e donne di cultura che il Cardinale Ratzinger aveva sempre avuto e che Benedetto XVI continuerà ad avere”.

    “Incontri di vario tipo: dibattiti pubblici, come gli capitò di fare con Jürgen Habermas e Paolo Flores d’Arcais; pubblicazioni a quattro mani, come fu con il presidente Pera e incontri privati restati riservati, come doveva essere questo con la Fallaci”, ha ricordato poi.

    L’incontro aveva un carattere riservato, ha continuato a spiegare il Vescovo, “perché lei così aveva chiesto. Come nel caso degli altri intellettuali, è stata lei a sollecitare il colloquio. Lo desiderava moltissimo. Avvertiva un’affinità di vedute che voleva mettere alla prova. Aveva letto e sottolineato molti libri del teologo Ratzinger”.

    Per quanto riguarda i temi dell’incontro, il Vescovo ha riconosciuto che non si sa di cosa abbiano parlato, perché non era presente. Fisichella ha anche detto che le posizioni della Fallaci non si riducono solo alle sue posizioni contrarie all’Islam.

    “È l’autrice di ‘Lettera a un bambino mai nato’ e di ‘Noi cannibali e i figli di Medea’. Ma ovviamente c’è anche la questione islamica sul tappeto e chi la può negare? In questo come negli altri casi la sua analisi è una provocazione dell’intelligenza”, ha osservato.

    “L’intuizione che l’Occidente nutre ‘una specie di odio verso se stesso’ – una frase del Cardinale Ratzinger che è piaciuta alla Fallaci — in qualche modo accomuna queste due intelligenze libere”, ha proseguito.

    Monsignor Fisichella ha espresso il desiderio che la Fallaci, “geniale scrittrice e straordinaria giornalista, possa un giorno annoverare anche Benedetto XVI tra i grandi che ha intervistato”.

    tratto da agenzia Zenit

  5. #5
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    Quello di ricevere la Fallaci è stato un atto di decadenza.

    Una donna si avvicina alla Chiesa a causa di un sentimento di profondo odio contro i musulmani. E questo basta per farla ricevere dal Papa in persona.
    Una pseudo-intellettuale atea che riceve tutte queste attenzioni dalla Chiesa solo perchè dice di avere un punto in comune dol cattolicesimo rappresentato dai deliri antimusulmani, è sicuramente un atto di decadenza della Chiesa.

  6. #6
    INNAMORARSI DELLA CHIESA
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    Originally posted by uqbar
    Quello di ricevere la Fallaci è stato un atto di decadenza.

    Una donna si avvicina alla Chiesa a causa di un sentimento di profondo odio contro i musulmani. E questo basta per farla ricevere dal Papa in persona.
    Una pseudo-intellettuale atea che riceve tutte queste attenzioni dalla Chiesa solo perchè dice di avere un punto in comune dol cattolicesimo rappresentato dai deliri antimusulmani, è sicuramente un atto di decadenza della Chiesa.

    E' una donna di 76 anni, condannata a morte dall'Islam e malata di cancro.........
    per quale motivo Pietro non avrebbe dovuto riceverla?

    Se non l'avesse ricevuta, altri avrebbero gridato all'indecenza....."qualsiasi cosa la Chiesa faccia, o che dirà, ci sarà sempre qualcuno che si sentirà sempre superiore alle sue decisioni" (san Giovanni Bosco)
    Fraternamente Caterina
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  7. #7
    la ricerca della bellezza nascosta
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    Originally posted by Caterina63
    E' una donna di 76 anni, condannata a morte dall'Islam e malata di cancro.........
    per quale motivo Pietro non avrebbe dovuto riceverla?
    Per lo stesso motivo per cui non riceve milioni di esseri umani nelle sue stesse condizioni.


    In base a quali notizi puoi dire che la Fallaci sia stata condannata a morte da (addirittura) l'Islam (sic!) ?

  8. #8
    INNAMORARSI DELLA CHIESA
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    Originally posted by uqbar
    Per lo stesso motivo per cui non riceve milioni di esseri umani nelle sue stesse condizioni.


    In base a quali notizi puoi dire che la Fallaci sia stata condannata a morte da (addirittura) l'Islam (sic!) ?
    Indubbiamente non sei a conoscenza delle visite giornaliere che il papa riceve senza che tu lo sappia....(anche io), sono i Media che danno risalto a chi vogliono.....nè ti vengono a dire ad esempio che Ratzinger tiene corrispondenza con due bambini del Cottolengo da quando è diventato Papa.....

    Il resto lasciamolo ai pettegolezzi.......
    Fraternamente Caterina
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