Visualizza Risultati Sondaggio: hamas ed hezbollah,sono movimenti terroristici?

Partecipanti
56. Non puoi votare in questo sondaggio
  • no,sono movimenti di liberazione nazionale

    20 35.71%
  • si,sono terroristi

    26 46.43%
  • sono movimenti di massa costretti ad usare metodi affini al terrorismo

    5 8.93%
  • il vero terrorista è l'entità illegale sionista(israele)

    3 5.36%
  • non sa/non risponde/è indeciso

    2 3.57%
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Risultati da 1 a 10 di 183
  1. #1
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    Predefinito Dagli ultimi sondaggi sembra che...i Ds...

    Dagli ultimi sondaggi sembra che i Ds riuscirebbero alle prossime elezioni politiche a prendere il 22%.
    Secondo voi è possibile?
    Valiamo di piu? Valiamo di meno?

  2. #2
    Bianca Zucchero
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    Dal 35% di trenta anni fa, praticamente un tonfo!

  3. #3
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    se gli attacchi i voti di rifondazione e del pdci saremmo poi li

    Paolo

  4. #4
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    Predefinito Re: Dagli ultimi sondaggi sembra che...i Ds...

    In origine postato da Enrico1987
    Dagli ultimi sondaggi sembra che i Ds riuscirebbero alle prossime elezioni politiche a prendere il 22%.
    Secondo voi è possibile?
    Valiamo di piu? Valiamo di meno?
    Io da tesserato DS, stanco del neocentrismo Fassiniano ti dico che se continuano cosi oltre a perdere il mio voto non arrivano al 20%...
    L'anno prossimo voterò comunque, ma sicuramente voterò piu a sinistra dei DS (NON BERTINOTTI).

  5. #5
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    In origine postato da Bianca Zucchero
    Dal 35% di trenta anni fa, praticamente un tonfo!
    trenta anni fa non c'erano i DS....

  6. #6
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    In origine postato da Norberto Gallo
    trenta anni fa non c'erano i DS....
    possiamo tirarci per il culo quanto vogliamo, ma la base dei ds è la vecchi base del pci

    Paolo

  7. #7
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    Dal Pci ai Ds, i conti in sospeso
    di Ernesto Galli Della Loggia
    Ha ragione chi, a proposito del recente anniversario della fondazione del Partito comunista, ha osservato che ormai i Ds - che del Pci sono i principali eredi - hanno fatto con quel passato tutti i conti che dovevano. Ma dire che non ci sono più conti da fare con il passato è un' espressione ambigua. Può significare che ai vari Veltroni, D' Alema o Folena non ha ormai alcun senso chiedere sconfessioni e prese di distanza ulteriori rispetto a quelle già manifestate, il che è giusto; ma l' espressione può significare anche che il passato comunista dei Ds ormai non conta più, ha cessato di avere un qualunque effetto rilevante sul presente, è un passato ormai passato per sempre. Ora, almeno in questo senso, non mi pare proprio che le cose stiano così. Il passato comunista continua a pesare come un macigno sulla sinistra italiana, e dunque su tutto il Paese. Non già, sia chiaro, a causa della strumentalizzazione di qualcuno, ma perché la storia non è acqua e continua a pesare a lungo, molto a lungo, anche quando il processo che l' ha generata appare interamente esaurito e liquidato (si pensi, ad esempio, al peso che ha avuto l' eredità del fascismo sull' Italia repubblicana, o che ebbe l' eredità liberale sul fascismo durante il ventennio). Dunque, nessuno può farci nulla, ma l' esistenza nella storia d' Italia di una cosa come il Pci continua - eccome! - a proiettare la sua ombra sul nostro presente. Se in Italia non esiste né un grande partito socialdemocratico né un grande partito democratico di sinistra è certamente perché la matrice comunista si è mostrata alla fine non suscettibile di dare vita né all' uno né all' altro. I tentativi vanno avanti da due lustri buoni ma senza successo. Sicché ancora oggi Massimo D' Alema, se deve fare appello all' anima profonda dei Ds non può fare altro che evocare, pur senza chiamarla con il suo nome, la vecchia anima comunista del Pci, perché altre non ce ne sono. Non a caso. Il Pci infatti ha diffuso per troppi anni, in larghe masse e attraverso mille canali, da un lato, l' idea che la socialdemocrazia riformista corrispondesse a una visione asfittica, ideologicamente subalterna e politicamente perdente, dall' altro l' idea che la democrazia come tale, la democrazia senza aggettivi, non costituisse affatto una reale democrazia (altrimenti che ci stavano a fare il socialismo, l' antifascismo, il comunismo eccetera?). Con simili premesse, oggi è difficile tanto convincere il proprio elettorato di un tempo che socialdemocrazia è bello, quanto convincere i democratici senza qualifica di meritare la loro piena fiducia. Ancor più difficile, naturalmente, è per i Ds cercare di convincere contemporaneamente gli uni e gli altri di essere l' una cosa e l' altra. In realtà, nel passaggio dal Pci ai Ds la prospettiva socialdemocratica ha fatto allontanare una fascia di elettori sulla sinistra senza che dall' altra parte, però, la prospettiva democratica si sia mostrata, e si mostri, capace di esercitare un' attrazione significativa sull' elettorato di centro. Nel 1976, all' apice dei successi elettorali del vecchio Partito comunista, Alberto Asor Rosa affermò con grande sicurezza che il Pci era il continuatore effettivo del vecchio socialismo riformista italiano di Turati e di Prampolini, e insieme però era anche l' erede di Lenin e dell' Internazionale, e che quindi ad esso era riuscita un' impresa a dir poco eccezionale. Non era vero, naturalmente. Era solo l'ennesima manifestazione di un' illusione in certo senso costitutiva di tutto il pensiero politico italiano del Novecento - dalla Voce a Gobetti, a Gramsci, a Mussolini, a Togliatti fino a Dossetti - e cioè l' illusione di conciliare, con una misura e un senso forti, esigenze di ordine opposto. Da un lato l' elitismo pedagogico-dirigistico, dall' altro l' iniziativa individuale e quella nazionalpopolare, da un lato la gerarchia e dall' altro l' interclassismo, da un lato la giustizia e dall' altro la libertà, da un lato la persona e dall' altro la comunità. Sempre, come dicevo, in una prospettiva di ricerca esasperatamente combinatoria, ogni volta attenta a non considerare prioritario un principio solo costruendovi sopra un edificio minimamente coerente. È così che per i lunghi decenni del Novecento molti italiani - in buonafede, in assoluta buonafede - hanno potuto considerarsi fascisti e insieme liberali, volere la nazionalizzazione delle banche e della grande industria e insieme essere favorevoli all' iniziativa privata, essere cattolici e comunisti, dirsi sinceri patrioti e magari servire gli interessi dell' Unione Sovietica, essere conservatori e insieme rivoluzionari. I comportamenti pratici e ideali facenti capo al Pci sono stati una sorta di vertice forse ineguagliato di questa vocazione italiana alla combinazione contraddittoria. Ed è per questo forse che, oggi, proprio il retaggio comunista si dimostra il più inservibile per costruire qualcosa di solidamente univoco, qualcosa di agevolmente spendibile su un mercato elettorale sempre più orientato alle offerte politiche alternative, dunque chiare, com' è quello nostro odierno. La sterilità sostanziale, e perciò la inutilizzabilità di questo retaggio, il peso schiacciante sulla sinistra italiana del passato comunista che non riesce a passare si sono mostrati nel modo più chiaro in queste ultime settimane. Allorché, venuto il momento per il centrosinistra a dominanza Ds di presentare alle elezioni il suo leader, esso, guarda un po', si è trovato a scegliere solo tra Giuliano Amato e Francesco Rutelli: vale a dire tra i rappresentanti proprio di quelle due culture - la cultura socialriformista e la cultura radicale - che nella sua estrema stagione il Partito comunista massimamente avversò, insolentì e derise. Non solo, ma dopo aver fatto la scelta che sappiamo, quello stesso centrosinistra ora già provvede, addirittura, a rimangiarsi perfino l' antisocialismo e l' anticraxismo militanti che pure rappresentano tra le principali ragioni storiche della sua esistenza.
    Corriere della Sera
    giovedi , 08 febbraio 2001

  8. #8
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    bla bla bla, perchè non esiste un grande partito socialista? perchè quando è esistito era una associazione a delinquere

    Paolo

  9. #9
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    In origine postato da Kowalsky
    bla bla bla, perchè non esiste un grande partito socialista? perchè quando è esistito era una associazione a delinquere
    Paolo
    riesci ogni tanto a parlare di politica e ad evitare di smadonnare contro chiunque espone opinioni diverse dalle tue (sbagliate)?

    PS: posso capire (non condividere) l'odio contro il PSI degli anni '90, ma Turati, Matteotti, Nenni, Lombardo, Pertini, De Martino...

  10. #10
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    Dipende da che si intende per DS? se si intende un Partito Socialdemocratico Europeo che non tenda al Liberismo e rispetti salvaguardandoli i ceti piu deboli della società ma che sia pragmatico in politica estera fermo restando la contrarietà ad azioni non autorizzate da organismi internazionali....

    Se intendiamo questo dovrebbe valere di piu...


    Se intendiamo cose diverse..vale anche troppo... purtroppo.

 

 
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