Sondaggi: l'Unione in vantaggio di 9 punti
Casini: dati realistici, Prodi: partiamo in condizioni migliori della altre elezioni
ROMA (10 set. 2005) - Se si votasse oggi l'Unione vincerebbe le elezioni e staccherebbe il centrodestra di nove punti. Lo dice un sondaggio realizzato dall'Iref, il centro studi delle Acli. E lo conferma il presidente della Camera Pier Ferdinando Casini intervenendo a Orvieto alla giornata conclusiva dell'incontro nazionale sulla biopolitica dove i risultati del sondaggio sono stati diffusi. "Chiunque parli con la gente sa che le cose stanno così. Mi pare che siano dati realistici".
Anche Romano Prodi, l'altro ospite dell'incontro, commenta positivamente i dati: partiamo, dice, in condizioni "migliori delle altre elezioni", quelle del '96, quando l'Ulivo riportò la vittoria.
Secondo il sondaggio l'Unione arriverebbe al 36% e la Cdl raccoglierebbe il 27% dei voti. Ma il primo partito, sottolinea ancora il sondaggio, non sarebbe nessuno dei due schieramenti. Vincerebbe infatti il partito degli indecisi: un italiano su tre, il 37%, non si sente vicino a nessuno dei due schieramenti politici in campo e non saprebbe a chi dare il suo voto.
Il risultato ricalca le intenzioni di voto di un precedente sondaggio di inizio mese su un campione di mille persone apparso sul settimanale News. In quel caso gli indecisi erano il 24%, un italiano su quattro. E anche in quel caso, fatto cento il campione di quelli intenzionati a votare, l'Unione era data in vantaggio di quasi sette punti e arrivava al 50% contro il 43% circa del centrodestra.
Ma al di là del distacco del vantaggio dello schieramento dell'attuale opposizione spicca il dato degli indecisi. La disaffezione che mostrano questi dati verso la consultazione elettorale è mitigata solo in parte dal fatto che mancano ancora almeno otto mesi alle elezioni. Secondo il presidente delle Acli Luigi Bobba, "il sistema non può permettersi una crisi di rappresentanza così palese. Questo bipolarismo è zoppicante e il sistema elettorale non facilita la formazione di coalizione omogenee e coese".
Su questo aspetto Prodi dice di non essere però preoccupato: "Va bene così, manca quasi un anno alle elezioni... così avremo tanta gente da convertire".
Il sondaggio delle Acli (realizzato intervistando un campione di 800 persone rappresentative della popolazione italiana) ha chiesto anche un giudizio sulle 'primarie' per scegliere i candidati.
Buona parte degli italiani sembra apprezzare questo tipo di strumento (42%) purché ben regolato da una legge (19%) e in vista della selezione del candidato migliore (23%). Per molti, tuttavia (26%) c'è il rischio che non cambi nulla, perché "sono sempre i partiti a decidere".
Gli italiani si sono poi detti contrari (57%) al voto amministrativo agli immigrati con regolare permesso di soggiorno; un dato che sale al 66% fra gli elettori del centrodestra. Al contrario i favorevoli al voto agli immigrati raggiunge il 61% fra i sostenitori dell'attuale opposizione.




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