Chi ci guadagna? Chi ha ragione di essere soddisfatto di questa catastrofe? Fuori i nomi! Immediatamente! E la sinistra trova compattezza in questi momenti. Quando c’è da attaccare gli americani, nessuno si tira indietro. Ma passiamo ai fatti. Puntano il dito contro le imprese di costruzioni, le aziende che forniscono i beni minimi di sostentamento, l’energia, i servizi essenziali agli esseri umani. Ecco il loro ragionamento: “Attenzione! E’ necessario illuminare il popolo! Non dobbiamo permettere che gli organi di informazione oscurino il fatto che molte imprese si stanno già mobilitando e stanno strappando lucrosi contratti. Tanto, se l’economia crolla in un luogo, prospera in un altro.”. Gli “illuminati” della sinistra, in stile Michael Moore, accusano Houston di affittare alle aziende colpite da Katrina uffici e capannoni a prezzi molto più alti, trascurando il fatto che si tratta semplicemente delle leggi di mercato che regolano l’economia globale. Accusano le aziende texane di studiare grandi programmi di espansione e disprezzano il fatto che i loro titoli salgano in Borsa. Ma per i presunti moralisti i motivi di rammarico sono appena iniziati. Infatti, un fiume di soldi si riverserà presto nella zona e si parla già di faraonici progetti per mettere in sicurezza tutta la costa meridionale. Ci sono infine le ditte di spedizione e gli armatori: ora che i porti di New Orleans e del Mississippi sono inutilizzabili, Houston e i porti del Texas dovranno subentrare. I commerci ne beneficeranno. L'alluvione porterà ricchezza a chi già ha avuto la fortuna di essere la patria di adozione di un presidente Bush e di dare i natali ad un altro.
Ecco in arrivo il piatto forte da esibire al festival delle banalità. Come non ricordare al popolo il nome della famigerata multinazionale chiamata Halliburton? Che vergogna! Sembra proprio che la Halliburton, la compagnia petrolifera texana a lungo amministrata in passato dal vicepresidente americano Dick Cheney, abbia colpito ancora! La Halliburton ha, infatti, già avuto l’incarico da parte della Marina Militare statunitense di riattivare le piattaforme petrolifere, di provvedere a vari progetti logistici e di ricostruzione e, naturalmente, di fornire la benzina che le raffinerie della Louisiana hanno cessato di produrre. Ma c’è di più. I fan di Michael Moore hanno già iniziato ad immaginare il prossimo film del loro idolo: sembra infatti che Joe Allbaugh, ex presidente della Federal Emergency Management Agency (FEMA), l’ente preposto all’organizzazione dei soccorsi e ora sotto accusa per la lentezza e l’inadeguatezza dell’intervento nelle zone colpite, a marzo di quest’anno si è reinventato nel ruolo di lobbista per la KBR, il “tentacolo” della Halliburton che gestirà proprio gli appalti della ricostruzione. Che sia stato tutto diabolicamente architettato da tempo? Purtroppo per loro, il sogno può già svanire. Non risulta infatti che le commesse riguardino la sistemazione degli argini del sistema idrico di New Orleans, considerati i maggiori responsabili dell’allagamento della città. “Che disdetta! Sarà per la prossima volta!”.
Secondo tali illuminati, cosa dovrebbero fare le imprese? Non sfruttare le opportunità che vengono concesse dal mercato? E le piattaforme petrolifere come le riattiviamo? Con un miracolo dal cielo? O ci pensa Michael Moore a mani nude? Si tratta semplicemente di contratti: la Halliburton, in cambio di un compenso, ha il compito di riattivare le piattaforme petrolifere. In realtà, si tratta solo della scusa buona che permette a questi personaggi di sinistra di continuare a puntare il dito contro Bush e i suoi “amici”. Che sia stata l’amministrazione americana a provocare volutamente il disastro? A tal proposito alcuni islamici hanno affermato: “Ma no! E’ stato Dio che li ha puniti! Evviva!”. Un consiglio: prima di aprire la bocca, non dimenticare di azionare il cervello. Purtroppo l’ignoranza umana non finirà mai di stupirci.
Massimiliano Michele Mellone
http://www.mellone.blogspot.com/




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