Scossa azzurra, Vanoi manager
Trovato l'uomo del rilancio: è l'ex direttore tecnico dello sci di fondo. Affianca il c.t. Silvaggi: "Dobbiamo ritornare a essere il riferimento dello sport italiano"
Sandro Vanoi, 52 anni, affiancherà Silvaggi. BalMILANO, 9 settembre 2005 - Viene dai monti l’uomo che Franco Arese, presidente federale, ha tirato fuori dal cilindro come general manager dell’atletica italiana, figura tutta nuova, che dovrebbe aiutare ad uscire dalla fase di stallo in cui si trova attualment e. E’ Alessandro Vanoi, molto noto nel mondo dello sci di fondo. Attualmente ricopre il ruolo di competition manager al Toroc (il comitato organizzatore dei Giochi di Torino 2006), per lo sci di fondo e la combinata nordica a Pragelato, ed è anche d.t. dello sci nautico, sport di cui è appassionato e che sarà costretto a lasciare. Arese ha comunicato la decisione (insieme a quella del responsabile dell’Area Organizzazione Giuliano Grandi) nel Giunta federale di ieri che sembrava destinata a discutere di problemi tecnici, ma di routine: non era certo prevista una decisione di questa portata.
Vanoi è valtellinese, ha 52 anni e un fisico mignon, ma molto ben conservato. Ha iniziato la carriera sportiva come pugile: peso piuma. "Sono arrivato fino in nazionale - ricorda - ho vinto una cinquantina di incontri, poi ho smesso perché l’ambiente non mi convinceva. Quanti incontri ho perso? Forse tre. Una volta ricordo che, dopo una serie di successi consecutivi per ko, ho fatto venire mia madre a vedermi. Purtroppo quel giorno ho trovato un tizio di Vigevano che mi ha gonfiato, me ne ha date tante...".
Lasciati i guantoni Vanoi è entrato prima nella Scuola dello Sport, poi chiamato da Mario Cotelli, allora uomo forte della federsci italiana, nel 1976 è stato inserito nello staff del fondo. Conclusa nel 2002 l’esperienza federale è entrato nella squadra del Toroc.
- Come l’hanno contattata?
"E’ stato direttamente Arese a convocarmi per parlare di sport, poi è entrato nel merito della questione. La sua proposta mi ha fatto molto piacere, perché io ricordo che l’atletica per noi tecnici di altri sport era l’ambiente da prendere ad esempio. L’obiettivo ora è di tornare a essere il riferimento".
- Che cosa dovrà fare il general manager?
"Mettere a fuoco gli obiettivi e curare le strategie per raggiungerli. Bisognerà iniziare la programmazione a lungo termine, cominciare già a pensare all’Olimpiade di Londra 2012, non solo di Pechino che ormai è fra due anni. Poi, naturalmente insieme agli altri tecnici, dovrò lavorare per fare in modo che gli atleti arrivino al grande appuntamento nella condizione migliore. Faccio un esempio: bisognerà sempre fare una verifica prima del momento clou della stagione valutando le condizioni dei nostri possibili protagonisti ai campionati italiani, che dovranno essere programmati una ventina giorni prima di Europei, Mondiali o Olimpiadi".
- Sembra molto ottimista...
"Lo sono, perché vengo da uno sport dove il reclutamento non era facile. L’atletica nelle scuole è una realtà. Quanti campioni provinciali laurea ogni anni la scuola? Più di un centinaio e su di loro bisogna cominciare a lavorare. Lo so non è facile, ma è l’unica strada. Bisogna andare a scovare il meglio e poi metterlo in condizione di esprimersi. I professori nell scuole possono essere dei grandi collaboratori nella strada della rinascita, perché ricordiamoci che quando si vince, è l’Italia che vince non il singolo. Io credo molto nel lavoro di squadra".
Vanoi, nella struttura, si inserirà fra la presidenza e il direttore tecnico Silvaggi. E’ un uomo esperto e abile nelle pubbliche relazioni e quindi dovrebbe riuscire a farsi accettare in fretta da un ambiente che non ha mai amato le intrusioni esterne.