Definiamo cosi il sistema Italia:
l’Italia è l’unico Paese della U.E. ove:
- esiste una forbice, che sempre più si allarga, fra i diritti dei cittadini consegnati dalle leggi e la loro applicazione pratica;
- cittadini che vogliono difendere i loro diritti, ci riescono meglio con l’aiuto di un padrino che usando i meccanismi sociali;
- la giustizia troppo raramente è capace di punire i colpevoli;
- l’impunità è spesso garantita a chi infrange la legge, specie se potente.
Una delle più grosse differenze rispetto al resto della U.E. è la bassissima efficienza sia dei servizi pubblici, che delle grosse strutture private. Un’altra caratteristica tipica della vita sociale italiana è l’imprevedibilità, la difficoltà e l’inaffidabilità del quadro entro cui operano tanti imprenditori. Per cui è difficile far coincidere i risultati raggiunti con i programmi previsti nelle attività intraprese.
In tale quadro sociale, tutti i giorni e in tutti i luoghi avviene quello che Severgnini ha scoperto, cioè che “ogni cittadino ha creato un codice à la carte. Prende quello che va e ignora il resto.”
Tale fenomeno è una delle cause della forbice che si allarga fra Italia e U.E.. Infatti nel resto della U.E. la legge è rispettata, diciamo, nel 99 % dei casi, e nello stesso modo. Non ci sono interpretazioni “à la carte”, le quali sono invece possibili quando le leggi stesse sono mal scritte o mal applicate. Nella gran parte dei Paesi U.E. c’è l’abitudine a scrivere (non solo le leggi, ma tutto; non solo l’operatore privato ma anche il funzionario pubblico) testi chiari, definiti dopo riflessione, correzioni, analisi, confronti o discussioni serie. Allora ci sarà, di regola, una sola interpretazione. Cio’ non avviene in Italia, divenuto da un decennio o poco più il Paese della confusione e del vivere alla giornata.
Da noi, che siamo ben noti come artisti e creatori, troppo spesso si inventa, si tenta, anzi si improvvisa, si pensa “o la va o la spacca”. Risultato: le leggi, i regolamenti, i contatti, gli accordi fra imprenditori hanno troppo spesso una dose di imprecisione, di poco chiaro, da interpretare o lasciar cadere. Inoltre in Italia le responsabilità di quanto si é detto e fatto sono misconosciute, trascurate. L’impunità prevale. Di conseguenza il cittadino danneggiato e insoddisfatto diviene volentieri evasore, infrange la legge, crea l’eccezione, opera ai margini della legge o al di fuori di essa, vive di omertà.
In sintesi: nella vita sociale della U.E. il bianco e il nero prevalgono, da noi il grigio è il colore più diffuso. Qualcuno potrebbe chiedersi perché è prevalso in Italia il grigio negli ultimi decenni. Difficile provarlo, ma sono chiari i numerosi componenti che hanno fatto del sistema Italia un’insalata dai variegati toni di grigio.
Nella povera Italia, cosi come si è ridotta negli ultimi due o tre lustri, ove troppe cose sono confuse, ha prevalso una deriva semplice, che si è affermata o è stata imposta con sempre maggior vigore dai politici di alto e medio calibro: il doppio scenario. Un’apparente correttezza sulla scena pubblica ed un affarismo deteriore e scorretto in privato. I risultati sono sotto gli occhi di tutti. Il sistema Italia sembra essere l’unico sistema nella U.E. che non funziona. I cittadini italiani sono di conseguenza gli unici cittadini non protetti dalle leggi. Possono comunque consolarsi vantandosi spesso di non essere chiamati in causa e puniti per infrazioni alla legge.
E come potrebbe essere altrimenti in un Paese ove sono praticati e accettati i seguenti principi:
- le classi dirigenti di medio ed alto livello sono selezionate per co-optazione o trattative private;
- l’impunità dei colpevoli è garantita quando essi hanno una fetta di potere.
La domanda che resta da fare è: cosa ci distinguerà fra 10/15 anni dai Paesi latino-americani ?
Antonio Greco
ANGREMA@wanadoo.fr




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