dal quotidiano torinese LA STAMPA di oggi........
"Colpa di Hezbhollah, usa i civili come scudi umani
di Alan M. Dershowitz
La tattica impiegata finora dagli Hezbollah contro Israele - con qualche successo, bisogna riconoscerlo - è l’assaggio del futuro per armate terroristiche ben equipaggiate, specialmente quelle che agiscono come surrogati di eserciti nazionali, come appunto gli Hezbollah operano a nome dell’Iran e della Siria. Questi terroristi vinvono in mezzo ai civili, nascondono i loro missili nelle case dei civili, li sparano a bersagli civili da aree densamente popolate e usano i civili come scudi umani dai contrattacchi di coloro a cui hanno sparato. Una democrazia che si trovi vittima di attacchi del genere non ha che due opzioni: può non intraprendere nulla, permettendo ai terroristi di incrementare gli attacchi sulle proprie città; oppure può cercare di distruggere i lanciatori di missili, con l’inevitabile peso delle vittime civili che un contrattacco del genere produce. Entrambe le opzioni portano la vittoria ai terroristi e la sconfitta alla democrazia. Se la democrazia non fa nulla, i terroristi continuano a sparare impuniti. Se la democrazia reagisce e produce vittime civili, i terroristi ottengono una vittoria propagandistica concentrando l’attenzione del mondo su questi morti uccisi dal loro nemico. Ecco perché queste tattiche persisteranno e anzi si diffonderanno. Gli attacchi missilistici degli Hezbollah contro Israele sono la prima battaglia di quella che probabilmente diventerà la guerra mondiale dei terroristi contro le democrazie.
Oggi, il diritto internazionale sembra aiutare i terroristi. Ascoltate Louise Arbour, l’Alto Commissario per i diritti umani dell’Onu, quando dice che «il bombardamento di siti di presunta importanza militare che risultano invariabilmente nell’uccisione di civili innocenti» è una violazione del diritto internazionale. Questo significa che ogni democrazia che contrattacca i terroristi che sparano razzi da centri abitati da civili, si macchia di un crimine di guerra. Questo deve cambiare. Deve diventare un crimine di guerra proprio l’atto di tirare razzi da centri abitati e nascondersi in mezzo ai civili. Sono i terroristi, e non le loro vittime, a dover venire dichiarati criminali di guerra. Ovviamente, è già considerato un crimine di guerra per i terroristi scegliere i civili come bersaglio, ma non verreste mai a saperlo ascoltando alcuni dirigenti dell’Onu e di certi gruppi dei «diritti umani». E questo crimine viene aggravato quando si tirano i razzi da centri abitati, garantendo così vittime civili anche tra i propri concittadini.
Né sarebbe facile denunciare come crimine di guerra l’uso cinico dei civili come scudi umani. La comunità internazionale deve fare qualcosa per impedire i crimini di guerra che si consumano oggi. Una forza multinazionale deve avere il diritto di entrare nei centri abitati dai quali sono stati, vengono o verranno sparati i razzi, ed eliminarli. Non sarà facile, ma cambierebbe la natura del conflitto, che non sarebbe più tra gli Hezbollah e Israele, ma tra gli Hezbollah e la comunità internazionale. E se quest’ultima crede che Israele produce troppe vittime civili, lo aiuti a disarmare gli Hezbollah con minor numero di vittime e maggiore «proporzionalità».La legittimazione della deprecabile tattica degli Hezbollah - tattica che massimizza il numero delle morti di civili per entrambe le parti - va oltre la disputa arabo-israeliana. Essa segna l’inizio di un nuovo tipo di guerriglia, e combatterla deve diventare una priorità per la comunità internazionale, i gruppi dei diritti umani e i media. Per il momento, la maggior parte delle critiche sono state rivolte a Israele. Nel migliore dei casi, la risposta israeliana alle tattiche degli Hezbollah è stata vista come moralmente equivalente, nonostante sia evidente che Israele cerca di minimizzare le vittime civili, se non altro perché viene criticata per ogni morte. Gli Hezbollah invece cercano di incrementare al massimo il numero delle vittime civili. Israele usa l’intelligence e le bombe intelligenti nel tentativo, non sempre riuscito, di colpire i terroristi. Gli Hezbollah invece usano bombe che, facendo schizzare migliaia di palline di metallo, sono state fatte per colpire il maggior numero di civili possibile. Questa differenza nelle intenzioni non può essere posta sullo stesso piano morale o legale. Non sono equivalenti, ma lo sono invece le condanne rivolte da alcuni esponenti della comunità internazionale, delle organizzazioni per i diritti umani e dei media. E questo atteggiamento non fa che incoraggiare gli Hezbollah a proseguire con la loro tattica, producendo sempre più vittime da entrambi i lati. Gli Hezbollah hanno imparato a usare le vittime civili come scudo e spada contro le democrazie. Vincono ogni volta che uccidono un civile israeliano (anche se si tratta di un arabo d’Israele, per il quale piangeranno lacrime di coccodrillo e chiederanno scusa). E vincono ogni volta che spingono Israele a sparare uccidendo civili libanesi. Questa cinica manipolazione delle vittime viene accettata dai media e dalle organizzazioni internazionali, che continuano a condannare Israele per l’uccisione di libanesi piazzati intenzionalmente sulla linea del fuoco dagli Hezbollah.
Usare gli scudi umani è considerato un crimine in tutte le nazioni civili, e dovrebbe diventare un crimine di guerra contemplato dal diritto internazionale. Insistere sulla proibizione del lancio dei missili da centri abitati potrebbe essere un passo per privare gli Hezbollag della loro tattica più efficace. "
Shalom




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