Editoriale di Bob Herbert (NY Times, 1 agosto 2005) traduzione di Sparrow da http://www.legnostorto.com/node.php?id=33001
Non e’ facile trovare molte persone disposte ad accusare persone come John Mc Cain, John Warner o Lindsey Graham di essere “soft” verso il terrorismo. Eppure i tre senatori repubblicani stanno mandando in bestia la Casa bianca con il loro tentativo di far passare una legislazione che proibisce espressamente il trattamento crudele, inumano o degradante dei detenuti in mano agli Stati Uniti.
La scorsa settimana ci fu un drammatico scontro durante il dibattito al Senato quando il senatore Jeff Sessions, un repubblicano dell’Alabama, si espresse contro la legge affermando che non ce n’e’ alcun bisogno visto che, secondo lui, i detenuti non sono prigionieri di guerra ma bensi’ “terroristi”.
Il senatore McCain, dell’Arizona, ribatte’ che il dibattito “non e’ su chi siano quelle persone, ma su chi siamo noi.” Gli Americani, secondo McCain, devono conformarsi a standard piu’ elevati.
La posta in palio per questo scontro e’ alta. I senatori McCain, Warner e Graham sono tutti membri influenti della Commissione per i Servizi Armati (il senatore Warner la presiede), ed hanno introdotto la nuova legislazione nella forma di emendamenti al decreto di autorizzazione del bilancio del Pentagono di circa 500 miliardi di dollari per l’anno 2006.
Che una iniziativa del genere arrivi da parte di falchi di alto rango del partito repubblicano e’ un fatto straordinario e la Casa Bianca non e’ affatto contenta di cio’. Oltre a proibire trattamenti crudeli e degradanti, la legge pone limiti alle tecniche di interrogatorio militare per cui si rimanda a un nuovo manuale di campo dell’esercito.
I senatori sono stati spinti all’azione chiaramente dalle critiche espresse nelle cerchie militari riguardo alla mancanza di linee guida chiare e standard di comportamento per il trattamento dei detenuti. Molti hanno ipotizzato che tale mancanza di standard e guida agli alti livelli del governo hanno inevitabilmente portato agli abusi che si sono poi verificati.
Il senatore McCain e’ stato l’uomo di punta in questa legislazione ed il suo ufficio ha rilasciato una lettera firmata da oltre una dozzina di ufficiali in pensione, inclusi generali, ammiragli e ex prigionieri di guerra, che offrono sostegno al suo sforzo di stabilire standard che limino l’abuso dei prigionieri.
La lettera dice a un cero punto: “L’abuso dei prigionieri nuoce alla causa della lotta Americana al terrore, mette a repentaglio l’incolumita’ dei soldati americani che possono essere catturati dal nemico ed e’ antitetica rispetto ai valori che gli Americani hanno tenuto cari per generazioni”.
Il senatore Graham, che e’ della Carolina del Sud, ha ottenuto la de-classificazione e la pubblicazione di memorandum redatti da avvocati militari di alto rango che criticano le interpretazioni legali dell’amministrazione Bush che hanno giustificato le tecniche di interrogatorio usate a Guantanamo. Uno dei memorandum, del generale Jack Rives dell’aeronautica, recita, “Molte delle piu’ tecniche piu’ estreme di interrogatorio costituiscono violazioni delle leggi criminali nazionali”, oltre che delle leggi militari.
La Casa Bianca ha combattuto intensamente, anche se con poco successo finora, contro questa rivolta in seno ai ranghi repubblicani. Il Vice Presidente Cheney, in un incontro con i tre senatori, ha detto che la legge ostacola l’abilita’ di Bush di combattere il terrorismo. Le sue parole non sono state sufficienti a fargli cambiare idea.
Non essendo riuscito a eliminare gli emendamenti, il capo della maggioranza al Senato Bill Frist ha rinviato a Settembre il dibattito sul decreto della difesa. Nel frattempo il senatore McCain e i suoi alleati cercheranno di estendere il consenso sugli emendamenti. La Casa Bianca ha annunciato che opporra’ il veto all’intero bilancio se gli emendamenti dovessero essere approvati.
Comunque vada a finire il dibattito vale la pena applaudire questi senatori repubblicani per aver provato a convincere la Casa Bianca che gli Stati Uniti non solo debbono combattere con maggiore forza i nemici ma devono anche elevarsi ad un piano piu’ alto. Non deve sorprendere il fatto che queste parole ragionevoli provengano da individui con esperienza in fatto di guerra. Il senatore McCain e’ stato prigioniero di guerra in Vietnam per 5 anni. Il senatore Graham ha trascorso molti anni come avvocato nell’aeronautica. Il senatore Warner e’ un veterano della seconda guerra mondiale e della guerra di Corea.
Alcuni giorni fa ho parlato con John Hutson, ex ammiraglio ora presidente del Franklin Pierce Law center a Concord, NH. Egli e’ uno dei firmatari della lettera al senatore McCain. Nell’intervista egli sottolineo’ che si tratta di un grande problema per il paese. “Se gli Stati Uniti non riescono a risolvere il problema del trattamento dei detenuti”,aggiuse,”avremo cambiato per sempre il DNA di cosa significa essere Americano”.




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