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  1. #1
    Veneta sempre itagliana mai
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    '' E' in gran parte merito di Luca Cordero di Montezemolo se la Juventus non si rivolse ai tribunali ordinari '' (Joseph S. Blatter - Presidente F.I.F.A. - Dicembre 2007)
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    Predefinito Ma che bello....che bello...che bello....

    Venite...venite....venite tutti qua....c'abbiamo quasi 400 abitanti per kmq, siamo uno addosso all'altro come le formiche...ma continuate pure tutti a venire qua....


    Aumento di 30 mila iscritti, stranieri e innalzamento dell'obbligo le cause

    Scuola, più studenti al nord, sempre meno al sud

    Tuttoscuola: sarà così fino ai prossimi cinque anni










    Più studenti al nord e sempre di meno al sud, la scuola italiana sposta verso le Alpi e la pianura padana il proprio baricentro. Nell'anno scolastico che inizia con un calendario diverso per ogni singola regione, ci saranno infatti nelle scuole statali settentrionali 46 mila studenti in più rispetto all'anno passato, mentre in quelle del Mezzogiorno saranno oltre 33 mila i banchi destinati a rimanere vuoti.



    A registrare il fenomeno di migrazione degli studenti dal Sud al Nord della penisola è Tuttoscuola.com, secondo il quale nell'ultimo decennio la diminuzione del numero di alunni (e quindi di classi e di docenti) avvenuto nel meridione, -220 mila unità (pari al -6% della popolazione scolastica meridionale del 1995) si è di fatto opposto all'incremento di studenti al nord (+166 mila, pari al +6,3%), alimentato soprattutto dal maggior numero di studenti stranieri.



    Secondo di dati di Tuttoscuola - il decremento al Sud e nelle isole negli ultimi dieci anni è stato del 3% degli iscritti nella scuola dell' infanzia, del 12%-14% nelle scuole primarie, del 12-13% nelle scuole secondarie di primo grado. Gli istituti di istruzione secondaria di secondo grado beneficiano, invece, in tutto il Paese degli effetti dell' innalzamento dell'obbligo scolastico che dal 1999-2000 ha determinato incrementi di iscritti ovunque (+30 mila iscritti nel nuovo anno scolastico).



    Ovviamente i banchi vuoti generano chiusura di classi e quindi cancellazione di posti di docente: per quest'anno scolastico, anche contando le immissioni in ruolo di inizio anno e le verifiche, è stimabile, una riduzione di circa 1.500 posti di docente tra Sud e isole.



    Una tendenza, aggiunge la versione online del mensile scolastico, destinata a continuare almeno per i prossimi cinque anni. Ad esempio nell'anno scolastico 2010-2011, in base ai dati Istat sempre analizzati dal mensile Tuttoscuola, nella ex-scuola media vi sarà in Italia un decremento complessivo di oltre 56 mila studenti, pari al -3,4%, concentrato ancora una volta al Sud e particolarmente nelle isole.



    A compensare queste perdite ci pensa il Nord dove, secondo i dati dell'Istat, (sempre analizzati da Tuttoscuola) tra 5 anni vi saranno nelle ex-scuole medie 39mila alunni più di oggi. Al Centro, soprattutto nelle scuole primarie e nello stesso arco di tempo, l'andamento e' positivo: 32 mila alunni in più.



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  2. #2
    piemonteis downunder
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    Predefinito

    ....e di conseguenza, facile prevedere che quegli insegnanti
    terroni rimasti disoccupati al Sud verranno ricollocati
    nelle scuole del Nord (magari in cima alla graduatoria),
    in cui c'e' mancanza di insegnanti....con la conseguente
    ulteriore terronizzazione delle scuole padane.

    Interessante scenario, quello di scuole padane consistenti
    solo da insegnanti terroni che insegnano la storia
    d'itaglia a una classe di bambini figli di immigrati.

    Preciso che per me la cosa triste non e' tanto il fatto
    che i bambini siano figli di immigrati o che siano
    gialli o neri, ma il fatto che questi nuovi immigrati
    in Padania verranno indottrinati al nazionalismo
    itagliano, e non si renderanno conto che i loro insegnanti
    terroni non rappresentano la cultura locale padana, sono
    essi stessi immigrati. Non avranno gli strumenti
    per apprezzare la differenza fra Padania e itaglia.

    E' un po' come in Gran Bretagna. Conosco vari
    giovani, figli di immigrati, perfettamente inseriti
    ad alto livello (ingegneri, scienziati), che non
    si curano della differenza fra Scozia, Galles e Inghilterra.
    Si identificano come British ma non sentono un senso
    di appartenenza privilegiato per England o Scotland
    o Wales. E' inevitabile, non e' colpa loro. Succedera'
    lo stesso in itaglia: molti immigrati (estremisti islamici
    esclusi) si integreranno perfettamente in una generazione
    o due, ma complice la tv e la scuola terronizzata,
    si integreranno come itagliani "indifferenziati".

  3. #3
    GORA EUSKADI
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    In origine postato da aussiebloke
    ...

    Interessante scenario, quello di scuole padane consistenti
    solo da insegnanti terroni che insegnano la storia
    d'itaglia a una classe di bambini figli di immigrati.


    Interessante fenomeno da osservare con scientifico distacco per un antropologo marziano, per noi che siamo sulla barca i sentimenti che sgorgano sono altri...

  4. #4
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    D' altra parte se sono proprio i padani a fregarsene del problema non ci si può aspettare che se ne interessino i foresti.
    Il destino è nelle nostre mani.Votando i partiti itagliani in massa il destino è segnato.Se poi il padano medio trova troppo impegnativo allevare i figli perchè pfreferisce comprarsi la casetta nelle valli bergamasche e passare piacevoli fine settimana sulla sua macchinina nuova fiammante, il gioco è fatto.

  5. #5
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    In origine postato da LosVonRom
    D' altra parte se sono proprio i padani a fregarsene del problema non ci si può aspettare che se ne interessino i foresti.
    Il destino è nelle nostre mani.Votando i partiti itagliani in massa il destino è segnato.Se poi il padano medio trova troppo impegnativo allevare i figli perchè pfreferisce comprarsi la casetta nelle valli bergamasche e passare piacevoli fine settimana sulla sua macchinina nuova fiammante, il gioco è fatto.
    Quoto,riquoto,strariquoto.

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  6. #6
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    In origine postato da aussiebloke




    Preciso che per me la cosa triste non e' tanto il fatto
    che i bambini siano figli di immigrati o che siano
    gialli o neri,


    Il fatto che ci siano bambini figli di immigrati dipende esclusivamente da due motivi:

    Il primo è che questi genitori sono entrati in un paese che non è il loro; il secondo è che nessuno ha fatto niente per impedirlo.

  7. #7
    piemonteis downunder
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    Il punto che volevo sottolineare io e' un altro: volevo dire
    che il problema scuola non e' ne' il numero di alunni in se'
    (che anche coi nuovi aumenti rimane minore di quanti fossero
    30 anni fa), ne' il fatto che siano gialli piuttosto che bianchi
    piuttosto che neri. E' il fatto che questi bambini verranno
    scolarizzati e integrati come itagliani e non si insegnera'
    loro la differenza Padania-itaglia. Se venissero integrati
    fin da bambini come padani, per me possono essere
    veri padani anche se di DNA non "puro" (per quello che
    puo' significare!) E' una questione di istruzione e cultura,
    non di colore della pelle.

  8. #8
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    Predefinito Re: Ma che bello....che bello...che bello....

    In origine postato da pensiero
    Venite...venite....venite tutti qua....c'abbiamo quasi 400 abitanti per kmq, siamo uno addosso all'altro come le formiche...ma continuate pure tutti a venire qua....


    Aumento di 30 mila iscritti, stranieri e innalzamento dell'obbligo le cause

    Scuola, più studenti al nord, sempre meno al sud

    Tuttoscuola: sarà così fino ai prossimi cinque anni

    Cara Pensy, queste notizia mi sconvolgono. Veramente stiamo diventando una babele senza più forma e sostanza...










    Più studenti al nord e sempre di meno al sud, la scuola italiana sposta verso le Alpi e la pianura padana il proprio baricentro. Nell'anno scolastico che inizia con un calendario diverso per ogni singola regione, ci saranno infatti nelle scuole statali settentrionali 46 mila studenti in più rispetto all'anno passato, mentre in quelle del Mezzogiorno saranno oltre 33 mila i banchi destinati a rimanere vuoti.



    A registrare il fenomeno di migrazione degli studenti dal Sud al Nord della penisola è Tuttoscuola.com, secondo il quale nell'ultimo decennio la diminuzione del numero di alunni (e quindi di classi e di docenti) avvenuto nel meridione, -220 mila unità (pari al -6% della popolazione scolastica meridionale del 1995) si è di fatto opposto all'incremento di studenti al nord (+166 mila, pari al +6,3%), alimentato soprattutto dal maggior numero di studenti stranieri.



    Secondo di dati di Tuttoscuola - il decremento al Sud e nelle isole negli ultimi dieci anni è stato del 3% degli iscritti nella scuola dell' infanzia, del 12%-14% nelle scuole primarie, del 12-13% nelle scuole secondarie di primo grado. Gli istituti di istruzione secondaria di secondo grado beneficiano, invece, in tutto il Paese degli effetti dell' innalzamento dell'obbligo scolastico che dal 1999-2000 ha determinato incrementi di iscritti ovunque (+30 mila iscritti nel nuovo anno scolastico).



    Ovviamente i banchi vuoti generano chiusura di classi e quindi cancellazione di posti di docente: per quest'anno scolastico, anche contando le immissioni in ruolo di inizio anno e le verifiche, è stimabile, una riduzione di circa 1.500 posti di docente tra Sud e isole.



    Una tendenza, aggiunge la versione online del mensile scolastico, destinata a continuare almeno per i prossimi cinque anni. Ad esempio nell'anno scolastico 2010-2011, in base ai dati Istat sempre analizzati dal mensile Tuttoscuola, nella ex-scuola media vi sarà in Italia un decremento complessivo di oltre 56 mila studenti, pari al -3,4%, concentrato ancora una volta al Sud e particolarmente nelle isole.



    A compensare queste perdite ci pensa il Nord dove, secondo i dati dell'Istat, (sempre analizzati da Tuttoscuola) tra 5 anni vi saranno nelle ex-scuole medie 39mila alunni più di oggi. Al Centro, soprattutto nelle scuole primarie e nello stesso arco di tempo, l'andamento e' positivo: 32 mila alunni in più.



  9. #9
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    In origine postato da aussiebloke
    Il punto che volevo sottolineare io e' un altro: volevo dire
    che il problema scuola non e' ne' il numero di alunni in se'
    (che anche coi nuovi aumenti rimane minore di quanti fossero
    30 anni fa), ne' il fatto che siano gialli piuttosto che bianchi
    piuttosto che neri. E' il fatto che questi bambini verranno
    scolarizzati e integrati come itagliani e non si insegnera'
    loro la differenza Padania-itaglia. Se venissero integrati
    fin da bambini come padani, per me possono essere
    veri padani anche se di DNA non "puro" (per quello che
    puo' significare!) E' una questione di istruzione e cultura,
    non di colore della pelle.
    Sei davvero coraggioso Aussi.
    Se la base leghista superasse i pregiudizi razzistico-genetici e si concentrasse sugli aspetti indentitari culturali sarebbe davvero un grande progresso .
    Però consentimi una breve riflessione critica sulla cosiddetta terronizzazione della scuola italiana.
    E' vero che le scuole padane sono invase da personale del sud e mi rendo conto che questa situazione è davvero antipatica.
    Ma ti faccio rilevare che i programmi pedagogici di insegnamento statale sono in esatta antitesi con la cultura meridionale pre-unitaria. Se avrai voglia di approfondire ti accorgerai che la scuola pubblica italiana ha avuto il ruolo di travolgere e cancellare l'identità culturale del Regno delle Due Sicilie .
    Subito dopo l'unificazione dell'Italia si sbandierava il motto: "fatta l'Italia bisogna fare gli italiani"! In realtà è successo che i meridionali, attraverso i rigidi programmi governativi di indegnamento, sono stati forzatamente settentrionalizzati.
    I meridionali furono costretti ad un intensivo ed implacabile italianizzazione che determinò la perdita del loro retroterra culturale e tradizionale: tutto ciò che era meridionale significava ignoranza e bruttezza.
    Tanto che, ancora oggi, se qualche povero alunno di una scuola pubblica del sud osa pronunciare qualche espressione dialettale viene impietosamente deriso e mortificato.

  10. #10
    email non funzionante
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    In origine postato da uqbar
    Sei davvero coraggioso Aussi.
    Se la base leghista superasse i pregiudizi razzistico-genetici e si concentrasse sugli aspetti indentitari culturali sarebbe davvero un grande progresso .
    Però consentimi una breve riflessione critica sulla cosiddetta terronizzazione della scuola italiana.
    E' vero che le scuole padane sono invase da personale del sud e mi rendo conto che questa situazione è davvero antipatica.
    Ma ti faccio rilevare che i programmi pedagogici di insegnamento statale sono in esatta antitesi con la cultura meridionale pre-unitaria. Se avrai voglia di approfondire ti accorgerai che la scuola pubblica italiana ha avuto il ruolo di travolgere e cancellare l'identità culturale del Regno delle Due Sicilie .
    Subito dopo l'unificazione dell'Italia si sbandierava il motto: "fatta l'Italia bisogna fare gli italiani"! In realtà è successo che i meridionali, attraverso i rigidi programmi governativi di indegnamento, sono stati forzatamente settentrionalizzati.
    I meridionali furono costretti ad un intensivo ed implacabile italianizzazione che determinò la perdita del loro retroterra culturale e tradizionale: tutto ciò che era meridionale significava ignoranza e bruttezza.
    Tanto che, ancora oggi, se qualche povero alunno di una scuola pubblica del sud osa pronunciare qualche espressione dialettale viene impietosamente deriso e mortificato.
    ma non diciamo vaccate per corteasia, ci manca anche la gente che viene a fare il vittimismo terronico proprio qui. Poi addirittura che la scuola pubblica abbia sradicato la cultura terronica non sta nè in cielo nè in terra, tant'è che grazie ai suoi semianalfabeti soldatini ha contribuito a spargerne a peine mani colonizzando la nostra terra e la nostra gente come formidabile arma dell'itaglianizzazione. Il vittimismo terronico vai a venderlo da un'altra parte.

 

 
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