che una classe politica composta interamente da persone che appartengono alla società privilegiata(riferendomi chiaramente alla classe sociale,ai privilegi derivanti dal ruolo,allo stipendio ecc dei politici )possa minimamente avere l'intenzione di occuparsi di chiunque sia escluso da ogni forma di privilegio (poveri,immigrati,gente che subisce la guerra) o anche solo accorgersi dell'esistenza di determinate problematiche?
Lo so che può apparire una riflessione qualunquista ma io credo che sia una delle fondamentali ragioni ,più spiegabili anche alla luce della considerazione della natura umana,del totale disinteressamento dei politici di fronte a problemi enormi che riguardano milioni di persone(solo in Italia).
E il discorso ovviamente non riguarda solo la destra ,che ideologicamente ritiene che sia giusta una società ingiusta,ma anche l'intera classe politica di sinistra,che limita alla chiacchiera la propria azione politica,peggio : alla sistematica ripetizione di un frasario che ha come unico scopo l'assoluzione del proprio ruolo "professionale"e non invece il dare un senso,una pratica e un contenuto ,alle frasi stesse.
Questo mi porta ancora di più ad apprezzare chi è impegnato nel FARE(non so Gino Strada,come tanti altri)e a sentirmi ancora più legato all'esperienza dei centri sociali(senza generalizzare),che sono l'unica forma di politica nel suo valore più alto ,per l'autoorganizzazione,per l'organizzazione orizzontale,e questo,per tornare al discorso di prima e avallarlo,forse è dovuto al fatto che chi ne fa parte non è legato ad alcun tornaconto o interesse personale,sia pure fosse solo quello professionale .
Comunque per rispondere alla domanda dico: NO




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