Da TGCOM:
13/9/2005
Primavalle: rogatoria per Lollo
Dopo richiesta Procura, ok dal Brasile
Dal Brasile ok alla rogatoria per l'interrogatorio di Achille Lollo, ex esponente di Potere operaio condannato per il rogo di Primavalle, nel quale morirono i due fratelli Mattei. La Farnesina annuncia che è stato concesso il via libera alla rogatoria internazionale presentata dalla Procura della Repubblica di Roma nell'ambito del procedimento a carico di Diana Perrone, Elisabetta Lecco e Paolo Gaeta.
A quanto riferisce la Farnesina, il Tribunale ha trasmesso gli atti al ministero della Giustizia brasiliano, che dovrà fissare la data per l'interrogatorio di Lollo d'accordo con la magistratura dello Stato di Rio de Janeiro, dove l'uomo risiede. Il vice presidente del Consiglio e ministro degli Esteri Gianfranco Fini aveva personalmente sollecitato il via libera alla rogatoria durante i suoi colloqui a Brasilia, il 5 luglio, con il presidente della Repubblica brasiliana Luis Inacio Lula da Silva e con il ministro degli Esteri, Celso Amorim.
Achille Lollo, Marino Clavo e Manlio Grillo vennero condannati a 18 anni per un orrendo delitto compiuto il 16 aprile 1973. Pena che non hanno mai scontato essendo fuggiti all'estero, e che il 29 gennaio 2004 cade in prescrizione.
I tre, all'epoca giovani di Potere Operaio, a Roma, in via Bernardo di Bibbiena numero 33, lotto 15 Scala D, terzo piano, lasciano davanti alla porta di un appartamento una tanica di benzina con un innesco artigianale. Attivano la miccia e fuggono via. Qualche secondo e poi lo scoppio, potentissimo. La porta è avvolta dalle fiamme, che nel giro di qualche minuto si estendono a tutta la casa. E' l'appartamento di un netturbino, Mario Mattei, che all'epoca aveva 48 anni, segretario della sezione "Giarabub" dell'Msi di Primavalle, in via Svampa. Ha sei figli, e vive in 60 metri quadri. Quando si accorge dell'incendio, Mario si getta da un balcone. Silvia e Lucia Mattei si mettono in salvo saltando dalla finestra. Sua moglie, Anna, fa in tempo a prendere in braccio i bambini più piccoli, Antonella e Giampaolo, e ad uscire casa. Ma Stefano e Virgilio Mattei, 8 e 22 anni, non riescono a salvarsi. Moriranno bruciati vivi nel giro di pochi minuti.
I pompieri li trovano carbonizzati e abbracciati vicino la finestra che non erano riusciti a scavalcare. Intrappolati, Stefano e Virgilio, riescono ad affacciarsi e provano a chiedere aiuto. Virgilio, il più grande, arriva a sporgersi. Alcune foto raccapriccianti dell'epoca lo ritraggono completamente annerito, con il volto già devastato dalle fiamme mentre cerca di gridare aiuto. Stefano, 8 anni, non arriva neanche al davanzale, e non si vede se non quando si aggrappa al fratello per respirare inutilmente una boccata d'aria nel fumo che li divora. A Primavalle, dal dopoguerra ma in particolare negli anni Settanta, si respira tutta la differenza tra la borgata popolare e la 'Roma bene'. La strage è indice anche del clima di quegli anni, in un contesto che è tra i più degradati della capitale.
Ma dopo la condanna, Lollo, il più noto dei tre, riesce a fuggire in Svizzera; poi, passando per l'Angola, si rifugia in Brasile, paese di cui ormai da 18 anni è cittadino. Il suo nome ritorna alla ribalta della cronaca il 10 febbraio scorso, quando, in una clamorosa intervista al "Corriere della Sera", Lollo fa i nomi di tre ex militanti di Potere Operaio Elisabetta Lecco, Diana Perrone e Paolo Gaeta, che, sostiene, avrebbero partecipato all'azione. Proprio a seguito di quelle dichiarazioni i magistrati romani Franco Ionta e Salvatore Vitello, decidono di riaprire il caso: la procura di Roma iscrive i tre ex di Potop nel registro degli indagati per il reato di strage e invia in Brasile una rogatoria internazionale per ascoltare Achille Lollo, quella stessa rogatoria per la quale oggi il Superior Tribunal de Justica brasiliano ha concesso l'exequatur.
Un anno fa, quando in Italia era divampata la polemica sull'iscrizione di Lollo nelle liste elettorali degli italiani residenti in Brasile, la procura di Roma aveva avviato anche un'altra inchiesta, questa volta contro ignoti, per favoreggiamento nei confronti di Lollo, Clavo e Grillo. Un'inchiesta per la quale peròil pm competente, Maria Monteleone, ha presentato richiesta di archiviazione nei giorni scorsi, scatenando la rabbia della famiglia Mattei, arrivata ad appellarsi al presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, per chiedere "se non giustizia, almeno la verità" sulla morte di Stefano e Virgilio.




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