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    Predefinito La Consulta è di parte; per legge!

    L’affermazione del presidente della Camera Gianfranco Fini, che nello scontro politico serve rispetto per l’arbitro - secondo lui la Corte costituzionale - e per le regole (interpretate da tale Corte) è sbagliata.

    Il premier Berlusconi che dice che la Corte costituzionale è politicizzata ed intende promuovere la revisione della Costituzione per porre rimedio a ciò, invece, fa due affermazioni di buon senso e di spirito liberale riguardanti la certezza del diritto e la riduzione della discrezionalità politica.

    La Corte costituzionale per l’articolo 135 della Costituzione è composta di 15 giudici, un terzo nominati dal presidente della Repubblica, un terzo eletti da Camera e Senato in seduta comune e un terzo dalle «supreme magistrature».
    Anche ammettendo che questi ultimi giudici nominati dai vertici delle magistrature non siano politicizzati, lo sono gli altri due terzi.
    Il presidente della Repubblica in Italia dal 1992 è stato eletto da maggioranze cattolico comuniste, e dai partiti che ne sono eredi.
    Poiché i giudici costituzionali durano in carica 9 anni, il terzo attuale di nomina presidenziale è stato scelto da Scalfaro o Ciampi.
    La tesi secondo cui questi presidenti non hanno nominato giudici di parte non sta in piedi. È nella natura delle cose che ognuno scelga per tale incarico persone con una ideologia politica affine alla propria.
    Ciò non conta, forse, quando si tratta di cause politicamente neutre, ma conta per la legge che stabilisce che il presidente del Consiglio durante la sua carica non è processabile.

    Per il terzo di giudici nominati dal Parlamento, va osservato che in Italia dal 1995 al 2008 le sinistre hanno governato 8 anni e 3 mesi, i moderati solo 5 anni, il 62% in meno. Dunque dei 5 giudici costituzionali almeno 3 sono stati voluti dalle sinistre.
    Pertanto 8 giudici su 15 sono di derivazione politica di sinistra.
    Anche ammesso che tutti i nominati dalla Cassazione (3) e da Consiglio di stato e Corte dei conti (2) abbiano un orientamento neutro o filo moderato è chiaro che la maggioranza della Corte costituzionale ha un orientamento di filosinistra, come dice Berlusconi.
    Comunque sia, occorre ridurre i casi in cui la Corte costituzionale ha una discrezionalità che si presta alle scelte politiche, onde dare al diritto certezza e imparzialità.
    Da qui la proposta del premier di leggi che modifichino la Costituzione, per togliere alla Corte costituzionale il ruolo di arbitro fra i tre poteri sommi, quello legislativo, quello giudiziario e quello di governo.

    L’unico arbitro fra i poteri, in una democrazia su basi liberali è il «popolo sovrano», cioè il potere legislativo del Parlamento e quello dei referendum, con cui il popolo vota direttamente.

    Berlusconi, dunque, ha ragione e la critica di Fini è sbagliata.

    Aggiungo che la nostra Costituzione è stata modificata varie volte, in particolare dall’attuale sinistra, che se ne definisce custode.
    Le norme dirigiste delle Regioni in fatto d’energia, che bloccano la rete energetica nazionale, fan parte dei poteri attribuiti alle Regioni con la modifica costituzionale attuata dalla sinistra sotto il governo Amato nel 2001, a maggioranza semplice e prima delle elezioni.
    La Costituzione è stata modificata «di fatto» nel 1978 da un governo cattocomunista che ha introdotto la legge finanziaria, in cui all’articolo 1 si vota il deficit pubblico, per una entità a piacere. In tal modo è stato svuotato di contenuto l’articolo 81 della Costituzione che dice che con la legge di bilancio non si possono approvare nuove spese e nuove entrate e che dopo la sua approvazione tutte le nuove spese o minori entrate vanno coperte da aumenti d’entrate o tagli di spese.
    Così in Italia si è creata una montagna di deficit e di debito.
    Einaudi e Vanoni avrebbero voluto un articolo 81 più chiaro. Furono battuti da una maggioranza cattocomunista che confondeva la socialità col deficit di spesa corrente.
    Del resto alcune regole costituzionali italiane sono ora in contrasto con le regole del Trattato di Maastricht dell’Unione europea, che stabilisce il principio del mercato di concorrenza.

    La verità è che i comunisti, per avere più potere degli altri partiti, inventarono la dottrina per cui i partiti dell’arco costituzionale sono i soli autorizzati a modificare la Costituzione.
    Allora da tale arco avevano escluso il Movimento sociale italiano.
    Ora gli eredi dei comunisti hanno deciso di includervi quegli eredi del Msi che piacciono a loro e di escluderne Berlusconi e la parte del Pdl a loro non gradita.

    Ma questo diritto di gradimento e di veto non ha alcun fondamento.
    In democrazia contano i voti del popolo sovrano, che si contano, non si pesano.

    la redazione del IlGiornale.it - Le ultime notizie, attualità, politica, economia, meteo 12 12 09

    saluti

  2. #2
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    Predefinito Rif: La Consulta è di parte; per legge!

    ma come è possibile che io capisca che Fini parlava di napolitano in quanto arbitro imparziale e il giornale no?

    Fini: "Napolitano arbitro imparziale"
    "Nel presidente della Repubblica si devono riconoscere tutti gli italiani. Finita la competizione elettorale, reso merito a chi ha vinto e a chi è stato sconfitto, si ponga fine alla quotidiana propaganda e al clima di derby permanente e si lavori al bene comune, fermo il ruolo di garanzia che hanno talune cariche".
    È quanto ha sottolineato Gianfranco Fini parlando al consiglio comunale di Vibo Valentia. In politica devono esserci avversari e non nemici, ha aggiunto, e "gli avversari sanno che c’è un arbitro che è imparziale anche quando sbaglia. Il primo dovere di chi rappresenta le istituzioni - ha concluso - è quello di avere a cuore l’interesse generale, e non lo dico per un malinteso buonismo".
    "Scontro ma nel rispetto delle regole"
    In politica "ci si scontra ma si rispetta l’arbitro e si rispettano le regole del campionato": Gianfranco Fini ricorre ad una metafora calcistica per sottolineare la necessità nella politica italiana di "avere dei valori condivisi". Parlando all’università della Calabria, il presidente della Camera rileva: "Nella politica servono valori condivisi e la parola avversaria è tipica del gergo sportivo. Come in Milan-Inter o Roma-Lazio ci si scontra ma si rispettano l’arbitro e le regole del campionato". "La politica - è il concetto ricorrente nel discorso di Fini agli studenti - non può continuare a dilaniarsi su quel che eravamo o su quel che succede oggi, altrimenti sarà compito dei giovani contestare la politica perché non vive nella dimensione di oggi e di domani".
    http://forum.politicainrete.net/foru...-violenze.html

    il giornale si contraddice da solo direi...se fossi più maligno direi che il giornale continua nella sua campagna di falsificazione della realta per continuare ad attaccare Fini
    Ultima modifica di famedoro; 12-12-09 alle 10:57
    Matsudaira Izu no Kami disse al Maestro Mizuno Kenmotsu: "Voi siete un uomo di grande valore, peccato siate così basso".

    Kenmotsu gli rispose: "E' vero. A volte in questo mondo non tutto va come si desidera. Ora, se io vi tagliassi la testa e l'attaccassi sotto i miei piedi, sarei più alto. Ma è qualcosa che non si potrebbe fare".

 

 

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