Aiuto! La stampa è imbavagliata
13 Settembre 2005
Marco Travaglio
C’è un paese nel quale, molto presto, sparirà la gente senza che nessuno ne sappia nulla.
O meglio: qualcuno lo saprà, ma non potrà più raccontarlo agli altri.
Un paese con migliaia di desaparecidos all'anno.
Un paese in preda al panico, anche, perché per anni e anni non si conosceranno gli autori dei delitti, anche dei più orrendi, anche se hanno già confessato, anche se sono stati presi con le mani nel sacco.
O meglio: qualcuno li conoscerà, ma non potrà raccontarlo.
Questo bel paese è l'Italia del prossimo futuro, quando entrerà in vigore la cosiddetta «riforma delle intercettazioni» annunciata dal cavalier Bellachioma e scritta dai suoi appositi avvocati-deputati.
Lasciamo da parte per un attimo i danni irreparabili che creerà alle indagini.
(basterà denunciare un pm per presunte violazioni del segreto, anche se non è vero niente, per farlo subito destituire dall'inchiesta; e, per mettere sotto controllo il telefono della famiglia di un sequestrato, bisognerà dimostrare che l'ha rapito la mafia, se invece è criminalità non «organizzata» sarà vietato e i rapitori la faranno franca)
Trascuriamo per un attimo la paralisi definitiva della giustizia.
(centinaia di migliaia di notifiche, con racomandata "RR", ai non indagati intercettati)
E concentriamoci sul:
dovere di cronaca dei giornalisti e sul diritto dei cittadini a essere correttamente informati.
La legge non si limita a imbavagliare la stampa per le conversazioni intercettate; ma anche per tutte le notizie relative alle indagini, anche non coperte da segreto, cioè - in teoria - pubbliche.
Recita infatti l'articolo 2 comma 1:
«È vietata la pubblicazione, anche parziale o nel contenuto, di atti di indagine preliminare nonchè di quanto acquisito al fascicolo del pm o del difensore, anche se non sussiste più il segreto, fino a che non siano concluse le indagini preliminari, ovvero fino al termine dell'udienza preliminare».
Si sa che, per legge, le indagini preliminari possono durare fino a due anni e l'udienza preliminare - grazie anche all'abilità degli avvocati (soprattutto quelli dei clienti ricchi) - può durarne altri due, senza contare i tempi morti intermedi.
L'inchiesta sulle toghe sporche romane iniziò nel 1995 e l'udienza preliminare si concluse nel 2000.
Ecco, se fosse stata in vigore questa bella legge, il giudice Squillante e l'avvocato Pacifico sarebbero scomparsi dalla circolazione il 12 marzo '96,
(quando furono arrestati)
ma per quattro anni nessun giornalista avrebbe potuto spiegare dov' erano finiti
(in carcere)
né il perché.
(le tangenti di Previti e Pacifico, per conto di Berlusconi e Rovelli, ad alcuni giudici romani)
Così, alle elezioni del 18 aprile '96, Berlusconi e Previti si sarebbero candidati senza che gli elettori sapessero che erano accusati di aver comprato sentenze e corrotto magistrati.
Immaginiamo ora che cosa sarebbe accaduto tra il 1992 e il '93, quando oltre 150 parlamentari su 950 ricevettero avvisi di garanzia e centinaia di imprenditori finirono dentro o varcarono le frontiere per sfuggire all'arresto.
Molti poi confessarono fior di tangenti, o furono incastrati da prove schiaccianti.
(il racconto degli ufficiali pagatori, i bonifici bancari all'estero, i lingotti d'oro in casa, le testimonianze e le intercettazioni sui loro incontri con i boss...)
Appena la gente lo seppe, i politici corrotti dovettero dimettersi se erano ministri o ritirarsi per un po' a vita privata, non trovando più nessun partito che li candidasse nel '94.
Craxi, fuggì in Tunisia per evitare le manette.
Ma visto che le indagini si conclusero appunto fra il '94 e il '95, e le udienze preliminari tra il '95 e il '96, con la nuova legge i cittadini italiani avrebbero scoperto tutto a scoppio ritardato.
Tre o quattro anni dopo i fatti.
Insomma, l'Italia del '92-'93 sarebbe divenuta una specie di Argentina dei generali, dove la gente spariva - perchè arrestata o latitante - e nessuno sapeva il perchè.
Centinaia di desaparecidos di cui non si avevano più notizie, perchè chi quelle notizie possedeva non poteva più comunicarle ai lettori, elettori, telespettatori.
Si sarebbe saputo tutto molto dopo, quando ormai lo scandalo era sedimentato e i colpevoli avevano avuto tutto il tempo di gestire mediaticamente i contraccolpi di notizie ormai ammuffite. Così, probabilmente, avremmo ancora Forlani e Andreotti ai loro posti.
Uno presidente del Consiglio, l'altro presidente della Repubblica.
Chi pensa che questo sia un incubo deve sapere che è tutto studiato: è il modello che hanno in mente lorsignori.
Non avendo alcuna intenzione di smettere di rubare e di mafiare, pensano di risolvere la cosa imbavagliando la stampa, perchè i loro delitti non si sappiano in giro.
Una società quotata sta per fare bancarotta?
Gli azionisti non potranno saperlo, e gli investitori continueranno a comprare azioni o bond credendola florida, e giocandosi tutti i loro averi.
Una banda di furbetti «in concerto» sta scalando con mezzi illeciti una banca o una casa editrice?
Intanto lasciamogli completare l'opera in santa pace, poi eventualmente si provvederà ad avvertire le vittime della scalata.
Con comodo, a cose fatte.
Una squadra di calcio trucca le partite?
La giustizia sportiva non potrà squalificarla in tempo reale perchè non saprà nemmeno quel che sta scoprendo la giustizia ordinaria.
Se ne parlerà anni e anni più tardi, dopo quattro o cinque campionati truccati.
Un maniaco o un serial killer terrorizza un'intera città?
Anche se lo prendono, anche se confessa, nessuno potrà saperlo, così la gente continuerà a vivere nel terrore per qualche anno, fino al rinvio a giudizio.
Naturalmente c'è una controindicazione:
che fine faranno le conferenze stampa delle forze dell'ordine che annunciano retate di vuccumprà, lavavetri, clandestini, prostitute, spacciatori, ladruncoli, ma anche assassini e stupratori, terroristi e mafiosi in coppola e lupara?
Insomma, come faranno i governi della «tolleranza zero» a imbonire i cittadini con quei bei poliziottoni col passamontagna dietro a grandi tavoli in favore di telecamera con bombe a mano, kalashnikov, chili di eroina e hashish, ed encomio solenne del Viminale?
Stando alla legge, sarà tutto vietato.
Black out fino al dibattimento, quando sarà tutto dimenticato.
Ma vedrete che troveranno il modo, da quei razzisti che sono, di seguitare a dare in pasto alla folla i poveracci e a salvaguardare i colletti bianchi (peraltro sporchi).
Cioè se stessi.




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