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ESPLOSIONE IN CASERMA UCCIDE UN CARABINIERE, E' SCOPPIATO UN PACCO
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LATINA - L'ordigno che ha ucciso il carabiniere di quartiere Alberto Andreoli, e' esploso con tutta probabilita' proprio tra le sue mani. Questa e' una prima ipotesi dei carabinieri che stanno effettuando i rilievi scientifici e che, al momento, non hanno trovato quello che in gergo viene definito il ''cratere'' dell'ordigno esplosivo.
In sostanza, e' stato spiegato, nella stanza, non grande, c'e' ovunque traccia dell'onda d'urto dell'esplosione ma nessun punto cruciale dal quale possa essere esplosa la bomba.
Per questo si suppone che il carabiniere avesse il pacco in mano al momento della deflagrazione. Tra gli elementi a disposizione dei carabinieri del Ris e della scientifica dell'arma di Roma ci sarebbero anche alcuni elementi metallici ritrovati all'interno della stanza.
Secondo una prima valutazione, il materiale usato o era stato ben ''compresso'' o era ad alto potenziale. La deflagrazione e' stata causata da un esplosivo, al quale probabilmente era stato aggiunto del materiale ferroso, messo all' interno di un contenitore. Lo ha detto il procuratore aggiunto di Latina, Francesco Lazzaro, incontrando brevemente i giornalisti all'esterno della caserma.
''Il contenitore con l'esplosivo - ha aggiunto il magistrato - non e' stato lanciato all'interno dell' edificio ne' e' arrivato via posta. L' esplosione e' avvenuta nell'ufficio del carabiniere di quartiere e al momento non c'e' stata alcuna rivendicazione''.
© Copyright ANSA Tutti i diritti riservati 14/09/2005 18:28




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