Domani manifestazione europea a Bruxelles
Bruxelles - Domani a Bruxelles si terrà una grande manifestazione continentale“ a sostegno dei valori della famiglia e contro l’ipotesi di adozione dei bambini da parte degli omosessuali. Un vero e proprio movimento di dimensioni europee si sta formando in questo senso.
L’appuntamento è per le 14.30, davanti al Palazzo di Giustizia della capitale belga, e proseguirà fino alla sede del Parlamento europeo. Si tratta di un’iniziativa trasversale, che intende portare avanti una battaglia politico culturale travalicando i confini dei partiti.
A tirare le fila delle diverse associazioni che aderiscono è il collettivo “Papa, Maman et Moi”, nato nel settembre 2004. A muoversi dall’Italia, tra gli altri, Laura Molteni, consigliere comunale di Milano e presidente della Commissione affari sociali a Palazzo Marino. Lo farà, come spiega lei stessa, a sue spese, perché «quando uno ci crede, è disposto anche a muoversi rimettendoci di tasca propria».
L’esponente della Lega, da sempre impegnata in prima linea nella difesa della famiglia tradizionale, fa parte del comitato d’onore a sostegno dell’iniziativa. «Non è una manifestazione di esclusiva impronta cristiana - spiega la Molteni -. Fra i sostenitori ci sono anche soggetti ed organizzazioni laiche». Coerentemente con l’impostazione culturale che sta alla base dell’iniziativa di Bruxelles, la rappresentante del Carroccio si dichiara contraria anche all’adozione dei bambini da parte dei single: «Bisogna ragionare nell’esclusivo interesse dei minori. Ognuno ha i propri desideri, ma questi non devono anteporsi al bene del minore. È indubbio che esista un’identificazione, dei bambini, nel ruolo del padre e della madre, proprio per questo occorrono dei punti di riferimento ben chiari per non precludere un sano sviluppo della persona».
Sul tema che in questi ultimi giorni è entrato nell’agenda politica nazionale, il riconoscimento dei diritti civili delle coppie di fatto (Pacs), Laura Molteni ha le idee chiare: «Non sono favorevole, non perché intenda negare diritti. Non vorrei però che i Pacs fossero il preludio ai matrimoni gay, e il passaggio all’adozione dei bambini da parte degli omosessuali sarebbe la diretta conseguenza».
Ma dopo Bruxelles ci saranno altre iniziative? «Senza dubbio - spiega l’esponente del Carroccio - ma non solo sul piano politico. Si sta creando un forte movimento d’opinione che interessa sempre di più la società civile. L’auspicio è che si possa creare una rete, fra associazioni e cittadini sensibili a queste tematiche. Il piano dell’azione politica non potrà che essere una conseguenza di tutto ciò».
Intanto negli Stati Uniti, il Parlamento del MassachuSetts ha respinto a grande maggioranza (157-39) un emendamento alla costituzione dello stato che prevedeva l’abolizione dei matrimoni gay a favore delle unioni civili. Nessun cambio di rotta, quindi, per il primo stato americano ad aver ammesso nel novembre del 2003 le unioni tra omosessuali, in seguito ad una sentenza della locale Corte costituzionale. Tra i deputati che hanno bocciato l’emendamento, spicca il repubblicano Brian P. Less, che era fra quelli che l’avevano inizialmente presentato un anno fa. Less non è stato il solo a cambiare idea: l’anno scorso l’emendamento era stato approvato in prima lettura con 105 voti contro 92. A seguire il Massachusetts è stata agli inizi del mese la California, il cui Parlamento ha dato il via libera al provvedimento che legalizza le unioni gay, poi bloccato dal veto del governatore repubblicano Arnold Schwarzenegger.
[Data pubblicazione: 16/09/2005]




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