Risultati da 1 a 4 di 4
  1. #1
    Il Patriota
    Ospite

    Talking Non betaificate Padre Dehon: è un antisemita

    Ma gli scritti antisemiti sono all'esame della Congregazione
    28-09-2005 10:12 - Articoli a tema
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    Città del Vaticano, 28 set. (Apcom) - Nessuno 'stop' alla causa di beatificazione di padre Leon Dehon, fondatore dei dehoniani, teorico del cattolicesimo sociale nella Francia del XIX secolo e accusato da ambienti ebraici francesi di antisemitismo. Ad affermarlo è il cardinale Josè Maria Saraiva Martins, prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi, che ha assicurato che "il processo di beatificazione continua ed è ancora allo studio".


    "Non c'è stata nessuna interruzione - ha dichiarato il porporato portoghese - quella di padre Dehon è una delle cause previste prima della morte di Papa Giovanni Paolo II e poi rimandata, come tante altre. Non ci sono altri problemi".

    Padre Dehon doveva essere beatificato il 24 aprile scorso da Papa Wojtyla. La cerimonia era stata fissata con grande anticipo ed inserita nell'agenda ufficiale del Vaticano ma il ritrovamento di documenti compromettenti hanno fatto slittare l'onore agli altari. Dagli archivi francesi erano spuntati alcuni scritti che evidenziavano un forte spirito antisemita, tanto ingombrante, quanto controproducente al riconoscimento della santità di questo sacerdote. Per questo la conferenza episcopale francese, preoccupata per i contraccolpi che la beatificazione avrebbe arrecato al dialogo con gli ebrei, ha domandato a Benedetto XVI un supplemento di indagine sugli scritti sociali.

    "Naturalmente - ha aggiunto il cardinale Saraiva - la Chiesa ha il compito di studiare scrupolosamente la storia della persona, il contesto in cui ha vissuto e solo quando è tutto chiarito allora si procede alla beatificazione". Il cardinale Saraiva Martins non nega le accuse di antisemitismo ma tende a minimizzare la portata del supplemento di indagine ancora in corso. "Semplicemente va studiato il caso meticolosamente - ha sottolineato - e poi vedremo".

    Il caso era scoppiato ai primi di giugno. Tra gli scritti sotto accusa si legge: "Gli ebrei sono assetati di denaro. Hanno Cristo come nemico. Lasciati liberi mostrano un incredibile talento per la speculazione, stanno conquistando le nostre finanze e cercano di asservirci. Hanno ruoli rilevanti e controllano la stampa, e dunque contribuiscono a formare l'opinione pubblica. Riempiono le nostre scuole pubbliche e stanno entrando nei gangli della magistratura e della pubblica amministrazione. E' una conquista già iniziata ed in stato avanzato". Dehon mostrava inoltre di essere preoccupato per una certa avanzata da parte di circoli ebraici: "la questione è aperta, e l'attenzione è ben desta".

    Il religioso nel processo di beatificazione viene presentato come uno studioso della dottrina sociale della Chiesa, "d'animo nobile" "aperto a relazioni di amicizia con le personalità civili ed ecclesiastiche durante tutta la sua lunga esistenza". Nato nel 1843 a la Chapelle, in Francia, dopo essere stato consacrato prete, si impegna a sostenere l'azione missionaria della Chiesa nella società del tempo.

    Nella biografia ufficiale del Vaticano padre Dehon viene anche descritto come un religioso dotato di "un mirabile equilibrio di virtù umane, nella semplicità e nel contesto della vita ordinaria", un "esempio di sacerdote dei tempi moderni". Morì a Bruxelles nel 1925.

    Il caso preoccupa fortemente i religiosi Dehoniani che contestano l'accusa di antisemitismo a carico del loro fondatore. Giudicare con i parametri di oggi quello che è accaduto due secoli fa sarebbe un anacronismo, dicono. "Attualmente non ci sono precise indicazioni sulla cerimonia di beatificazione, non si sa quando si terrà. Ci auguriamo tutti che si possa fare ma non sappiamo quando, dove e come - spiega padre Angelo Arrighini, superiore della casa dehoniana di Bologna - C'è stata una complicazione a causa di questi scritti checomunque erano conosciuti. Secondo illustri storici sono ininfluenti per la beatificazione. Padre Dehon, infatti, non poteva non recepire il clima che all'epoca si respirava. Noi tutti ci auguriamo

  2. #2
    Il Patriota
    Ospite

    Predefinito Re: Non betaificate Padre Dehon: è un antisemita

    Originally posted by Il Patriota
    "Gli ebrei sono assetati di denaro. Hanno Cristo come nemico. Lasciati liberi mostrano un incredibile talento per la speculazione, stanno conquistando le nostre finanze e cercano di asservirci. Hanno ruoli rilevanti e controllano la stampa, e dunque contribuiscono a formare l'opinione pubblica. Riempiono le nostre scuole pubbliche e stanno entrando nei gangli della magistratura e della pubblica amministrazione. E' una conquista già iniziata ed in stato avanzato". Dehon mostrava inoltre di essere preoccupato per una certa avanzata da parte di circoli ebraici: "la questione è aperta, e l'attenzione è ben desta".


  3. #3
    memoria storica
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    in realtà il Servo di Dio Leone Dehon non si può considerare antisemita, a quanto dicono i suo successori:

    2005-06-28

    Le accuse di antisemitismo contro padre Dehon sono infondate
    Parla il Superiore Generale della Congregazione dei “Dehoniani”

    ROMA, martedì, 28 giugno 2005 (ZENIT.org).- Il francese Padre Leon Dehon (1843 –1925) pensava che gli ebrei avessero una “dimensione provvidenziale”, condannò l’antisemitismo, praticò tenacemente la carità, difese i poveri dalle ingiustizie sociali, e per questo era conosciuto come “l’apostolo sociale”.

    Così padre José Ornelas Carvalho, Superiore Generale della Congregazione dei Sacerdoti del Sacro Cuore di Gesù, (più noti come “Dehoniani”), ha spiegato in una intervista a ZENIT le virtù eroiche di padre Dehon.

    Giovanni Paolo II aveva fissato la beatificazione di padre Leon Dehnon per il 24 aprile 2004.
    A causa del suo decesso, fu impossibile procedere con la celebrazione. E quando il Pontefice Benedetto XVI ha cercato di fissare una nuova data, ha trovato diverse difficoltà sollevate dalla Conferenza Episcopale Francese, perché nel frattempo una parte della comunità ebraica ha pubblicato frasi e scritti in cui Dehon esprime critiche circa il comportamento di alcuni ebrei.

    Per dirimere la questione, il Papa ha nominato una Commissione che si è riunita venerdì 24 giugno in Vaticano. La Commissione è composta dai Cardinali José Saraiva Martins, Paul Poupard, Georges Maria Martin Cottier, Roger Etchegaray; da monsignor Angelo Amato, Segretario della Congregazione per la Dottrina della Fede, da monsignor Leonardo Sandri, Sostituto per gli Affari generali della Segreteria di Stato, da padre José Ornelas Carvalho e dal Postulatore generale dei padri Dehoniani.

    In merito alla messa in discussione della beatificazione del padre Dehon con il pretesto di sue presunte dichiarazioni antisemite, il Superiore Generale dei Dehoniani ha detto a ZENIT: “La maggior parte degli interventi di agenzie stampa e quotidiani, molto spesso caratterizzati da polemica, si fondano su una conoscenza superficiale e parziale dell’opera e della personalità di Leon Dehon”.

    Quali sono le precisazioni che lei vorrebbe sottolineare?
    Padre José Ornelas Carvalho: Tutte le opere del padre Dehon, da cui anche i testi incriminati, sono state integralmente pubblicate e sottoposte all’esame dei censori della Congregazione delle Cause dei Santi. E non c’è mai stato il minimo “ camuffamento” come scritto da Le Monde, il 10 giugno 2005.

    Il processo di Beatificazione non è stato interrotto nel 1952, contrariamente a certe affermazioni, per la semplice ragione che la causa non è stata introdotta che a partire dal 1952. Nell’opera pubblicata di padre Dehon, non si trova alcuna menzione di Karl Lueger facendo l’apologia dell’antisemitismo. Collegare l’opera di padre Dehon a quella di Lueger, di cui Hitler fa l’elogio nel “Mein Kampf”, è dunque una grave diffamazione.

    Nell’articolo di Le Monde si sostiene che il Papa Leone XIII abbia preso le distanze nei confronti di Leon Dehon, ma se nel 1897 lo nomina Consultore della Congregazione dell’Indice, precisando: “Si sappia che io approvo le sue posizioni poiché io gli affido la funzione di chi deve giudicare la dottrina degli altri”.

    Quindi non è vero che padre Dehon era antisemita
    Padre José Ornelas Carvalho: Tutt’altro. L’attitudine di padre Dehon nei riguardi del popolo giudeo è ben lontana d’essere antigiudaica. Egli pone particolarmente in risalto la dimensione provvidenziale di questo popolo nella storia della salvezza, auspicando anche che le grandi figure dell’Antico Testamento siano inserite nel calendario liturgico della Chiesa cattolica.

    E per non citare che un testo a questo proposito: “ Esso(il popolo giudeo) non è meno un popolo provvidenziale. Dio non l’ha abbandonato definitivamente. Lo conserva come testimone della storia e delle Sacre Scritture. Gli riserva in dono ancora una grande missione negli ultimi tempi del mondo…”.

    E’ vero che Dehon condannava l’antisemitismo?
    Padre José Ornelas Carvalho: Certo, come Consultore della Congregazione dell’Indice, egli agì con vigore perché si istruisse il processo nei confronti dell’Azione Francese. Incaricato di redigere il rapporto su questo argomento, egli citò espressamente l’antisemitismo dell’Azione Francese come uno dei motivi per una sua eventuale condanna.

    Una parte della comunità ebraica francese sostiene però che nel “catechismo sociale” di Dehon appaiono frasi offensive nei confronti del popolo giudaico.
    Padre José Ornelas Carvalho: Siamo dispiaciuti per il modo in cui si diffama una personalità come Dehon utilizzando dei testi estrapolati da tutto il contesto e citati in maniera mutilata che non fanno che risaltare la loro dimensione negativa. Ci tengo a precisare che ciò che muove padre Dehon in tutte le sue posizioni è l’impegno attivo nel contestare le ingiustizie sociali del suo tempo, in particolare la pratica dell’usura, e a denunciarne le cause. Padre Dehon auspicava l’avvento di un’altra società, “il rinnovamento sociale cristiano”.

    tratto da agenzia Zenit [/B][/QUOTE]

  4. #4
    Non sono d'esempio in nulla
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    Predefinito

    Infatti padre Leone Dehon sosteneva l'antigiudaismo teologico.

 

 

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