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Discussione: E la Devolution?

  1. #1
    Forumista senior
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    Predefinito E la Devolution?

    Calderoli sul monviso

    PRIMA L'ECONOMIA - «Le difficoltá economiche del paese vengono prima della legge elettorale sulla quale è necessario chiarirsi le idee alla svelta», ha sottolineato dal canto suo il ministro per le Riforme, Roberto Calderoli, che ammonisce: «Vediamo di chiarirci le idee alla svelta perchè purtroppo non è con la legge elettorale che si fa arrivare la gente alla fine del mese». «Credo sia più utile per i cittadini -aggiunge- trovare il sistema per far superare le difficoltá economiche delle famiglie e delle imprese, poi c'è anche la legge elettorale ma quello è uno strumento della politica». E a proposito dello sbarramento del 4% Calderoli si limita ad osservare: «C'è il sistema per garantire il rispetto delle regole senza che nessun voto venga sterilizzato».
    17 settembre 2005

    Ma non era la Devolution la cosa proritaria da portare avanti?

    Non c'e' che dire il dentista ha le idee chiare

    (Ormai lui ha solo a cuore il PPaese e la Nazzzione)

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  2. #2
    PADANIA NEL CUORE
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    Per dire queste cazzate possono fare a meno di salire al Monviso.
    Speriamo che a Venezia non si parli di Islam, Cina, Berlusconi (decide lui...) e Banche Ita(g)liane del nord ( la Padania non si nomina), pomodori cinesi e salernitani,"il nostro paese" etc.
    Il solito repertorio stantio e rancido di cose che con la ricorrenza del 16 Settembre non hanno niente a che vedere.
    Occorrerebbe gridaglielo in faccia!Sarebbe anche ora.
    Il quinquennio con i venditori di tappeti della CDL è stato un fallimento, hanno cominciato all'inizio a togliere la dizione Lega per l'indipendenza della Padani su dictat di nientepopodimeno che Casini ( roba da pazzi!!), mi hanno costretto a votare nel collegio tale Volontè (UDC), a sorbirmi Fini e Berlusconi al congresso,ad avere ad ogni angolo il timore che un qualsiasi vigile ti tolga i punti della patente, a fumare solo in pieno deserto ed ora terminano in bellezza con la gioppinata della legge elettorale.
    La devolution è talmente rivoluzionario che è Fini a chiederne l'approvazione.
    Rimane intatto l'amore per la Padania e la speranza che la Lega torni ad essere quello che era.
    Ma con questi dirigenti non lo può più fare.
    TIOCH FAID AR LA'

  3. #3
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    Vero, inutile far finta di niente, Bossi non e' piu quello di prima, a volte resto scioccato da certe sue uscite, in quanto alla cerchia dei caporali parlamentari, son troppo impegnati a roma, la Padania per loro e' solo un ricordo, molto meglio una comoda poltrona e cene sui colli

  4. #4
    la ricerca della bellezza nascosta
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    Questo che sto per dire potrà farvi venire dolorosissimi mal di pancia ma chi vuole fare politica seria non può sfuggire dalla realtà.
    E la realtà dice che per fare il "vero" federalismo (che comporta la modifica della Costituzione Repubblicana Unitaria) la Lega ha 3 alternative:

    1) sperare nella forza e lealtà dell'alleato Berlusconi: ma in tal caso potrebbe sperare solo in un federalismo molto blando;

    2) provvedere direttamente e senza l'intermediazione dei partiti alleati a coinvolgere nel progetto federalista l'elettorato del sud: in tal caso la Lega dovrebbe diventare un partito di dimensioni nazionali costituendo delle proprie diramazioni nelle principali città del sud e abbandonando le pregiudiziali antimeridionaliste;

    3) sovversione della Unità Costituzionale Italiana tramite rivoluzione o guerra civile.

    (Bisogna infatti capire che per modificare "democraticamente" la Costituzione Italiana ci vuole una maggioranza elettorale tale da richiedere inevitabilmente la partecipazione dell'elettorato del sud. Altrimenti non rimane altro che una ipotesi sovversiva violenta).

    Se qualcuno ha in mente altre soluzioni possibili, le indichi !

  5. #5
    Rage against the Empire
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    Due soluzioni:
    - perseguire un modello di consumo "padano" in senso stretto, ovvero, laddove possibile, premiare l'agricoltura, l'artigianato, i beni, i servizi, e l'informazione autenticamente "locali" (non necessariamente padaniste). Ovvero dare un segnale forte al Mercato, al Grande Capitale che omologa e uniforma gli stili di vita attraverso lo Stato che "esternalizza" su di noi, a beneficio diretto del Grande Capitale e indiretto del proprio ruolo, i suoi costi. Dalle imprese locali bisogna quindi escludere quelle che , pur essendo "padane", traggono profitto da un capillare mercato NAZIONALE, perchè è a partire da questo principio che l'Italia esiste e che, quasi tutti i padani stessi, sono stati, come si suol dire, ad essa assimilati anche culturalmente.
    Io continuo a ritenere che Stato e Mercato, oggi, siano inscindibili,non alternativi; che la politica viva della luce riflessa dall'economia e, conseguentemente, da chi ne detiene le sorti.
    Credo sia quindi opportuno riflettere radicalmente sul rapporto fra grandi Capitali e Stato italiano e agire, quotidianamente, sul piano dei consumi.

    - Se siamo convinti che la Storia ci darà ragione, dobbiamo si essere pronti e capaci a livello d'azione, ma non dobbiamo farci travolgere dalla fretta, in quanto gli eventi devono fare il loro corso. Rimanere quindi fermi, coerenti e cercare di instillare queste qualità nei movimenti che dovrebbero rappresentarci, ad oggi la Lega Nord, attraverso un dissenso interno. Abbandondonare, inoltre, l'assillo governativo che non può condurre a nulla e spingere per la riforma proporzionale che consente di presentarsi e agire nelle sedi opportune secondo la propria identità.

  6. #6
    PADANIA NEL CUORE
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    Nella passata legislatura la lega non era al governo e dall'esterno ha obbligato la sinistra a varare una riforma in senso federale, sicuramente ridicola rispetto a quanto si chiede, ma non peggiore di quella che,vendendo l'anima, forse... democristiani permettendo verrà varata in questa legislatura.
    Ci vuole coerenza, idee chiare e gente che creda.
    Scarto le tre ipotesi, la prima perchè non credevo all'alleanza all'inizio, figuriamoci adesso, la seconda perchè solo un illuso può pensare che la lega si estenda al sud, la lega al sud si corrompe!(E poi del sud non me ne frega niente),la terza per ovvi motivi.
    Per conto mio la lega deve stare all'opposizione ed andare da sola.
    Non mi si venga a dire che così non si incide.
    Cinque anni di governo mostrano che sono gli altri a incidere sulla lega.A differenza dei cinque anni precedenti.
    TIOCH FAID AR LA'

  7. #7
    la ricerca della bellezza nascosta
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    In origine postato da [email protected]
    Due soluzioni:
    - perseguire un modello di consumo "padano" in senso stretto, ..........

    Dalle imprese locali bisogna quindi escludere quelle che , pur essendo "padane", traggono profitto da un capillare mercato NAZIONALE, perchè è a partire da questo principio che l'Italia esiste e che, quasi tutti i padani stessi, sono stati, come si suol dire, ad essa assimilati anche culturalmente.......

    - Se siamo convinti che la Storia ci darà ragione, dobbiamo si essere pronti e capaci a livello d'azione, ma non dobbiamo farci travolgere dalla fretta, in quanto gli eventi devono fare il loro corso. Rimanere quindi fermi, coerenti e cercare di instillare queste qualità nei movimenti che dovrebbero rappresentarci, ad oggi la Lega Nord, attraverso un dissenso interno. .

    Posizione davvero aulica quella di Zena.
    Una secessione "di fatto" e non giuridica , (direi quasi ghandiana) ..... in attesa che la storia faccia spontaneamente il suo corso.
    Addirittura instillare questa posizione attraverso un dissenso interno.

    Che dire?
    Oltre al riconoscimento del pregio argomentativo (ma non mi meraviglio, ho letto molte cose notevoli di Zena), non posso non rilevare che, aderendo a tali tesi, i padani dovrebbero armarsi di una santissima pazienza e attendere decenni per sperare di ottenere qualcosa di concreto!

  8. #8
    la ricerca della bellezza nascosta
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    In origine postato da eleichem
    Nella passata legislatura la lega non era al governo e dall'esterno ha obbligato la sinistra a varare una riforma in senso federale, sicuramente ridicola rispetto a quanto si chiede, ma non peggiore di quella che,vendendo l'anima, forse... democristiani permettendo verrà varata in questa legislatura.
    Ci vuole coerenza, idee chiare e gente che creda.
    Scarto le tre ipotesi, la prima perchè non credevo all'alleanza all'inizio, figuriamoci adesso, la seconda perchè solo un illuso può pensare che la lega si estenda al sud, la lega al sud si corrompe!(E poi del sud non me ne frega niente),la terza per ovvi motivi.
    Per conto mio la lega deve stare all'opposizione ed andare da sola.
    Non mi si venga a dire che così non si incide.
    Cinque anni di governo mostrano che sono gli altri a incidere sulla lega.A differenza dei cinque anni precedenti.
    Un forte ed apprezzabile spirito patriottico ed intransigente che quasi sfiora il romantico traspare dal post di Eleichem.
    Una posizione molto coerente e cristallina la sua che però relegherebbe in perpetuo la Lega in un ruolo di partito di opposizione e contestazione.

    Un rilievo: io non sarei così sicuro come lui che la Lega non avrebbe alcuna speranza di estendersi al sud.

  9. #9
    Rage against the Empire
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    In origine postato da uqbar
    Posizione davvero aulica quella di Zena.
    Una secessione "di fatto" e non giuridica , (direi quasi ghandiana) ..... in attesa che la storia faccia spontaneamente il suo corso.
    Addirittura instillare questa posizione attraverso un dissenso interno.

    Che dire?
    Oltre al riconoscimento del pregio argomentativo (ma non mi meraviglio, ho letto molte cose notevoli di Zena), non posso non rilevare che, aderendo a tali tesi, i padani dovrebbero armarsi di una santissima pazienza e attendere decenni per sperare di ottenere qualcosa di concreto!
    Credo che l'indipendenza "di fatto" sia necessaria premessa a quella giuridica.

    Il grande errore che paga la Lega, a mio avviso, è quello di indurre a pensare l'indipendenza come espulsione del sud dall'Italia (mai davvero messa in discussione come modello) e non come autentica riappropriazione da parte di sé della Padania autentica, ovvero quella soffocata ed espulsa da uno sviluppo fondato su un mercato NAZIONALE.

    Lo Stato italiano ha nel sistema produttivo padano e "su scala" il suo vero nerbo: come si fa a parlare di indipendenza da Roma quando in nessun altro luogo come la Lombardia l'Italia ha dato risultati così apprezzabili, sul piano del progresso economico, dell'assimilazione culturale e della fedeltà alle istituzioni?

    La Padania è diventata italiana quando il Mercato ha avuto bisogno di una nazione, ovvero di una "massa" omologata che parlasse una stessa lingua, con gli stessi bisogni sociali e con gli stessi codici culturali che consentissero il diffondersi di un'economia di scala e di una società dei consumi.

    Paradossalmente,è l'Italia etnica che ha ricusato l'"italianizzazione", che non si è cioè conformata ancora all'azione omologante delle istituzioni e del mercato, condotta sulla base della cultura prodotta storicamente al di sotto della linea Massa-Senigallia. Ed è questo che molti elettori leghisti non hanno accettato.

    La Padania, questo è problema, si è italianizzata perfettamente. E nulla c'entra l'immigrazione dal sud o la politica in senso stretto. Quelli sono effetti, mentre le vere cause sono economiche. Non riconoscerlo ci porta a reiterare quegli errori che, oggi, causano la decadenza dell'idea padana presso la stessa Lega Nord.

  10. #10
    email non funzionante
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    In origine postato da uqbar
    E la realtà dice che per fare il "vero" federalismo (che comporta la modifica della Costituzione Repubblicana Unitaria) la Lega ha 3 alternative:

    1) sperare nella forza e lealtà dell'alleato Berlusconi: ma in tal caso potrebbe sperare solo in un federalismo molto blando;

    2) provvedere direttamente e senza l'intermediazione dei partiti alleati a coinvolgere nel progetto federalista l'elettorato del sud: in tal caso la Lega dovrebbe diventare un partito di dimensioni nazionali costituendo delle proprie diramazioni nelle principali città del sud e abbandonando le pregiudiziali antimeridionaliste;

    3) sovversione della Unità Costituzionale Italiana tramite rivoluzione o guerra civile.

    L' unica realistica e' la Nr. 2. Comunque ce n'e' anche una quarta: appoggiare il passaggio da un' Europa degli Stati ad un' Europa delle Regioni, aumentando i poteri delle Euroregioni a poco a poco, fino a far divenire inutili gli Stati. Allora si potranno far crollare con 4 petardi sotto un traliccio, solo con un gesto simbolico.

    Certo che la re-introduzione della lira e lo strafregarsene dell' Unione Europea e delle sue elezioni non contribuisce alla causa.

 

 
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