(Ho fatto il pieno di cazzate fuori tempo)
Di Renzo Sbaggi
Mi spiace per voi tutti assai, ma sono costretto a affermare ancora una volta quella che è una mia profonda passione: sparare cazzate oltre e fuori tempo massimo.
Infatti è una vera fortuna che un uomo quale Carlo Aglio Ciompi sotto il Temporale, un uomo del quale anche l’ultimo intervento pubblico in Astruzzo conferma la statura intellettuale e i principi morali. Di chi? Degli intellettuali? Ma no! Degli struzzi. Non per nulla da tempo immemore si suole affermare che è meglio un giorno da struzzo piuttosto che cento da pecora. Ma che cosa sto dicendo? Semplicemente che il discorso di Ciompi è fondamentale rispetto alla proposta del governo di cambiare all’ultimo momento le regole del gioco e al «giallo» della Banca d’Italia.
Che Ciompi abbia proprio voluto esprimere questo concetto? Non lo so, forse no, anche se sono convinto di sì, a meno che non abbia proprio voluto dire il contrario di ciò che ho appena scritto, nel caso in cui io stesso abbia malinteso il male ... chi io? Ma no ... caso mai Ciompi ... e comunque poco importa ... giacché ciò, quand’anche fosse vero, farebbe poca differenza per il senso delle cazzate che sto per dire ... ops ... di quelle che NON volevo dire ma che non riesco assolutamente a fare a meno di profferire ... insomma ...
Consapevole dei suoi limiti istituzionali, il Presidente sotto il Temporale, ha fatto un esplicito riferimento, almeno penso, al caso del Governatore Curiazio quando, parlando della virtù della «civiltà italica», ha detto: « La rettitudine dei comportamenti , il rispetto dei valori etici e deontologici sono, in qualsiasi stato di diritto, la base di una ordinata convivenza civile».
Come dire che in certi casi è meglio farsi da parte. A chi mi riferisco? Non certo a Ciompi, e tanto meno a me stesso ... non so se rendo l’idea ...
E infatti, ancora rivolgendosi ai politici: «Guardate lontano, nello spazio e nel tempo, senza paura e senza sterili nostalgie di un passato che era molto peggiore del presente», un monito di chi portò l’Italia dal proporzionale al maggioritario a non avere nostalgia di una politica spezzettata con la conseguenza di crisi di governo una volta l’anno.
Mument, ostrega ... ma allora Ciompi ha forse voluto dire il contrario di quello che speravo volesse proprio dire, ovvero che la responsabilità del passato peggiore del presente non è dell’attuale proposta di legge proporzionale, anche perché non è ancora per nulla una proposta di legge ma solo una ipotesi propagandistica, come del resto ho sempre sospettato, anche se non sempre si è subito capito che io stesso, Renzo Sbaggi, tutto questo non avevo mai capito, anche perché non ricordo più che cacchio volevo mai dire o ricordare ...
Tant’è vero che, con un ulteriore avvertimento: «Non perdete altro tempo», cioè finitela con dispute, papocchi e barzellette, ma mettete mano alla disastrata situazione economica.
Non un grido di dolore , ma di allarme e di incitamento: se negli ultimi sette mesi di governo non ci si impegnerà per restituire al Paese dignità e speranza, saranno guai seri. C’è chi potrà, magari, andare a Thaiti, ma chi chiederà scusa a quelli a quelli che non potranno nemmeno fare il pieno di benzina?
E io che c’entro? Chiedere scusa io?
Non ci penso nemmeno!
Del pieno di benzina nun meffrega un cacchio. A me basta fare il pieno di cazzate! Parola di Renzo Sbaggi.
Ecco perché, per riportare il Paese sulla via della sana crescita economica, non appena gli avversari dell’attuale coalizione governativa saranno ritornati al potere, io stesso, con o senza l’approvazione di Ciompi, Prodi o Bertinotti, mi adopererò affiché l’ISTAT adotti una nuova nonché rivoluzionaria misura della ricchezza del paese, sostituendo il PIL con il PEL, che sarebbe il Prodotto Europeo Losco, che fra gli altri benefici annessi e connessi, ci consentirebbe anche di continuare a sparare cazzate senza PEL sullo stomaco ... ahooo ... e che stomaco!
Parola di Renzo Sbaggi
PS
Qualsiasi riferimento a qualsiasi editoriale del quotidiano il Corriere della Sera è puramente casuale, se non altro perché il Corriere è un giornale serio, anzi molto serio, soprattutto allorquando si tratta di pubblicare certe editorialate ...
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