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    Predefinito «L’embrione? Dal primo istante è già nuova vita»

    IL COMITATO DI BIOETICA
    Il presidente D’Agostino: dal momento successivo alla fecondazione non è possibile fare distinzioni etiche rilevanti

    «L’embrione? Dal primo istante è già nuova vita»

    A maggioranza (con 26 voti a favore e 12 contrari) approvato un parere che interpreta la legge 40 in modo rigoroso: anche l'ovocita fecondato è individuo


    Da Roma Luca Liverani

    L' embrione non si tocca. Nemmeno nelle sue prime ore di vita. Il Comitato nazionale di bioetica approva a maggioranza un'interpretazione rigorosa della legge 40 sulla procreazione assistita, dando torto a chi sosteneva che nelle prime 16/30 ore - quando cioè nell'ovocita fecondato, da alcuni chiamato "ootide", non si sono ancora fusi i due patrimoni genetici del padre e della madre - non si può parlare di nuovo individuo. E quindi non varrebbe il divieto di manipolazione contenuto nella legge. Nemmeno se allo stadio di ootide, dunque, l'embrione può essere crioconservato.
    Il parere del Comitato nazionale di bioetica non è passato all'unanimità: la linea di interpretazione rigorosa della legge 40 è passata con 26 voti a favore e 12 contrari. A presentarla è stato il presidente Francesco D'Agostino assieme ad alcuni membri del Comitato. Con l'occasione il professor D'Agostino ha anche precisato i termini del parere approvato nei mesi scorsi che apriva all'uso per fini scientifici delle cellule fetali di feti abortiti, ribadendo l'uso scientifico e non commerciale del materiale, auspicando una regolamentazione in materia. Il presidente del Comitato ha anche illustrato i prossimi, delicati impegni dell'organismo (vedi servizio accanto, ndr).
    L'ootide dunque è una vita individuale a pieno titolo, oppure è una vita pre-individuale? La maggioranza degli esperti, 26 membri tra cui Bruno Dallapiccola e Paola Binetti, ha concordato sulla posizione di Adriano Bompiani: l'ootide, o zigote presingamico, è vita umana individuale a pieno titolo e merita rispetto esattamente come l'embrione, anche se non c'è ancora fusione dei due patrimoni genetici in uno nuovo e originale. Se infatti il processo non verrà alterato, hanno sostenuto, si organizzerà come fusione. Di diverso avviso i 12 esperti d'accordo col ginecologo Carlo Flamigni, fra i quali Demetrio Neri: l'ootide non può essere riconosciuto come vita umana individuale, quindi non è meritevole di tutela. Esi ste anche una terza posizione, quella personale di una dei tre vicepresidenti, Cinzia Caporale: «Il criterio della fusione - afferma - non esaurisce l'argomento, esistono altri criteri biologici come la divisione delle cellule o la presenza dell'utero. La mia è una ipotesi di maggiore apertura rispetto alla posizione di Flamigni».
    La decisione del Comitato, che quindi non rileva distinzioni etiche nei diversi stadi di sviluppo del concepito, chiarisce che «la legge 40, quando parla dell'embrione, implicitamente parla anche dell'ootide», spiega D'Agostino. Insomma: «A partire dal momento successivo alla fecondazionenon è possibile fare distinzioni etiche rilevanti».
    Il presidente poi ha precisato i termini del parere approvato nei mesi scorsi, favorevole all'uso per fini scientifici delle cellule fetali di feti abortiti: «Sull'uso del materiale fetale esiste un'anarchia normativa. Il Comitato si è espresso favorevolmente - ha detto - auspicando un intervento che regolamenti la questione, in nome dell'alto valore simbolico di tutto ciò che riguarda la vita umana. Abbiamo indicato alcuni "paletti" etici: come la non commercializzazione del materiale, la separazione tra il medico che pratica l'aborto e quello che usa le cellule fetali per la ricerca, il consenso della donna, il divieto di usare farmaci in gravidanza per poi analizzarne gli effetti sul feto. Un parere frainteso da molti».


    Avvenire - 17 settembre 2005

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  2. #2
    INNAMORARSI DELLA CHIESA
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    Originally posted by antonio
    la cosa che non si comprende bene e'..
    quale e' esattamente, il patrimonio genetico del nuovo essere umano che ne definisce l'individualita'..
    si e' a lungo sostenuto che fosse quello derivante dalla fusione dei 23 cromosomi paterni e dei 23 cromosomi materni...

    giusto?
    Per generare un nuovo essere umano le cellule germinali (spermatozoo e ovocita) riducono a 23 il numero dei cromosomi in modo che il nuovo vivente abbia anche egli 46 cromosomi (23+23) che comandano e guidano lo sviluppo. In ogni ciclo mensile la donna, durante l’età fertile, porta a maturazione un ovocita (normalmente uno solo).

    Una delle due ovaie fa sviluppare pienamente un ovocita e lo espelle facendolo finire in quella che si chiama la “zona ampollare” di una delle due tube, i condotti, lunghi pochi centimetri, che dalle ovaie conducono all’utero. Se vi è stato un rapporto sessuale e se un certo numero di spermatozoi è riuscito a raggiungere quel punto al momento giusto, lì avviene la fecondazione. Non appena uno spermatozoo, superando una serie di ostacoli riesce a toccare e superare la membrana che racchiude l’ovocita avviene una serie di fenomeni. In primo luogo la membrana esterna diviene impenetrabile per qualsiasi altro spermatozoo.

    In secondo luogo dal nucleo originario dell’oocita, da cui in precedenza era stata già espulsa una parte dei cromosomi, viene estromessa anche un’altra parte in modo che anche i cromosomi femminili restano 23.

    In terzo luogo i cromosomi provenienti dallo spermatozoo e quelli di origine femminile cominciano ad attrarsi reciprocamente fino ad ordinarsi e allinearsi. Contemporaneamente comincia la moltiplicazione delle cellule: da una a due, da due a quattro, a otto e così via fino a divenire le centinaia di migliaia di miliardi di cellule che compongono il corpo adulto di un uomo e di una donna.

    Questa descrizione della fecondazione è estremamente semplificata ed è espressa il più possibile con parole comuni. Tuttavia corrisponde alla realtà e consente di trarre tre inoppugnabili conseguenze.

    1) Un organismo umano
    In primo luogo, non appena lo spermatozoo è entrato nell’ovocita si forma una entità biologica diversa, un tutt’uno che risulta dall’apporto del materiale spermatico e del materiale ovocitario. Coloro che non vogliono riconoscere un essere umano in questa iniziale fase dello sviluppo preferiscono parlare di “ovocita fecondato” quasiché il nuovo complesso fosse soltanto una evoluzione dell’originario gamete femminile, passato da una prima fase di crescita a una seconda fase soltanto stimolata dallo spermatozoo: il contatto con esso equivarrebbe alla scintilla che, scoccando nel motore di una macchina, ne avvia il movimento. Ma non è così. Nel nuovo unitario complesso vi è anche il materiale, in particolare il DNA., portato dallo spermatozoo, del quale del resto, sparisce la forma originaria. Insomma fin dall’inizio compare una entità nuova.

    2) La seconda conseguenza è che il nuovo complesso è da subito un organismo, cioè un tutt’uno in cui le singole parti si influenzano e si servono reciprocamente.

    3) la terza evidenza è che il patrimonio genetico del nuovo essere umano è già tutto presente fin dal primo contatto dello spermatozoo con l’ovocita e non può più essere sostanzialmente cambiato. Nulla si aggiungerà più in seguito perché, come già detto, immediatamente la membrana che è stata perforata dallo spematozoo diviene inaccessibile per gli altri spermatozoi e il nucleo dell’originario ovocita espelle l’ultima parte del materiale anche cromosomico divenuto inutile. Ormai la costruzione avviene soltanto ad opera di quei determinati 23 cromosomi paterni e di quei determinati 23 cromosomi materni. In questo vi è qualcosa di meraviglioso su cui vale la pena di riflettere: il prodigio della vita!
    Fraternamente Caterina
    Laica Domenicana

  3. #3
    INNAMORARSI DELLA CHIESA
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    Originally posted by antonio
    eluso la questione...
    .. avevo solo bisogno della tua riposta per avere confroma della tua non conoscenza dei fatti...
    non avevo certo bisogno di una lezione di biologia da caterina 63..
    ahahahahahaahaha

    comunque par di capire che il dna mitocondriale non sia da computare nel patrimonio genetico individuale..essendo quest'ultimo da riferirsi esclusivamente al patrimonio cormosomico di origine paterna e materna.

    hai qualcosa da dire, caterina, sul dna mitocondriale?
    No! Istruiscimi tu, dio della creazione e della genetica del 2000

    attendo..........
    Fraternamente Caterina
    Laica Domenicana

  4. #4
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    cellulare??? e con che scheda potrò telefonare?

    Ok ok antò..messaggio ricevuto dammi tempo per reagire a quel che hai scritto.ho un solo neurone attivo.......
    Fraternamente Caterina
    Laica Domenicana

  5. #5
    INNAMORARSI DELLA CHIESA
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    Originally posted by antonio
    ..............................................
    attendo che ti aggiorni....

    ma, di tuo, non hai nulla da proporre?
    qualcosa ce l'ho.......ma con il mio solo neurone riconosco che non saprei esprimerlo nei termini migliori.......anzi....anche con un cervello pienemante attivo riconosco il mio limite

    il mio ruolo non è la scienziata....nè tanto meno la tuttologa......
    a ognuno il suo mestiere ergo preferisco esprimermi con parole di chi ritengo all'altezza del loro compito........
    Fraternamente Caterina
    Laica Domenicana

 

 

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