dall'Arena:
Per la Loggia negata per un convegno
I tradizionalisti contro Mosele
I tradizionalisti cattolici condannano il presidente della Provincia Elio Mosele per non aver concesso loro la Loggia di Fra’ Giocondo per un convegno. La condanna è formulata in una nota, firmata da una ventina di persone, in cui si ricorda che la richiesta di concessione era stata formulata dal capogruppo consiliare della Lega Nord in Consiglio provinciale, per conto del Coordinamento San Pietro Martire, promotore del convegno «1905-2005: l’attualità del messaggio di Mons. Lefebvre a 100 anni dalla nascita: lo scisma inesistente».
«La presunta motivazione», scrivono nella nota «i sottoscritti fedeli cattolici», «sarebbe stata quella secondo cui non si ritiene di concedere le sale della Provincia a gruppi esterni, estranei a quella rappresentati in Consiglio per argomenti non inerenti l’amministrazione provinciale. Al di là del fatto che la richiesta di concessione era stata fatta dal capogruppo di un partito che è presente in Consiglio provinciale, ci si chiede come mai la stessa sala sia stata concessa pochi mesi fa a Padania Cristiana per un convegno dal titolo ’’La banca, la moneta, l’usura’’, che nulla aveva a che fare con la Provincia». I tradizionalisti dicono di non sapere «se dietro a tale motivazione ci sia un sentimento anticlericale, che comunque Mosele non ha dimostrato quando ci chiese i voti durante la festa da lui organizzata a villa Pullè al Chievo in campagna elettorale, oppure vi sia quel servilismo pavido tipico dei peggiori democristiani nei confronti della Curia in quanto il tema del convegno è notoriamente a essa inviso: comunque, se l’attenzione alle associazioni che rappresentano la società civile prevede che a esse vengano chiuse le porte delle sale del Palazzo per esprimere le proprie idee, Mosele non può certo lamentarsi se la cittadinanza lo ha messo all’ultimo posto nella classifica di gradimento! Per quanto ci riguarda, ci uniamo a coloro che lo ritengono un pessimo amministratore e ancor peggiore politico».




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