VATICANO - NAZIONI UNITE


Card. Sodano: sì alla riforma dell’Onu e ad un impegno efficace per la pace e la lotta alla povertà


Il segretario di stato vaticano ha chiesto di approfondire il tema dell’uso della forza per disarmare l’avversario, verso stati incapaci di garantire la pace. Più aiuti allo sviluppo a partire dai bisogni di base. Condanna della manipolazione ideologica sulla “salute riproduttiva” e l’aborto.




New York (AsiaNews) – “I poveri non possono attendere!”: con questa frase di Giovanni Paolo II (Cile, 1987), il card. Angelo Sodano, segretario di stato vaticano, ha concluso il suo discorso al Palazzo di Vetro. Partecipando alle celebrazioni per il 60mo anniversario delle Nazioni Unite, egli ha espresso tutta l’impazienza del mondo, della Santa Sede e dei cattolici perché l’Onu venga riformato, per assumere un lavoro più efficace nella garanzia alla pace e allo sviluppo delle nazioni, senza tentennamenti e ambiguità e senza derive ideologiche, tenendo a cuore i popoli, l’uomo e la sua dignità, prima delle politiche e degli stati.

Il card. Sodano ha sottolineato che l’Onu mostra “segni di usura” e richiede una “riforma istituzionale” che renda efficaci le sue risoluzioni. Gli uomini e le donne del mondo, egli ha detto, sono “scoraggiati da tante promesse fatte e non mantenute, da risoluzioni adottate e che non si fanno rispettare”.

Il segretario vaticano ha auspicato che il “quadro giuridico” dell’Onu venga completato con strumenti giuridici riguardanti “il disarmo, il controllo degli armamenti, la lotta contro il terrorismo e la criminalità internazionale, come anche lka cooperazione effettiva fra Nazioni Unite e gli organismi regionali”.

Per tener fede all’Onu come mezzo per comporre e risolvere i conflitti, “la Santa Sede - ha detto Sodano – è favorevole alla Peacebuilding Commission”, che studi strategie per superare i conflitti etnici. Ma richiamando “successi e sconfitte” delle operazioni Onu di pace nei Balcani, in Medio Oriente e in Africa, il card. Sodano ha chiesto di approfondire il tema “dell’uso della forza per disarmare l’avversario”. Questo principio, egli ha detto, è in linea con il principio più vasto di “responsabilità nel proteggere”, iscritto in uno dei principi più importanti dell’Onu, quello della “pre-eminenza della dignità di ogni uomo o donna in quanto persona, prima dello stato e di ogni sistema ideologico”.

In particolare la Santa Sede chiede agli stati di giungere a conseguenze pratiche sul tema “responsabilità nel proteggere” soprattutto nelle situazioni in cui “le autorità nazionale non vogliono o non possono proteggere le loro popolazioni di fronte a minacce interne ed esterne”. Una risposta in questo senso va trovata alla luce dello stesso principio dell’Onu di voler “preservare le generazioni future dal flagello della guerra”.

Sul tema dello sviluppo e della lotta contro la povertà, il card. Sodano ha elogiato quanto gli stati ricchi fanno riguardo al condono di parte o di tutto il debito estero, ma ha chiesto a tali stati di attuare delle ampie politiche di solidarietà, rilanciando “l’aiuto pubblico allo sviluppo” e nello stesso tempo “una generosa apertura dei mercati ai paesi poveri”. Negli ultimi anni, infatti, i paesi ricchi hanno diminuito le percentuali di Prodotto interno lordo da dedicare allo sviluppo e si sono rinchiusi dentro barriere doganali per frenare l’entrata di prodotti agricoli e tessili dei paesi poveri. Ai governanti dei paesi poveri egli ha chiesto di “combattere la corruzione, garantire la legalità e….raddoppiare gli sforzi nei campi… dell’educazione, della sicurezza dell’impiego, dell’assistenza sanitaria di base per tutti”.

Il card. Sodano ha anche stigmatizzato l’enfasi ideologica sulla“salute riproduttiva” che propone l’aborto e la contraccezione come panacea per tutti i problemi dello sviluppo: “All’umanità esposta alle pandemie di oggi e ad altre che minacciano di svilupparsi, alle masse di esseri umani che non hanno accesso alla sanità di base, all’aspirina e all’acqua potabile, non possiamo offrire una visione ambigua, riduttrice o…ideologica della salute. Ad esempio, non vale la pena parlare con più chiarezza della ‘salute delle donne e dei bambini’, piuttosto di utilizzare i termini di ‘salute della riproduzione’? Forse è perché si vorrebbe parlare di un diritto all’aborto?”.



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