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  1. #1
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    Predefinito SEA Handling in crisi, via a 65 licenziamenti

    SEA Handling in crisi, via a 65 licenziamenti
    L’azienda: scelta obbligata, le spese sono il doppio dei ricavi. Ma saranno allontanamenti volontari


    Sessantacinque licenziamenti alla Sea handling. La società, strutturalmente in crisi («I ricavi sono la metà dei costi», dicono i vertici Sea), fa parte di Sea holding, a sua volta controllata all’88 per cento dal Comune di Milano. La procedura di licenziamento collettivo per riduzione del personale riguarda 65 addetti alle pulizie degli aerei, di cui 45 a Malpensa e 20 a Linate. Nessun allarme occupazione, secondo l’azienda: «Non invieremo lettere di licenziamento se non su base volontaria». Inoltre si fa capire che, per chi scegliesse la strada del divorzio consensuale dalla società che gestisce gli aeroporti milanesi, ci sarebbe anche un incentivo pari a due annualità.
    Ma il messaggio di Sea non fa che aumentare le tensioni con il sindacato. «Se così stanno le cose, sarebbe stato più logico avviare una procedura di incentivazione volontaria per 65 persone - dice Nino Cortorillo, segretario generale della Filt Cgil di Milano -. Questa mossa serve solo a evitare qualche centinaio di assunzioni di personale appartenente alle categorie protette (diversamente abili, ex carcerati). Guarda caso, le aziende che avviano una procedura di riduzione del personale non vi sono tenute». La Cgil chiama in causa il ministro del La voro. «Il Comune di Milano usa mezzucci per aggirare una legge dello Stato. L’onorevole Roberto Maroni ci dica se questa operazione è legittima».
    Sullo sfondo, la vendita del 33 per cento dell’azienda. Sea holding l’anno scorso ha registrato 53 milioni di euro di utili al netto delle tasse. Il tutto nonostante Sea handling. La delibera sarà discussa in consiglio lunedì prossimo. Il sindacato lamenta il mancato coinvolgimento nell’operazione («Abbiamo chiesto un incontro per sapere quale sarà l’impatto sui dipendenti ma tutto tace»). Lunedì mattina il prefetto ha convocato le parti. Senza un’intesa, il passo successivo sarà lo sciopero.

    Rita Querzé
    Corriere della Sera

  2. #2
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    le spese sono il doppio dei ricavi.
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  3. #3
    Quirino
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    ..io credevo che gli unici licenziamenti nel settore trasporto aereo fossero a Roma...
    mah...

  4. #4
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    Sono dove una società pubblica perde il monopolio e si trova ad affrontare la concorrenza. Alitalia o SEA non cambia.

  5. #5
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    Di questi incentivi per lasciare l'azienda si parlava da tempo e sono finalmente arrivati. L'idea dell'azienda mi sembra abbastanza chiara:sostituire per quanto possibile il personalle fisso con quello precario e molto piu' "sfruttabile" .
    L'esubero non e' certo reale (se non nella fascia oraria 15-17) altrimenti non si spiegherebbero le continue richieste si straordinari e saltati riposi.
    Io mi chiedo questo:visto che nei settori operativi che l'azienda dichiara in perdita il personale per la stragrande maggioranza non gode certo del vecchio contratto dei tempi del monopolio ed ha uno stipendio di base assolutamente nella norma come potra' mai l'handling essere in attivo?
    Non e' che forse bisognerebbe tagliare altrove?
    Non e' che la sea dovrebbe cercare di fornire un servizio piu' di qualita' in modo da accaparrarsi le compagnie invece di lasciarsele scappare (o far di tutto per lasciarle andar via) magari riempiendo le fasce orarie morte?
    Se l'unica alternativa per tenere in piedi la baracca e' quella di ridurre a minimo il costo del lavoro forse bisognerebbe rendesi conto che l'handling e' un business che da solo non puo' stare in piedi , e questo bisognava capirlo non momento in cui sea handling e sea gestione sono state divise.

  6. #6
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    E' la UE a volere la divisione fra handling e il resto, perché con la concorrenza nel handling i vettori pagano meno e alla fine anche i passeggeri pagano meno. Se SEA Handling perde è perché è inefficente, non perché il business del handling non sia redditizio. Altrimenti nessuno vorrebbe fare il secondo o il terzo handler.

    Anche nel handling meglio non lottare contro i mulini a vento, il monopolio è finito e bisogna che i costi si adattino ai ricavi, non il viceversa come era prima.

  7. #7
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    In Origine postato da marcogiov
    E' la UE a volere la divisione fra handling e il resto, perché con la concorrenza nel handling i vettori pagano meno e alla fine anche i passeggeri pagano meno. Se SEA Handling perde è perché è inefficente, non perché il business del handling non sia redditizio. Altrimenti nessuno vorrebbe fare il secondo o il terzo handler.

    Anche nel handling meglio non lottare contro i mulini a vento, il monopolio è finito e bisogna che i costi si adattino ai ricavi, non il viceversa come era prima.
    Il secondo handler, che gia' esiste, mi sembra la dimostrazione lampante che questo settor per state in piedi deve ridurre i costi del lavoro a livelli inaccettabili.In tal senso la liberalizzazione dovrebbe essere regolamentata ed occorrerebbero dei paletti.Purtroppo, per chi non lavora nel settore , e' difficile rendersi conto che su questa strada alla fine anche la sicurezza ne risente pesantemente.

  8. #8
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    In Origine postato da N606BN
    Il secondo handler, che gia' esiste, mi sembra la dimostrazione lampante che questo settor per state in piedi deve ridurre i costi del lavoro a livelli inaccettabili.
    Non sono inaccettabili se trovano gente che accetta quei livelli. Che sono stabiliti, immagino, da un contratto nazionale di lavoro.
    In tal senso la liberalizzazione dovrebbe essere regolamentata ed occorrerebbero dei paletti.
    La liberalizzazione viene fatta per far scendere quei livelli. Se metti i "paletti" li metti per fare un' operazione gattopardesca in cui si cambia tutto per non cambiare niente, in particolare i salari che a SEA Handling sembra siano del 30% superiori a quanto stabilito dal contratto nazionale di lavoro.
    Purtroppo, per chi non lavora nel settore , e' difficile rendersi conto che su questa strada alla fine anche la sicurezza ne risente pesantemente.
    Hai ragione, non riesco proprio a rendermene conto e ti invito a spiegarmelo.

    Non voglio sembrare acido, ma l' Italia è forse l' ultimo Paese UE nella liberalizzazione del handling. A Milano ci sono solo due handlers, il terzo arriverà presumiblilmente dopo essersi accordato (è illegale) con gli altri due. Le regole UE, rispettate quasi ovunque, prevedono la liberalizzazione totale. Come per le linee aeree, la liberalizzazione ha funzionato ovunque salvo che nei Paesi somari, Italia e Grecia (una facia, una racia, come dicono nell' Egeo)

    Chiaro, per chi lavora la fine del monopolio vuol dire riduzione di guadagno. Che però ci si ricordi che il resto degli Italiani non lavora nei monopoli, deve sbattersi per fornire beni e servizi decenti a prezzi decenti e non ha paletti di protezione. Le regole dovrebbero essere le stesse per tutti.

  9. #9
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    In Origine postato da marcogiov
    Se SEA Handling perde è perché è inefficente, non perché il business del handling non sia redditizio. Altrimenti nessuno vorrebbe fare il secondo o il terzo handler.
    Vero, ma... siamo proprio sicuri che il business dell'handling sia redditizio? E' "labour intensive", è aperto alla concorrenza (poco), ed i clienti nell'80% dei casi guardano solo ai costi di handling... basta vedere come negli ultimi anni sia calato il livello medio di professionalità degli addetti: per forza, sempre più si opera in subappalto con cooperative che "forniscono manodopera" sfruttando il bisogno di lavoro di molti immigrati...

    Un amico in SEA training mi raccontava che un grosso problema incontrato, nei corsi per il personale dell'handling, è riuscire a spiegarsi chiaramente: pochissimi parlano italiano!!

    Infine, in tutto ciò ovviamente gli aspetti di safety stanno sempre meglio...

    Ciao a tutti,

    CharlieTango
    Ciao,

    CharlieTango

  10. #10
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    In Origine postato da CharlieTango
    sempre più si opera in subappalto con cooperative che "forniscono manodopera" sfruttando il bisogno di lavoro di molti immigrati...
    Chiedetevi a chi fa capo la maggior parte delle cooperative in Lombardia. Chiedetevi come mai quell' organizzazione, cara ad un politico molto molto importante nella Regione, sia riuscita a mettere il suo uomo forte in SEA Handling, dove comanda, chiedetevi come mai il politico voglia comprare il 30% della SEA, come mai lo stesso politico sia così appassionato di Malpensa.

    Spiegazione: creazione di un efficiente (in termini di voti e denaro che genera) sistema di caporalato/clientelismo politico, un mix vincente tra il modello dei braccianti pugliesi e quello dei raccomandati romani.

 

 
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