Sua Santità il Patriarca Ecumenico di Costantinopoli Bartholomaios I
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Nota sulla sua storia e sul suo ruolo oggi
Il Patriarcato Ecumenico ha sede a Costantinopoli, l’odierna Istanbul. Esso viene pure chiamato ‘’Patriarcato di Costantinopoli’’ o ‘’Santa Grande Chiesa di Cristo’’. I teologi non ortodossi e gli studiosi usano abbitualmente l’espressione convenzionale ‘’il Fanar’’.
La sua creazione risale al 38 d.C., anno in cui fu fondata la Chiesa cristiana nell’antica Bisanzio dall’apostolo Andrea, il primo chiamato, fratello di Pietro, il corifeo.
Il Patriarcato Ecumenico dopo la fondazione di Costantinopoli-Nuova Roma, inauguarata ufficialmente come nuova capitale del nuovo Impero Cristiano Greco-Romano l’11 maggio 330, assume un ruolo di guida spirituale, di promozione civilizzatrice e di influenza mondiale. Vari popoli e nazioni subirono per secoli la benefica influenza del Patriarcato Ecumenico e grazie, all’alacre azione evangelizzatrice e missionaria irradiata da questo sacro centro, ‘’risorsero in Cristo’’. Inoltre, sotto la fulgida giuda spirituale e l’egida della chiesa costantinopolitana furono formulati i santi dogmi e i sacri canoni della Chiesa Cattolica e fu difesa la fede ortodossa-cattolica in Cristo dalle varie eresie cha la insidiavano.
La sua sede sita per secoli accanto alla Cattedrale di Santa Sofia (donde ‘’Grande Chiesa’’), si trasferì poi, a seguito della caduta di Costantinopoli (29 maggio 1453), in diversi quartieri della Città, per stabilirsi definitivamente dal 1601 nell’antico quartiere del Fanar.
Il Patriarcato Ecumenico è uno dei cinque antichi Patriarcati dell’Una, Santa, Cattolica ed Apostolica Chiesa che nell'ordine è:
- Roma,
- Costantinopoli,
- Alessandria,
- Antiochia e Gerusalemme.
Dopo il grande scisma del 1054 la Chiesa si divide nella Chiesa d’Occidente (patriarcato di Roma) e nella Chiesa d’Oriente (i restanti 4 patriarcati dell’Oriente). Nel seno di quest’ultimi il Patriarcato di Costantinopoli assume il primo posto, diventando così il centro spirituale di tutta la Chiesa Ortodossa Orientale. Il Patriarca di Costantinopoli è considerato come la più alta autorità dell’Ortodossia e porta il titolo di ‘’Arcivescovo di Costantinopoli-Nuova Roma e Patriarca Ecumenico’’.
Nella sua veste di ‘’primus’’ vescovo dell’Ortodossia, il Patriarca Ecumenico, intraprendendo varie iniziative di carattere panortodosso, coordina le relazioni tra le altre Chiese Ortodosse locali ed i rapporti dell’Ortodossia intera con le altre Chiese cristiane e le altre religioni. Così egli convoca i Concili e le Assembleee Panortodosse e li presiede; consacra il ‘’myron’’ (crisma) per le altre Chiese Ortodosse locali; concede l’autonomia o l’autocefalia alle Chiese Ortodosse locali che ne siano mature per ciò; ha la giurisdizione sulla Diaspora, cioè sulle comunità ortodosse che sitrovano fuori i territori canonici delle Chiese autocefale locali; ha il dirito di giudizio in appello riguardo le questioni disciplinari di chierici provenienti dalle altre Chiese autocefale locali; ha il dirito stavropigiale, ect.
L’ecumenicità del Patriarcato di Costantinopoli è stata sancita da due Concili Ecumenici: il Secondo (Costantinopoli, 381) e il Quarto (Calcedonia, 451). I diritti primaziali del Patriarca di Costantinopoli sono stati anche solennemente ribaditi dal Concilio in Trullo (Costantinopoli, 691). Bisogna sottolineare che i sacri e divini canoni della Chiesa indivisa concendono i diritti sulla diaspora e quelli di giudizio in appello soltanto alla Cattedra Ecumenica di Costantinopoli-Nuova Roma.
Il Patriarcato Ecumenico ha promosso una notevole opera missionaria attraverso i secoli, dalla conversione dei popoli Slavi dei Balcani e dell’Europa Centrale e della Russia kieviana nei secoli IX e X, fino alle iniziative missionarie nell’Asia e nelle Americhe negli ultimi decenni.
Dopo la caduta dell’Impero Ottomano il Patriarcato Ecumenico venne riconosciuto da parte del innternazionale e intercristiano non soltanto come una ’’Istituzione Panortodossa’’ (vd. Conferenza Panortodossa di Rodi, 1961), ma anche come ‘’Istituzione Pancristiana’’, a causa delle sue iniziative storiche di carattere ecumenico.
Il Patriarcato di Costantinopoli è uno dei più attivi centri del moderno movimento ecumenico. Già nel 1902 prese l’iniziativa di inviare tutte le Chiese Ortodosse a pronunciarsi sulla possibilità di rinnovare i contatti con gli altri Cristiani, compresa la Chiesa di Roma, la Chiesa Anglicana e quelle Protestanti.
Da allora i contatti tra il Patriarcato di Costantinopoli e le Chiese non ortodosse sono divenuti numerosi e frequenti. Questo atteggiamento di apertura è culminato nella storica Enciclica che il Patriarcato Ecumenico indirizzò nel 1920 a tutte le Chiese cristiane chiamandone i loro capi a ‘’pervenire ad una relazione più stretta gli uni con gli altri’’. Il suo scopo concreto era di ‘’promuovere la causa dell’unione’’ creando un organismo chiamato ‘’Lega delle Chiese di Cristo’’, modellato sulla Lega delle Nazioni. E’ comunamente riconosciuto che fu l’Enciclica del 1920 a porsi come uno dei maggiori fattori che portarono alla creazione del Consiglio Mondiale delle Chiese nel 1948.
Negli ultimi decenni il Patriarcato Ecumenico, oltre all’unità panortodossa, si è fatto promotore in particolare dei dialoghi teologici con tutte le altre Chiese cristiane. Così oggi il Patriarcato dirige, tra l’altro, i dialoghi teologici in corso con la Chiesa Romano-Cattolica, con le Chiese Anti-calcedonesi, con la Comunione Anglicana, con la Federazione Mondiale Luterana e con tutte quasi le altre Chiese e Confessioni cristiane di matrice evangelica-protestante, nonchè con le grandi religioni monoteistiche dell’Islam e dell’Ebraismo. Inoltre, il Patriarcato Ecumenico svolge un’intera attività nell’ambito del movimento ecologico ed ambientalistico (il Patriarca Bartolomeo viene chiamato ‘’il Patriarca verde’’) e quello della pace, promuovendo continuamente notevoli iniziative inetr-ortodosse ed ecumeniche miranti a sensibilizzare i credenti, i popoli, i governanti ed il mondo intero su queste fondamentali questioni di vita.
La giurisdizione ecclesiastica del Patriarcato Ecumenico, oltre all’Arcidiocesi di Costantinopoli, comprende oggi in Turchia anche quattro altre diocesi (Calcedonia, Derci, Imbro e Tenedo, Isole dei Principi). Nella Grecia, la giurisdizione del Patriarcato Ecumenico si estende oggi sulle Isole del Dodecaneso, su Creta, sul Monte Athos e sulle diocesi della Grecia settentrionale (‘’Nuove Terre’’), che vengono amministrate pro-tempore dal 1928 dalla Chiesa Autocefala di Grecia. Inoltre, in seguito alla recente notevole emigrazione di cristiani ortodossi dai loro paesi nativi, essa si estende su diverse nuove diocesi create nell’Europa Occidentale e Centrale, nelle Americhe, nell’Oceania e nell’Asia (dal Pakistan fino il Giappone).
Recentemente, sotto la giuda dell’attuale Patriarca Ecumenico Sua Santità Bartolomeo I (22 ottobre 1991), il Patriarcato Ecumenico ha raggiunto alti livelli di prestigio, onore e rispetto. Egli, seguendo il ‘’cammino di amore, di pace e di unità’’ dei suoi indimenticabili predeccessori Athenagora I (1948-1972) e Demetrio I (1972-1991), visita tutte le Chiese Cristiane, ortodosse ed eterodosse, come anche tutti gli importanti centri religiosi e politici del mondo, incontrando popoli e autorità religiose e politiche e rivolgendo a tutti messaggi di pace, speranza ed unità. In tal maniera la Grande Chiesa di Costantinopoli continua a trasmettere gli illuminati messaggi di cristo ai popoli, alle nazioni, ai governanti, ai credenti e ai non credenti, per incoraggiarli e animarli confessando davanti a tutti con devozione e fedeltà la grande verità che salva l’uomo: Dio ‘’il comune Padri di tutti’’ è padre di amore, misericordia e perdono; Egli è Dio di Resurrezione.
Le Encicliche storiche del Patriarcato Ecumenico
Il Patriarcato Ecumenico seguendo la legge dell’amore di Cristo e il messaggio degli Apostoli ‘’fa uso di concessioni, dov’è lecito, non ritenendo come presupposto indispensabile la rigidezza e la statica uniformità in cose non sostanziali in quanto è abituato dalla sua vita collegiale all’unità nella varietà. Perciò ha sempre cercato l’incontro e la collaborazione delle altre Chiese cristiane, nella prospettiva del ristabilimento in tutto il mondo cristiano della tradizione apostolica e del rinnovamento dinamico delle perenni consuetudini’’ (+ Melitone, Metropolita di Eliopoli e Thira).
A tal fine, esso ha intrapreso una serie d’iniziative specifiche d’avanguardia riguardo al problema vitale dell’unità dei Cristiani. Nell’esercizio dei suoi obblighi derivati dalla sua peculiare posizione ed esprimendo lo spirito dell’Ortodossia, il Patriarcato Ecumenico ha coltivato nel seno della Chiesa Ortodossa l’ideale ecumenico e si è costituito messaggero della stessa idea anche nel resto del mondo cristiano.
I documenti storici del Patriarcato Ecumenico che a tal riguardo sono i più significativi per l’inizio di questo ideale sono:
* l’Enciclica del 1902;
* l’Enciclica del 1920;
* l’Enciclica del 1952.
Notevole è il rilievo che lo studioso dr. Visser T’Hooft esprime a proposito dell’Enciclica del 1920: ‘’(essa) presenta un triplice significato:
a) La Chiesa di Costantinopoli è stata la prima a decidere ufficialmente di proporre alle altre Chiese la creazione una Lega stabile o di un Consiglio delle Chiese;
b) L’Enciclica è importante perchè si rivolge a tutte le Chiese di Cristo ‘’coeredi e compartecipi della promessa di Dio in Cristo’’ (Ef 3,6);
c) Nella lettera accompagnatoria all’Enciclica stessa la Chiesa di Costantinopoli formula un importante principio quando indica che i contatti proposti alle Chiese dovranno essere posticipati al pieno accordo dogmatico e quando aggiunge che la cooperazione tra le Chiese stesse dovrà preparare la via verso una tale riunione. Questo principio ha costituito uno dei fondamentali presupposti del Movimento Ecumenico’’.





