ROMPERE LA GABBIA
Negli anni settanta era uno degli slogan piu' evocativi dell'Autonomia Operaia e stava ad indicare la voglia di riappropriazione da parte dei settori giovanili , degli spazi , dei quartieri, delle scuole e di uscire dal "ghetto" imposto dal sistema.
Abbiamo voluto riprendere questo slogan per l'editoriale riadattandolo alla nuova situzione che ci troviamo a vivere dove la "gabbia "è diventata paradossalmente l'habitat naturale degli anatgonisti.
Una "gabbia" culturale e politica che impedisce ogni rielaborazione delle premesse dell'impegno politico e che in tanti, in troppi, sono contenti di rinforzare ogni giorno.
Ed è per questo che i richiami "identitari" o presunti tali continuano a parodiare fallite utopie novecentesche con l'unico risultato concreto di paralizzare interi settori sociali e politici.
Imbalsamate e sterilizzate, le opposizioni al dominio del pensiero unico americanoide non svolgono alcun ruolo "alternativo" ma trascinano stancamente una coazione a ripetere alla lunga stancante anche per il piu' volenteroso spettatore.
Per questo abbiamo pensato, in occasione del lancio della nuova serie di "Comunitarismo" di iniziare un esame attento di quale alternativa di pensiero è possibile opporre alle parodie del passato, di come si possa intendere il rapporto tra persona e comunita', di quel nodo gordiano che faccia riflettere sulla possibilita' di coniugare diritti individuali e Comunita' senza ricadere ne' nel libertarismo postborghese ne' in tentazioni autoritarie che hanno caratterizzato il Novecento.
Un terreno "neutro" di incontro che puo' rappresentare un luogo di sintesi tra culture diverse , anche confliggenti tra loro, ma animate dalla volonta' cosciente e matura di dare nuova linfa al pensiero contemporaneo.
In questo numero il "comunitarismo" sara' al centro del dibattito sotto diverse angolazioni ed interpretazioni allo scopo di dare ai lettori gli strumenti adatti ad approfondire la riflessione sul momento presente e sull'opportunita' di dare un solido impianto culturale ad eventuali opposizioni.
Un altro argomento che sara' al centro di questo numero è l'Eurasia , per capire cosa eventualmente c'è di positivo in questo concetto geopolitico e quali invece sono i punti critici di questo stesso concetto.
Non possiamo tacere che questo è un momento drammatico per il mondo e per i suoi destini e che tutto sembra convergere verso un'epoca di fortissime tensioni su scala mondiale.
E' ora di capire chi avra' le coordinate metapolitiche e politiche giuste per Resistere ai progetti di dominio americano,al di la' della classica dicotomia ormai obosleta destra/sinistra e chi,invece, si attardera'a contemplare il passato per ripetere all'infnito gli stessi errori.
La Redazione
settembre 2005




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