dedicato a tutti quelli che per studio o lavoro si sono imbattiti in questo originale pensatore Canadese



2005-09-20
L’impatto dei mezzi di comunicazione sulla Chiesa, secondo Marshall McLuhan

Parla Dariusz Gronowski, autore di una tesi sull’argomento

ROMA, martedì, 20 settembre 2005 (ZENIT.org).- Il sacerdote polacco Dariusz Gronowski ha scritto una tesi dottorale su Marshall McLuhan, il grande teorico della comunicazione moderna, nella quale illustra l’influenza dei media sulla Chiesa cattolica.

Gronowski, docente di Teoria generale della Comunicazione presso la Facoltà di Comunicazione Sociale Istituzionale della Pontificia Università della Santa Croce a Roma, in questa conversazione con ZENIT ha approfondito, in particolare, la fede di McLuhan (1911-1980), un aspetto molto spesso trascurato del professore di Toronto, che ha coniato il termine di “villaggio globale”.

La sua dissertazione è stata pubblicata con il titolo “L’impatto dei Media sulla Chiesa secondo Marshall McLuhan” (Edizioni della Pontificia Università della Santa Croce )

Si conosce McLuhan per la sua affermazione secondo cui "il medium è il messaggio", ma non per la sua fede, che è molto profonda...
Gronowski: Infatti, ma purtroppo proprio questa è la sorte dei grandi personaggi – sono visti in modo schematico, a partire da qualche cliché, ma non per chi sono veramente. La fede, e bisogna dire la fede ben meditata di un convertito, era la molla dell'essere di Marshall McLuhan, modellava e ispirava il suo pensiero e la sua esistenza. McLuhan, che pure in molte questioni aveva posizioni estremamente originali e di solito contro corrente, in materia di fede era sorprendentemente ortodosso, e un vero esempio di condotta morale.

Quale è l'impatto dei media sulla Chiesa, secondo McLuhan? Gronowski: La Chiesa fin dall'Antichità entra con i media (cioè con ogni tecnologia che ha a che vedere con la comunicazione) in una relazione simbiotica. Da quando abbiamo affidato il Vangelo al medium dell'alfabeto e del libro (si! Per McLuhan anche l'alfabeto e il libro sono media) siamo entrati nella relazione di interdipendenza tra noi e i mezzi di comunicazione che usiamo.

Adesso ogni cambiamento nel sistema mediatico ha un impatto sulla Chiesa, come pure su tutta la cultura. Bisogna ricordare, che McLuhan vede i media come il principale fattore del cambiamento culturale. E senza dubbio il più doloroso cambiamento è stato quello del secolo scorso.

Il rapido sviluppo di moti media elettronici ha causato la trasformazione della Chiesa su tutti i livelli: è cambiato sia il modo in cui vive il papa che il modo in cui pensa la Chiesa il bambino.

McLuhan non parla di nessun impatto diretto, spiega invece in che modo i media cambiano le condizioni nelle quali tutto accade, e in che modo modificano il modo in cui lavora il nostro sistema percettivo e la mente. L'impatto dei media sulla Chiesa, visto con gli occhi dello studioso canadese, è soprattutto il cambiamento dello "sfondo" sul quale la Chiesa esiste. Siccome ogni cosa acquista il suo significato sullo sfondo, se cambiamo lo sfondo in cui vive la Chiesa, abbiamo una Chiesa diversa, anche quando a prima vista all'interno tutto sembra intatto.

C'è un difficile incontro tra media e Chiesa: quale è, secondo lei, la principale ragione di ciò?
Gronowski: La Chiesa è troppo concentrata sui media come "strumenti" e non come "agenti". In questo modo la discussione sui media nella Chiesa si concentra da una parte sul come usarli per i nostri fini, per l’evangelizzazione ecc., e dall'altra parte sul piano etico-morale, cioè su come si dovrebbe agire nel mondo dei media. C'è invece poco sforzo verso la comprensione dei media come tali, del modo in cui dipendiamo dalla loro esistenza e funzionamento. McLuhan direbbe che siamo concentrati troppo sul contenuto dei media e non su media come tali.

I media hanno reso la Chiesa più vulnerabile?
Gronowski: Non esattamente, i media elettronici hanno solo svelato la vulnerabilità e le debolezze della Chiesa che già c'erano. L'impatto dei media ha fatto vedere a tutti che l'organizzazione ottocentesca della Chiesa è antiquata, che sotto i bellissimi riti e le sofisticate forme spesso manca la fede viva e vissuta.

Come ho spiegato, non dipende da nessun impatto diretto dei media, come si potrebbe pensare a prima vista, ma dal loro ruolo nella trasformazione della cultura. McLuhan suggerisce che la Chiesa per secoli si è costituita sulla matrice della cultura greco-romana, dandola per scontata, e quando l'arrivo dei media elettronici ha causato lo scioglimento di questa matrice culturale, la Chiesa è rimasta con una certa struttura senza fondamenti. Ogni edificio privato dei fondamenti è prossimo al crollo. Per questo le strutture della Chiesa, a partire dalla parrocchia, sono in crisi. Ma la Chiesa è prima di tutto una realtà soprannaturale che va molto al di là delle strutture.

Come convince lei i suoi superiori sulla necessità di capire il mondo dei media?
Gronowski: Molte persone nel mondo devono affrontare questo problema. Conviene rivolgere lo sguardo a Padri della Chiesa, come Sant'Agostino, per i quali lo studio della comunicazione (che in quel tempo significava soprattutto retorica) aveva pari importanza rispetto allo studio della dottrina.

Ci vuole pazienza. La Santa Sede ha preso sul serio l'insegnamento di McLuhan solo nella "Redemptoris Missio" (n. 37), vale a dire 10 anni dopo la sua morte avvenuta nel 1980. Ci vuole pazienza.

tratto da agenzia Zenit