Venerdì 16 Settembre 2005
GIORNALE DI VICENZA
«L’islam è tutto estremista» «Non neghiamogli il culto»
Botta e risposta ieri sera in Consiglio comunale sulla questione
Il dibattito
Equizi (Lega): «Quelli sono centri di istigazione al terrorismo» Poletto (Ds): «Ben venga la consulta di Pisanu»
La consigliera del Carroccio voleva che in sala Bernarda si votasse immediatamente un “no” per ogni ipotesi sul capannone trasformato in centro per i musulmani ma anche il centrodestra ha votato contro la discussione
(a. t.) «Non c’è differenza tra islam moderato e islam estremista». «Le moschee e i centri culturali islamici sono centri di istigazione al terrorismo e reclutamento di kamikaze». «Se i musulmani vogliono pregare, preghino a casa loro o si acquistino un’area destinata a luogo di culto e si costruiscano la loro moschea». Detto e firmato: Franca Equizi, consigliera comunale leghista.
«Non si può aprire le porte a chi viene a lavorare nel nostro paese e poi negargli la possibilità di pregare». «L’Amministrazione comunale operi per promuovere la costituzione di luoghi di culto di tutte le religioni, nel rispetto delle regole, perché è la tolleranza che ci divide dal fondamentalismo». «È vero che in alcune moschee è stato predicato l’estremismo. Per questo è importante la vigilanza. Ma bene ha fatto il ministro Pisanu a istituire la consulta dell’islam in Italia». Replicato e sottoscritto: Luigi Poletto, capogruppo dei Ds.
È riassunto in questo batti-e-ribatti tra virgolette il confronto che ieri sera in sala Bernarda ha brevemente affrontato la questione della moschea che è in adattamento in zona industriale, in un capannone attualmente usato come magazzino e per il quale il Comune ha avuto finora solo una richiesta di sistemazione degli impianti termoidraulici.
E le diverse valutazioni dell’Equizi e di Poletto sono anche il riassunto delle posizioni emerse negli ultimi giorni in città, dopo che sul “Giornale di Vicenza” è stata pubblicata la notizia dell’ipotizzata moschea in via Vecchia Ferriera.
A sua volta l’assessore forzista all’edilizia Michele Dalla Negra è tornato a precisare lo stato burocratico e le valutazioni politiche in Comune: «Non sono per le guerre di religione, ma per il rispetto delle norme. Abbiamo appreso dalla stampa che lì ci dovrebbe essere prossimamente una moschea. Ma la destinazione d’uso del capannone a luogo di culto non c’è e non ci sarà, fosse per una chiesa, una sinagoga o una moschea. Non so se verrà presentata la richiesta di cambio urbanistico, ma non sarà certo accettata per una destinazione al culto. Sono possibili escamotage per aggirare la normativa? Saremo vigili».
L’Equizi avrebbe voluto che sul “caso moschea” il consiglio sviluppasse un confronto politico ampio, da concludere con un “no” a ogni ipotesi sul capannone trasformato in luogo di preghiera e con un “ordine” impartito all’Amministrazione per far chiudere i locali di via dei Mille dove si ritrovano da anni i musulmani («perché non è in regola»).
Ma lei e i leghisti sono stati lasciati soli: hanno deciso di negarle il dibattito anche gli alleati Forza Italia, Udc e Alleanza nazionale.




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