L'annuncio fatto poche ore fa, sulla rinuncia
da parte della Corea del Nord al nucleare
militare, rappresenta un importante
svolta politica destinata a produrre effetti
che andranno oltre lo scacchiere asiatico.
E' evidente che tale compromesso č stato
reso possibile da un ammorbidimento,
delle posizioni diplomatiche degli USA,
che hanno accettato di ricompensare
il governo Coreano, con generosi
aiuti economici, e un generico riconoscimento
del suo status politico.
Sul piano dell'immagine si tratta di un evidente
passo indietro, da parte americana,
reso possibile dal prevalere di una "linea
realistica" del Dipartimento di Stato,
sulla rigida ortodossia dei
Neo-cons.
In sostanza Washington ha favorito
un approccio pragmatico, mettendo da
parte i dogmi e le relative dottrine
elaborate contro di "rogue states", gli
stati canaglia.
Conoscendo l'ambigua e spregiudicata
politica dei nord-coreani, č presto
per dire che la crisi č stata archiviata.
Non c'e dubbio, pero, che questa intesa
preliminare costituisce una base molto
solida per i negoziati che si terrano
nei prossimi mesi.
La mediazione Cinese č stata utile, del resto
Pyongyang non aveva molte carte da giocare,
visto che quel paese, molto povero
e privo di ricchezze naturali, NON COSTITUISCE
certo una preda da cacciare.
In sostanza la Corea del Nord non č l'Irak.
Del resto gli USA non hanno mai preso
sul serio l'idea di un attacco militare,
visto le enormi difficolta costituite dal terreno
impervio, e dal pericolo che un eventuale conflitto
potesse allargarsi, coinvolgendo anche la Cina.
Se sul piano dell'immagine Washington ha
in parte, perso la faccia, sul piano
sostanziale gli USA hanno riportato una
importante vittoria diplomatica.
Le ragioni sono essenzialmente tre:
1) La Corea era l'unico paese tra i "rouge states"
ad avere la bomba atomica e soprattutto
i missili balistici per lanciarla.
Avere disinnescato tale minaccia consente
agli USA di ridurre notevolmente il pericolo,
che il "club atomico", si allarghi.
Il pentagono sa bene che l'ambizioso
programma di difesa antimissile, NON PUO
ESSERE REALIZZATO, in tempi ragionevoli
ed č comunque abbastanza inadeguato per
difendere tutto il territorio americano.
L'unica efficace difesa contro il nucleare
consiste semplicemente nell'impedire
la sua proliferazione.
2) La partita nel Pacifico, all'inizio del prossimo
decennio si gioca, nel confonto con i Cinesi.
L'obiettivo strategico di Pechino č duplice; da una
parte assicurarsi una adeguata indipendenza
energetica, dall'altro, potenziare le sue
forze militari, cercando soprattutto di fare uscire
le sue forze navali in alto mare.
Per contrastare tutto questo, gli USA, stanno riposizionando
le proprie forze nell'area, e svilupperanno
tutta una serie di nuovi equipaggiamenti
in grado di assicurare il dominio nella dimensione
aero-navale.
Neutralizzare le ambizioni coreane consente
agli yankee di muovere, le loro truppe per
riposizionarle in chiave anti-cinese e soprattutto
di tranquillizzare gli alleati (in primis il Giappone)
che avevano espesso la volonta
di intraprendere iniziative in chiave strategica
contro la minaccia coreana.
3) Il terzo vantaggio č di ordine
politico in relazione alle ambizioni
dell'Iran.
Questo paese si trova ora, in posizione
piu isolata nel contesto mondiale.
La vicenda coreana dimostra come gli
USA siano disposti, almeno sul piano
formale, a risolvere le controversie
sul piano diplomatico; l'Iran si trova
ora ad un bivio. Accettare le condizioni
della comunita internazionali, o rischiare
sanzioni di carattere economico
o addirittura militari.




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