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  1. #1
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    Predefinito Gli italiani non vogliono il lavoro felissbile!!!

    Autore:
    ISPO LIMITED

    Committente/ Acquirente:
    Political Trend On Line.

    Criteri seguiti per la formazione del campione:
    CAMPIONE RAPPRESENTATIVO DELLA POPOLAZIONE ITALIANA IN ETA' DI VOTO PER SESSO,ETA', SCOLARITA', PROFESSIONE, AREA GEOGRAFICA, DIMENSIONE DEL COMUNE DI RESIDENZA

    Metodo di raccolta delle informazioni:
    Interviste telefoniche C.A.T.I. (computer assisted telephone interview); - ELABORAZIONE DATI: SPSS- RISPONDENTI 80%-87% MARGINE DI APPROSSIMAZIONE 4,5%

    Numero delle persone interpellate e universo di riferimento:
    N. CASI :400. - UNIVERSO DI RIFERIMENTO: POPOLAZIONE ITALIANA RESIDENTE IN ETA' DI VOTO

    Data in cui è stato realizzato il sondaggio:
    Tra il 19/09/2005 ed il 19/09/2005





  2. #2
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    Predefinito

    E' un discorso serio, e molto complicato :

    Personalmente sono faavorevole, ma avendo girato tutta europa, posso dirti che in Italia, la forza lavoro ed i dirigenti, non sono preparati mentalmente a questo tipo di ragionamento, ma soprattutto di organizzazione.

    Da parte della forza lavoro, e del sindacato (che ritengo responsabile in primis), ci vorrebbe un pochino di elasticità, e polso, nel richiedere non i soliti diritti ma qualcosa di rispondente alla realtà del lavoro flessibile.
    In effetti ad oggi, per le mie esperienze, il lavoro flessibile non è mai stato introdotto come opportunità, ma solo come ultima spiaggia sindacale, e ricondotto sempre a richieste di assicurare diritti vecchi di 50 anni.

    Da Parte loro i dirigenti, per pigrizia mentale e fisica, non hanno la voglia materiale di pensare a qualcosa di diverso per far meglio, ma solo (anche loro) come come ultima spiaggia nell'intento di evitare la chiusura di uno stabilimento.

    Il Lavoro flessibile DEVE invece essere un modo nuovo, non per difendersi in trincea, ma per attaccare in campo aperto.
    Mi spiego, l'organizzazione del lavoro, va rivista per riuscire a fare le cose in 8 ore, senza l'utilizzo di un turno o periodo di lavoro fisso, magari utilizzando un certo numero di persone a rotazione "mista", sull'intero arco di tempo della settimana 24 ore su 24 domenica compresa.

    Un buon esempio, sono gli istituti di vigilanza privati, che appunto coprono le 24 ore su 24 7 giorni la settimana senza chiusura per ferie in nessun periodo dell'anno, senza (quasi) mai utilizzare turni di lavoro superiori alle 7 - 8 ore !

    Ora di solito nell'industria si parla di lavoro flessibile, per coprire determinati periodi di super lavoro o per fare straordinari !

    Capisci ? Si parla di una cosa Furutibile, pensando ancora al primo dopoguerra !!!

    Spero di esserti stato utile - Saluti

  3. #3
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    In Origine Postato da Conterio
    E' un discorso serio, e molto complicato :

    Personalmente sono faavorevole, ma avendo girato tutta europa, posso dirti che in Italia, la forza lavoro ed i dirigenti, non sono preparati mentalmente a questo tipo di ragionamento, ma soprattutto di organizzazione.

    Da parte della forza lavoro, e del sindacato (che ritengo responsabile in primis), ci vorrebbe un pochino di elasticità, e polso, nel richiedere non i soliti diritti ma qualcosa di rispondente alla realtà del lavoro flessibile.
    In effetti ad oggi, per le mie esperienze, il lavoro flessibile non è mai stato introdotto come opportunità, ma solo come ultima spiaggia sindacale, e ricondotto sempre a richieste di assicurare diritti vecchi di 50 anni.

    Da Parte loro i dirigenti, per pigrizia mentale e fisica, non hanno la voglia materiale di pensare a qualcosa di diverso per far meglio, ma solo (anche loro) come come ultima spiaggia nell'intento di evitare la chiusura di uno stabilimento.

    Il Lavoro flessibile DEVE invece essere un modo nuovo, non per difendersi in trincea, ma per attaccare in campo aperto.
    Mi spiego, l'organizzazione del lavoro, va rivista per riuscire a fare le cose in 8 ore, senza l'utilizzo di un turno o periodo di lavoro fisso, magari utilizzando un certo numero di persone a rotazione "mista", sull'intero arco di tempo della settimana 24 ore su 24 domenica compresa.

    Un buon esempio, sono gli istituti di vigilanza privati, che appunto coprono le 24 ore su 24 7 giorni la settimana senza chiusura per ferie in nessun periodo dell'anno, senza (quasi) mai utilizzare turni di lavoro superiori alle 7 - 8 ore !

    Ora di solito nell'industria si parla di lavoro flessibile, per coprire determinati periodi di super lavoro o per fare straordinari !

    Capisci ? Si parla di una cosa Furutibile, pensando ancora al primo dopoguerra !!!

    Spero di esserti stato utile - Saluti
    Hai fatto un pacato ragionamento.
    Soprattutto quando parli delle aziende che utilizzano questo metodo come ultima spiaggia....un po' meno quando dai la colpa ai sindacati....nsomma...le leggi non le fanno proprio loro, qualcuno di loro pero' e' stato contumace nel far approvare queste leggi, soprattutto i sindacati d'ispirazione piu' centrista.

    Se hai girato l'Europa conosci bene dunque come viene utilizzato altrove, e se sei stato in Francia, sai benissimo che ki sgarra paga caro, e c'e' lo Stato che interviene nei confronti del lavoratore ingiustamente licenziato.

    Il lavoro felissbile, e' un cancro, non deve esistere, dovrebbe esistere solo inteso come, posso fare 2-4-8 ore se voglio, ma se faccio 2 ore nn posso essere considerato un LAVORATORE ai fini delle statistiche ISTAT, perche' il lavoro e' inteso come full time.

    Dunque, bene alla flessibilita' se c'e' un bisogno di flessibilizzare le opportunita' reciproche, ma abolizione del concetto di flessibilita' all'ameri-cana, assolutamente tutta a favore del padrone, senza mutua, ferie, diritti, futuro, possibilita' di crearisi una casa.

    Se un imprenditore non ce la fa tanto se ne va lo stesso in Cina, e se proprio non ce la fa, vuol dire che non e' un imprenditore, ma un dilettante, palazzinato allo sbaraglio, e noi purtroppo ne abbiamo tanti.

    In Italia abbiamo 3-4 gruppi industriali di grande dimensione, in Francia sono 24, gia' questo dovrebbe dire qualcosa, e in ogni caso, non possono sgarrare, altrimenti lo Stato gli taglia le gambe.

  4. #4
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    Attenzione, tu mescoli il Part time con il flessibile, sono due cose, che possono anche andare assieme, ma il più delle volte sono cose distinte e ben separate.
    Una cosa è il part time, contratto per fare 4 o 6 ore (tra l'altro vale la pena di ricordare che la prima proposta di part time in Italia la si deve a Waldimaro Fiorentino, parlamentare Regionale del Trentino eletto in una lista Monarchica nel 1967 o giù di lì), una cosa è un contratto serio per un orario flessibile di 8 ore.

    In pratica, io posso voler lavorare 4 ore, ma sono costretto a farlo in orario rigido, ...mentre in un altro caso, ho un contratto per 8 ore sfessibili ..che però devono essere organizzati, in modo che come tu giustamente dici, ci sia beneficio per tutti !

    Ciao

  5. #5
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    In Origine Postato da Conterio
    Attenzione, tu mescoli il Part time con il flessibile, sono due cose, che possono anche andare assieme, ma il più delle volte sono cose distinte e ben separate.
    Una cosa è il part time, contratto per fare 4 o 6 ore (tra l'altro vale la pena di ricordare che la prima proposta di part time in Italia la si deve a Waldimaro Fiorentino, parlamentare Regionale del Trentino eletto in una lista Monarchica nel 1967 o giù di lì), una cosa è un contratto serio per un orario flessibile di 8 ore.

    In pratica, io posso voler lavorare 4 ore, ma sono costretto a farlo in orario rigido, ...mentre in un altro caso, ho un contratto per 8 ore sfessibili ..che però devono essere organizzati, in modo che come tu giustamente dici, ci sia beneficio per tutti !

    Ciao
    Infatti stiamo trattando del concetto di flessibilita' all'interno del quale rientra la specifica par time, unico metodo accettabilissimo in una societa' mobile, tutto il resto e' mercato a favore del padrone e null'altro, fra qualche anno nessuno avra' piu' soldi per consumare perche' non puo' accedere a mutui eccetera, e l'economia sara' completamente affossata, lo e' gia', ma siamo all'inzio.

  6. #6
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    Condivido l' osservazione di Conterio, che separa nettamente il lavoro "flessibile" dal part-time.
    A parte questo, io penso che il lavoro precario ("flessibile" e' solo una colossale ipocrisia) non serva a niente:

    1. Chi entra in un' azienda e' produttivo solo dopo 3 mesi (operai) o 2 anni (mansioni intellettuali e dirigenziali).

    2. Chi perde la meta' della propria vita a cercare lavoro, non produce per la meta' della sua vita, quindi raddoppia i costi di produzione e dimezza la competivita' del Paese in cui si trova.

    3. Dopo la fine di ogni lavoro precario, uno si trova davanti al nulla: sarebbe ben diverso se ci fosse un ufficio di collocamento che gli trovasse immediatamente dopo un nuovo lavoro, quello sarebbe anche al limite accettabile, ma la voragine della disoccupazione di marca italica (6 mesi di indennita' e poi la fame) e' semplicemente indegna di un Paese civile.

    4. E' assurdo lasciare le decisioni personali su chi assumere completamente in mano dei privati (o dei contratti pubblici di "consulente"). Sappiamo benisimo che la chiave per trovare lavoro in Italia e' la raccomandazione: piu' spesso uno deve cambiare il datore di lavoro, piu' spesso si trova alla ricerca di chi lo raccomandi. Con un contratto a tempo indeterminato, uno la raccomandazione se la cerca una sola volta e passa la sua vita lavorativa a PRODURRE, non A CERCARE LAVORO E RACCOMANDAZIONI.

    5. Il prcario intelligente non mette al mondo figli. Senza figli, chi paga i contributi all' INPS? Gli extracomunitari?

  7. #7
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    In Origine Postato da Mitteleuropeo
    Condivido l' osservazione di Conterio, che separa nettamente il lavoro "flessibile" dal part-time.
    A parte questo, io penso che il lavoro precario ("flessibile" e' solo una colossale ipocrisia) non serva a niente:

    1. Chi entra in un' azienda e' produttivo solo dopo 3 mesi (operai) o 2 anni (mansioni intellettuali e dirigenziali).

    2. Chi perde la meta' della propria vita a cercare lavoro, non produce per la meta' della sua vita, quindi raddoppia i costi di produzione e dimezza la competivita' del Paese in cui si trova.

    3. Dopo la fine di ogni lavoro precario, uno si trova davanti al nulla: sarebbe ben diverso se ci fosse un ufficio di collocamento che gli trovasse immediatamente dopo un nuovo lavoro, quello sarebbe anche al limite accettabile, ma la voragine della disoccupazione di marca italica (6 mesi di indennita' e poi la fame) e' semplicemente indegna di un Paese civile.

    4. E' assurdo lasciare le decisioni personali su chi assumere completamente in mano dei privati (o dei contratti pubblici di "consulente"). Sappiamo benisimo che la chiave per trovare lavoro in Italia e' la raccomandazione: piu' spesso uno deve cambiare il datore di lavoro, piu' spesso si trova alla ricerca di chi lo raccomandi. Con un contratto a tempo indeterminato, uno la raccomandazione se la cerca una sola volta e passa la sua vita lavorativa a PRODURRE, non A CERCARE LAVORO E RACCOMANDAZIONI.

    5. Il prcario intelligente non mette al mondo figli. Senza figli, chi paga i contributi all' INPS? Gli extracomunitari?
    E' un gioco di parole, il par time fa parte della flesibilita',che si distingua o no, su tutto cio' che penso ho gia' scritto in precendenza.

  8. #8
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    [
    i]In Origine Postato da asti_sinistra [/i]
    E' un gioco di parole, il par time fa parte della flesibilita',
    * Io la vedo altrimenti: il part-time e' una libera scelta del lavoratore: sa fin dall' inizio che lavorera' meno ore e, in conseguenza, guadagnera' di meno. Se gli basta, tutti contenti, soprattutto le madri con figli piccoli.
    Il lavoro "flessibile" e' la perenne incertezza se al termine del contratto si trovera' di che vivere. E' imposto, non scelto.

  9. #9
    Ashmael
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    Il lavoro "flessibile" in un mercato del lavoro bloccato come in Italia equivale a lavoro precario.
    In ogni caso, per crescere una famiglia, è indispensabile avere un'occupazione stabile, comunque non precaria. Ci avranno pensato i "Difensori della Famiglia"?

  10. #10
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    In Origine Postato da Ashmael
    Il lavoro "flessibile" in un mercato del lavoro bloccato come in Italia equivale a lavoro precario.
    In ogni caso, per crescere una famiglia, è indispensabile avere un'occupazione stabile, comunque non precaria. Ci avranno pensato i "Difensori della Famiglia"?
    L'unica alternativa al lavoro flessibile quando la crescita è sotto al 2% è la disoccupazione. Stare a casa. A non fare niente.
    Mia sorella grazie al contratto a progetto ha trovato lavoro in un'azienda farmaceutica. Grazie a questa esperienza ha saputo che un'altra azienda più grande cercava e grazie ai mesi di esperienza ha vuto un contratto a termine, a 2 anni, con i contributi pagati e le ferie di un mese e più. Ora si troverà con 2 anni e mezzo di lavoro alle spalle sul curriculum e migliaia di euro guadagnati. Senza quel contratto a progetto la prima piccola azienda farmaceutica non l'avrebbe mai assunta e non si srebbe verificato il circolo virtuoso che l'ha portata alla seconda azienda, e si spera, alla conferma prossima a tempo indeterminato.
    Against all odds

 

 
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