Puntuale da secoli anche quest'anno si ripeterà nel Duomo di Napoli, al cospetto del cardinal Giordano il cd. "miracolo" di San Gennaro.
Il "miracolo" di San Gennaro è una tipica invnzione del periodo più florido del traffico di reliquie che permise la costruzione dei monumenti vaticani tra cui l'attuale basilica di San Pietro.
http://www.cicap.org/articoli/at100062.htm
Infatti la tradizione vuole che sia stato ucciso, martire cristiano, nel 305. E' solo mille anni dopo, nel 1389, che si ha la prima notizia di una reliquia che rappresenta il sangue del santo e che passa in modo considerato miracoloso da solida a liquida; mentre vi sono cronache di poco precedenti (1382), con molti dettagli sul culto del martire, nelle quali pero' non compaiono ancora ne' la reliquia ne' il miracolo. Quella di San Gennaro fa dunque parte dello sterminato numero di reliquie comparse nel medioevo.
Nel 1300 reliquie definite in maniera che ora e' strabiliante erano incredibilmente diffuse. C'erano fedi nuziali della Madonna, fasce del bambin Gesu', piume dell'arcangelo Gabriele. Va detto che anche in secoli piu' recenti si poteva, a Santa Croce in Gerusalemme, a Roma, osservare il cartello della Croce, con le scritte in Aramaico, Greco e Latino. Insieme, meta di pellegrinaggio per le persone piu' scettiche da ogni parte del mondo, l'osso proprio del dito che servi' a San Tommaso per controllare la realta' di Gesu' risorto.
La nostra proposta (Luigi Garlaschelli, Franco Ramaccini, Sergio Della Sala. "Working bloody miracles", Nature, vol. 353, n. 6344, (10 ott. 1991) p. 507 ) si basa sulla tissotropia (o tixotropia; dal greco thikis "l'atto di toccare" e -tropia, qui "trasformazione"), una proprieta' fisica non diffusamente conosciuta, ma nota fin dall'antichita'. I materiali tissotropici diventano piu' fluidi se sottoposti a una sollecitazione meccanica, come piccole scosse o vibrazioni, tornando allo stato precedente se lasciati indisturbati. Un esempio consueto di questa proprieta' e' la salsa ketchup, che se ne sta rappresa senza scendere dalla bottiglia fino a quando delle scosse non la fanno diventare d'un tratto molto piu' liquida, e ne viene fuori troppa. La tissotropia e' impiegata in moltissimi prodotti, come gli inchiostri e le vernici, dove il colore diventa abbastanza fluido quando e' sottoposto a sollecitazione mentre abbandona lo strumento di applicazione e viene steso sul supporto, ma deve scorrere il meno possibile una volta lasciato a riposo.
Un vantaggio della spiegazione tissotropica e' quello di essere cosi' adatta all'ipotesi della frode inconscia. E' un dato di fatto che anche solo per accertarsi se la liquefazione e' avvenuta bisogna muovere il recipiente: solo allora si puo' distinguere il comportamento di un solido, che mantiene la sua posizione rispetto al contenitore muovendosi insieme ad esso, ed un liquido, che invece rimane in basso, con la superficie sempre orizzontale. In questa fase critica quindi, necessariamente e indipendentemente dall'intenzione di chi maneggia la reliquia, possono essere presenti le sollecitazioni necessarie per la liquefazione di una sostanza tissotropica.
Se anche il celebrante puo' credere il rito miracoloso e non deve fare nulla, coscientemente, per la sua riuscita, non c'e'piu' bisogno di presumere la disonesta' di ogni singolo officiante.
I movimenti rituali che ci sono stati tramandati dalla tradizione cominciavano in fin dei conti ad assomigliare di piu' a quelli giusti per liquefare e mantenere liquida una sostanza tissotropica. Sembrava sempre piu' un trucco molto ben studiato per funzionare automaticamente, da solo.
Alcuni preferiscono tenere aperta anche la possibilita' che del sangue, forse originale, forse aggiunto piu' tardi, faccia parte del contenuto dell'ampolla, magari in proporzione minima.
I risultati di quella spettroscopia (a cui la curia dice di aver sottoposto la sostanza "miracolosa") non sono stati sottoposti al giudizio di referee di una rivista scientifica
Tre dei quattro ingredienti della nostra ricetta sono di uso quotidiano: il carbonato di calcio, presente ovunque, per esempio nei gusci d'uovo, che ne sono una fonte pura al 93.7%; il sale comune; l'acqua. Il quarto e' il cloruro ferrico. In un primo momento pensavamo che il cloruro ferrico non fosse presente in natura, e stavamo cercando un modo facile per produrlo da sostanze note nel medioevo. Ma poi abbiamo trovato nelle enciclopedie chimiche che c'era un singolo sale ferrico presente in natura, ed era proprio il cloruro ferrico: si trovava, sotto forma del minerale molisite, "sul Vesuvio o su altri vulcani attivi".
La nostra sostanza e' del colore giusto, non c'e' bisogno di aggiungere alcun pigmento. La rende questo forse una candidata migliore, visto che il suo stesso aspetto puo' averne suggerito l'uso disonesto? Infine l'ipotesi tissotropica non esclude l'influenza delle variazioni di temperatura sulle irregolarita' di comportamento della reliquia.
L'aver replicato i comportamenti piu' documentati della reliquia serve a dimostrare che e' possibile farlo, e che era possibile anche all'epoca della sua comparsa.




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