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    Predefinito Berlusconi punta ad elezioni anticipate?

    Il retroscena. Berlusconi valuta la possibilità di imitare
    il premier giapponese Koizumi e il tedesco Schroeder
    "Pronto anch'io al voto subito
    per liberarmi di Follini e Udc"
    In caso di crisi di governo ed elezioni anticipate
    il premier pensa a Letta o Pera per un esecutivo elettorale
    di CLAUDIO TITO


    Silvio Berlusconi
    ROMA - "Sapete quale sarebbe la vera discontinuità? La rottura con Follini, una campagna elettorale tutta contro i centristi". Per Silvio Berlusconi questo è ormai il tempo di disegnare il piano per affrontare le prossime elezioni politiche. Architettare tutte le mosse nel tentativo di agguantare Romano Prodi. Un progetto che prevede tappe "interne" e "internazionali". Due colloqui alla Casa Bianca con Bush con tanto di intervento ufficiale al Congresso e soprattutto un'udienza con il Papa, con Benedetto XVI. Un incontro cui la diplomazia di Palazzo Chigi sta lavorando da qualche settimana e che potrebbe tenersi entro Natale. Poi una strategia del dialogo con il mondo degli imprenditori.

    Ma soprattutto il Cavaliere vuole regolare i conti con gli alleati. O meglio con l'Udc. Correndo anche il rischio di un'altra crisi di governo e le elezioni anticipate a febbraio. Sia ieri, sia lunedì pomeriggio con i fedelissimi di Forza Italia ad Arcore, è stato nettissimo: "o dentro o fuori, ma subito". "Anzi - è stata la sua riflessione - a questo punto sarebbe quasi meglio che stiano fuori". Una minaccia, certo. Per ora solo una minaccia, tant'è che ancora ieri ha incaricato il ministro dell'interno, Beppe Pisanu, di tentare - confidando nella sua "democristianità" - un'ultima mediazione con il partito di Follini e Casini. Ma l'opzione della "rottura" per il premier non è più residuale.

    "La vera discontinuità di Schroeder - ha sibilato contro il presidente della Camera - è stata quella di fare la campagna elettorale contro Lafontaine. La vittoria di Koizumi si poggia sulla coerenza, ha insistito sulla privatizzazione delle Poste anche contro il parere dei suoi alleati. Ha vinto da solo e io devo fare lo stesso". Esempi da traslare in Italia: "Le riforme non le abbiamo fatte per colpa di Follini". La fronda al segretario Udc, per Berlusconi, risolverebbe molti problemi: vorrebbe separare "Pier da Marco", e tirare a se ministri come Buttiglione e Giovanardi. Nel frattempo usa la revisione del Mattarellum come un'arma per stringerli in un angolo lasciando a loro il compito di spegnere il cerino. E infatti per l'inquilino di Palazzo Chigi, lo strappo finale può verificarsi su tre fronti: il primo è la riforma elettorale. Poi la devolution e la finanziaria.

    "Ma a questo punto - è il ragionamento del Cavaliere - preferisco arrivare prima al chiarimento. Anche a costo di fare le elezioni anticipate a febbraio e correndo il rischio di un governo elettorale". Per il quale avrebbe già due nomi pronti: il presidente del Senato, Marcello Pera, e il sottosegretario alla presidenza del consiglio, Gianni Letta. Al posto dell'Udc, nella Cdl entrerebbero la Mussolini, la Nuova Dc di Rotondi e i radicali dissidenti di Della Vedova. "Io devo recuperare il 9-10% di astensionisti di Forza Italia che non sono andati a votare per colpa di Follini. Se ci riesco - è la sua certezza - raggiungo Prodi".

    La sfida con gli ex Dc, intanto, potrebbe durare ancora per un altro mese. Il vertice di Via Due Macelli vuole archiviare al più presto la riforma elettorale: tenere aperto il capitolo equivarrebbe ad avere le mani legate su tutto il resto e nello stesso tempo subire le accuse di "golpe" scaraventate dal centrosinistra. Il nuovo fronte che vorrebbero aprire Casini e Follini è il partito dei moderati, una sorta di Ppe che escluda An e Lega.

    Ormai, però, Berlusconi sta già tracciando il suo personale itinerario elettorale. La prima stazione è il Vaticano. Da alcuni giorni Palazzo Chigi ha chiesto un colloquio con Benedetto XVI. Il "Gran Cerimoniere" dell'incontro è Marcello Pera, da tempo in sintonia con Ratzinger. Il premier, in realtà, vorrebbe che l'udienza si svolgesse tra dicembre e gennaio. A ridosso del voto. Dalla Santa Sede hanno già fatto sapere che il faccia a faccia è gradito, ma non deve interferire nella campagna elettorale.

    L'obiettivo del presidente del consiglio è presentarsi come il "vero rappresentante" del mondo cattolico in politica. I Pacs saranno il primo passo per assecondare gli umori delle gerarchie ecclesiastiche che attendono "fatti" su questo versante. I contatti avuti di recente con Monsignor Re, con il segretario di Stato Sodano e con il presidente della Cei Ruini - anche in relazione al caso Fazio - sono andati intensificandosi. Basti pensare che in un primo momento era stato calendarizzato persino un viaggio a Cracovia per partecipare alla cerimonia di insediamento dell'Arcivescovo Dziwisz, il segretario particolare di Papa Woytila.

    Anche il cordone sanitario allestito intorno al Governatore della Banca d'Italia è stato voluto tenendo presente le pressioni cardinalizie (in primo luogo Re e Sodano) e l'importanza, in periodo di elezioni, della potente Opus Dei. Un'operazione di avvicinamento cui hanno lavorato lo stesso presidente del Senato e il fedelissimo di sempre, Marcello Dell'Utri.

    Nello schema berlusconiano, poi, c'è anche la politica estera. A ottobre andrà a salutare Koizumi in Giappone e Bush a Washington. Il Cavaliere interverrà persino al Congresso Usa e ha fatto sapere al presidente americano che preferirebbe accettare l'invito per i primi mesi del prossimo anno. Sfruttando così telecamere e taccuini sempre a ridosso del voto.

    Oltre al capitolo Udc, l'agenda "interna" prevede almeno altri due punti: gli imprenditori e la par condicio. A fine agosto - raccontano i ben informati - avrebbe chiamato "amici" come Doris, Ligresti e Tronchetti Provera invitandoli a schierarsi. A cominciare dai consigli di amministrazione di grandi gruppi editoriali di cui fanno parte.

    (21 settembre 2005)


    Se dovesse succedere ci sarà veramnete da divertirsi a vedere gli ex "alleati" che si scannano tra di loro...



  2. #2
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    Predefinito Re: Berlusconi punta ad elezioni anticipate?

    In Origine Postato da beppe2
    Il retroscena. Berlusconi valuta la possibilità di imitare
    il premier giapponese Koizumi e il tedesco Schroeder
    "Pronto anch'io al voto subito
    per liberarmi di Follini e Udc"
    In caso di crisi di governo ed elezioni anticipate
    il premier pensa a Letta o Pera per un esecutivo elettorale
    di CLAUDIO TITO


    Silvio Berlusconi
    ROMA - "Sapete quale sarebbe la vera discontinuità? La rottura con Follini, una campagna elettorale tutta contro i centristi". Per Silvio Berlusconi questo è ormai il tempo di disegnare il piano per affrontare le prossime elezioni politiche.
    ....
    (21 settembre 2005)


    Se dovesse succedere ci sarà veramnete da divertirsi a vedere gli ex "alleati" che si scannano tra di loro...


    Sinceramente sembra una mossa suicida. Interpreta il malcontento dei suoi elettori come insoddisfazione per non aver attuato chissà quali riforme che sarebbero state fermate da Follini.
    Il solito vizio di onnipotenza...

    Continua a dimostrare di non capire il mondo che lo circonda.

    Il paese è allo sfacelo e lui si accontenta di leggere dati numerici che dicono che siamo tutti ricchi perchè abbiamo tot telefonini.

    Non si accorge che la situazione è sempre più difficile per il paese e per i suoi abitanti e cosa propone? Deregulation e legge elettorale! è solo da dementi!!!

    A questo punto credo che la maggiornaza degli Italiani non possa avere dispiacere se il leader della Cdl subisca la più pesante punizione!

    Saluti

  3. #3
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    Predefinito Re: Re: Berlusconi punta ad elezioni anticipate?

    In Origine Postato da il Pasquino
    Sinceramente sembra una mossa suicida. Interpreta il malcontento dei suoi elettori come insoddisfazione per non aver attuato chissà quali riforme che sarebbero state fermate da Follini.
    Il solito vizio di onnipotenza...

    Continua a dimostrare di non capire il mondo che lo circonda.
    ........
    Da una parte sono d'accordo, sembra una mossa suicida, ma dall'altra mi sembra una strategia abbastanza articolata:
    1 - la sua scelta prioritaria è il golpe elettorale;
    2 - se non riesce con quello ha questa strategia di riserva, in cui estremizzerà ancora di più la CdL, agganciandosi alla destra antisistema e alle frange più retrive del cattolicesimo. In questo modo conta di compattare il suo elettorato. Naturalemte questo può comprendere anche di peggio (ricordiamoci sempre che ha il ministero dell'interno).
    E' sicuramente una mossa disperata, ma c'è tutto il personaggio e vi vedo conferma di qunto ho sempre pensato: il nano non fa mai un passo indietro, ma rilancia sempre, fa sempre un passo avanti, sempre più estremo. Questo spesso spiazza gli avversari, ma forse stavolta li compatta. Sicuramente lo sta facendo col golpe elettorale.
    Per quanto riguarda la sua percezione della realtà penso, anche se può sembrare strano, che lui non se ne preoccupi. Voglio dire che, essendo un venditore, lui si preoccupa solo di se stesso e scruta l'acquirente solo per vedere come sta andando lui stesso nel convincerlo. Non gli importa un fico delle condizioni dell'acquirente, quindi neanche se stia bene o male, tanto dopo che gli ha venduto il prodotto l'acquirente può anche andare all'inferno. Ha fatto così nel 2001 e ci proverà ancora. Temo che qualche successo, anche se non determinante, in questo modo possa ottenerlo. Ricordiamo sempre qual'è il suo target, solo questo gl'importa: adulti con mentalità da undicenni neanche troppo svegli.

  4. #4
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    per me se fa una campagna tutta sui valori tradizionali , contro negri arabi e robe varie si puo salvare...
    è la soluzione estrema.
    folle ma è una soluzione.

  5. #5
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    Predefinito

    Mi sembra poco realistico.

    Dimissioni di Berlusconi
    Consultazioni ( siamo pur sempre una Repubblica Parlamentare )
    Scioglimento delle Camere
    Indizione delle elezioni ( con 40 giorni di campagna elettorale )

    Si andrebbe a fine novembre , inizio dicembre il che non e' realistico.

    Davvero poi Berlusconi creda che l'elettorato si entusiasmi per uno che "copia".
    Il problema non è Berlusconi , il problema sono gli italiani!

    DISSIDENTE POLITICO IN REGIME DA OPERETTA!
    OH CINCILLA' ... OH CINCILLA'!

  6. #6
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    Predefinito

    In Origine Postato da furbo
    Mi sembra poco realistico.

    Dimissioni di Berlusconi
    Consultazioni ( siamo pur sempre una Repubblica Parlamentare )
    Scioglimento delle Camere
    Indizione delle elezioni ( con 40 giorni di campagna elettorale )

    Si andrebbe a fine novembre , inizio dicembre il che non e' realistico.

    Davvero poi Berlusconi creda che l'elettorato si entusiasmi per uno che "copia".
    Certo sarebbe solo una scelta estrema e disperata, se non passasse il golpe elettorale. Credo che a quel punto il tipo lo farebbe perché è incapace di cedere.

  7. #7
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    Predefinito Re: Berlusconi punta ad elezioni anticipate?

    In Origine Postato da beppe2
    Il retroscena. Berlusconi valuta la possibilità di imitare
    il premier giapponese Koizumi e il tedesco Schroeder
    "Pronto anch'io al voto subito
    per liberarmi di Follini e Udc"
    In caso di crisi di governo ed elezioni anticipate
    il premier pensa a Letta o Pera per un esecutivo elettorale
    di CLAUDIO TITO


    Silvio Berlusconi
    ROMA - "Sapete quale sarebbe la vera discontinuità? La rottura con Follini, una campagna elettorale tutta contro i centristi". Per Silvio Berlusconi questo è ormai il tempo di disegnare il piano per affrontare le prossime elezioni politiche. Architettare tutte le mosse nel tentativo di agguantare Romano Prodi. Un progetto che prevede tappe "interne" e "internazionali". Due colloqui alla Casa Bianca con Bush con tanto di intervento ufficiale al Congresso e soprattutto un'udienza con il Papa, con Benedetto XVI. Un incontro cui la diplomazia di Palazzo Chigi sta lavorando da qualche settimana e che potrebbe tenersi entro Natale. Poi una strategia del dialogo con il mondo degli imprenditori.

    Ma soprattutto il Cavaliere vuole regolare i conti con gli alleati. O meglio con l'Udc. Correndo anche il rischio di un'altra crisi di governo e le elezioni anticipate a febbraio. Sia ieri, sia lunedì pomeriggio con i fedelissimi di Forza Italia ad Arcore, è stato nettissimo: "o dentro o fuori, ma subito". "Anzi - è stata la sua riflessione - a questo punto sarebbe quasi meglio che stiano fuori". Una minaccia, certo. Per ora solo una minaccia, tant'è che ancora ieri ha incaricato il ministro dell'interno, Beppe Pisanu, di tentare - confidando nella sua "democristianità" - un'ultima mediazione con il partito di Follini e Casini. Ma l'opzione della "rottura" per il premier non è più residuale.

    "La vera discontinuità di Schroeder - ha sibilato contro il presidente della Camera - è stata quella di fare la campagna elettorale contro Lafontaine. La vittoria di Koizumi si poggia sulla coerenza, ha insistito sulla privatizzazione delle Poste anche contro il parere dei suoi alleati. Ha vinto da solo e io devo fare lo stesso". Esempi da traslare in Italia: "Le riforme non le abbiamo fatte per colpa di Follini". La fronda al segretario Udc, per Berlusconi, risolverebbe molti problemi: vorrebbe separare "Pier da Marco", e tirare a se ministri come Buttiglione e Giovanardi. Nel frattempo usa la revisione del Mattarellum come un'arma per stringerli in un angolo lasciando a loro il compito di spegnere il cerino. E infatti per l'inquilino di Palazzo Chigi, lo strappo finale può verificarsi su tre fronti: il primo è la riforma elettorale. Poi la devolution e la finanziaria.

    "Ma a questo punto - è il ragionamento del Cavaliere - preferisco arrivare prima al chiarimento. Anche a costo di fare le elezioni anticipate a febbraio e correndo il rischio di un governo elettorale". Per il quale avrebbe già due nomi pronti: il presidente del Senato, Marcello Pera, e il sottosegretario alla presidenza del consiglio, Gianni Letta. Al posto dell'Udc, nella Cdl entrerebbero la Mussolini, la Nuova Dc di Rotondi e i radicali dissidenti di Della Vedova. "Io devo recuperare il 9-10% di astensionisti di Forza Italia che non sono andati a votare per colpa di Follini. Se ci riesco - è la sua certezza - raggiungo Prodi".

    La sfida con gli ex Dc, intanto, potrebbe durare ancora per un altro mese. Il vertice di Via Due Macelli vuole archiviare al più presto la riforma elettorale: tenere aperto il capitolo equivarrebbe ad avere le mani legate su tutto il resto e nello stesso tempo subire le accuse di "golpe" scaraventate dal centrosinistra. Il nuovo fronte che vorrebbero aprire Casini e Follini è il partito dei moderati, una sorta di Ppe che escluda An e Lega.

    Ormai, però, Berlusconi sta già tracciando il suo personale itinerario elettorale. La prima stazione è il Vaticano. Da alcuni giorni Palazzo Chigi ha chiesto un colloquio con Benedetto XVI. Il "Gran Cerimoniere" dell'incontro è Marcello Pera, da tempo in sintonia con Ratzinger. Il premier, in realtà, vorrebbe che l'udienza si svolgesse tra dicembre e gennaio. A ridosso del voto. Dalla Santa Sede hanno già fatto sapere che il faccia a faccia è gradito, ma non deve interferire nella campagna elettorale.

    L'obiettivo del presidente del consiglio è presentarsi come il "vero rappresentante" del mondo cattolico in politica. I Pacs saranno il primo passo per assecondare gli umori delle gerarchie ecclesiastiche che attendono "fatti" su questo versante. I contatti avuti di recente con Monsignor Re, con il segretario di Stato Sodano e con il presidente della Cei Ruini - anche in relazione al caso Fazio - sono andati intensificandosi. Basti pensare che in un primo momento era stato calendarizzato persino un viaggio a Cracovia per partecipare alla cerimonia di insediamento dell'Arcivescovo Dziwisz, il segretario particolare di Papa Woytila.

    Anche il cordone sanitario allestito intorno al Governatore della Banca d'Italia è stato voluto tenendo presente le pressioni cardinalizie (in primo luogo Re e Sodano) e l'importanza, in periodo di elezioni, della potente Opus Dei. Un'operazione di avvicinamento cui hanno lavorato lo stesso presidente del Senato e il fedelissimo di sempre, Marcello Dell'Utri.

    Nello schema berlusconiano, poi, c'è anche la politica estera. A ottobre andrà a salutare Koizumi in Giappone e Bush a Washington. Il Cavaliere interverrà persino al Congresso Usa e ha fatto sapere al presidente americano che preferirebbe accettare l'invito per i primi mesi del prossimo anno. Sfruttando così telecamere e taccuini sempre a ridosso del voto.

    Oltre al capitolo Udc, l'agenda "interna" prevede almeno altri due punti: gli imprenditori e la par condicio. A fine agosto - raccontano i ben informati - avrebbe chiamato "amici" come Doris, Ligresti e Tronchetti Provera invitandoli a schierarsi. A cominciare dai consigli di amministrazione di grandi gruppi editoriali di cui fanno parte.

    (21 settembre 2005)


    Se dovesse succedere ci sarà veramnete da divertirsi a vedere gli ex "alleati" che si scannano tra di loro...


    Sarà divertente vedere la stragrande maggioranza degli elettori moderati sputare veleno ed insulti contro il megalomane di arcore che ha tradito tutte le aspettative e che in quattro anni ha fatto solo gli interessi suoi e dei propi amici corrotti, lo voglio propio vedere quando saranno i suoi ex alleati a metterlo in croce cosà dirà , cosa fara..

 

 

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