ALLEANZA NAZIONALE....POVERELLI: ORAMAI PURE IN AMERICA LI PRENDONO PER IL CULO
Sdegnata e furiosa replica di Adolfo Urso, portavoce di An: "E' pazzesco, se non cancellano il collegamento li quereliamo"
FIRENZE, 22 AGOSTO - "Pazzesco, assolutamente pazzesco. Avverto subito il responsabile del nostro sito Internet e l'ufficio legale del partito. Se questi qua non ci cancellano immediatamente dai loro link li quereliamo. Anche se sono sulla Rete e dall'altra parte dell'oceano. Grazie di averci avvertito, non ne sapevamo nulla".
Sorpresa, sconcerto, imbarazzo. E una robusta dose di sanguigna arrabbiatura, che solo il mestiere del politico aiuta a mascherare. Scotta il telefonino di Adolfo Urso. Il portavoce di Alleanza nazionale è stato appena informato che sul sito del Partito nazista americano - "questi qua" - uno dei link alla voce 'italian racist', razzisti italiani, conduce direttamente e niente meno che all'indirizzo elettronico ufficiale di An. Con tanto di volto sorridente del leader Fini e simpatico logo della coccinella in home page.
Un arbitrio non autorizzato da parte dei fanatici americani che si rifanno a Hitler e al Ku-Klux-Klan, "e con i quali - scandisce l'onorevole Urso - ovviamente non abbiamo nulla da spartire". In effetti, sulla Rete il nazi party a stelle e strisce ha fatto un pessimo servizio ad An, unica realtà politica italiana ad esser citata nel corposo elenco di associazioni, personaggi e organizzazioni di mezzo mondo che si richiamano o sostengono il razzismo. Sul sito Usa in verità è citato anche il link di una casa discografica indipendente vicentina specializzata in musica nazi-punk, ma per Urso tale compagnia è soltanto cagione di incavolatura supplementare.
"Non ci accontentiamo di una smentita - ruggisce il parlamentare - pretendiamo l'immediata cancellazione del nostro sito dal loro. Con le dovute scuse. Altrimenti quereliamo".
Non sfugge all'onorevole la complessità di manovre come la querela, ovvie e consuete nel mondo non cablato, quando vengono esportate nell'universo anarchico dell'on-line, che non conosce (o quasi) né fili né codici. Dove molto o tutto è permesso. "Comunque reagiremo" garantisce Urso. E insiste: "Ma come si permettono, ma chi li conosce... Negli Stati Uniti abbiamo naturali rapporti con il partito repubblicano. Il numero due di Bush, Bill Young, era alla nostra conferenza programmatica di Verona, io alla loro convention di Filadelfia. Sono appena tornato da Londra, mentre il nostro Gustavo Selva è reduce dalla convention democratica di Los Angeles". Insomma, un riconoscimento internazionale a tutto tondo.
Rimane l'increscioso 'linkaggio', la congiunzione internettiana tra chi ostenta croci uncinate e simboli del Potere Bianco, e il sito si potrebbe dire 'per famiglie' del partito di Fini. "Razzisti noi? Nel parlamento europeo - ricorda sdegnato Urso - abbiamo rifiutato di sedere nello stesso gruppo con Haider. Non a caso siamo andati con i gollisti francesi".
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