RU-486 a Torino: anche in Italia la piaga dell'aborto farmacologico!
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"Per facilitare la diffusione dell'aborto, si sono investite e si continuano ad investire somme ingenti destinate alla messa a punto di preparati farmaceutici, che rendono possibile l'uccisione del feto nel grembo materno, senza la necessità di ricorrere all'aiuto del medico.
La stessa ricerca scientifica, su questo punto, sembra quasi esclusivamente preoccupata di ottenere prodotti sempre più semplici ed efficaci contro la vita e, nello stesso tempo, tali da sottrarre l'aborto ad ogni forma di controllo e responsabilità sociale."
(Giovanni Paolo II, Evangelium Vitae, n. 13)
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Cari amici,
le parole di Giovanni Paolo II si sono tristemente realizzate anche in Italia: come avrete appreso dai media è iniziata in questi giorni a Torino la sperimentazione della pillola abortiva RU-486, il pesticida umano, come la definì il genetista francese Jérôme Lejeune.
Così scriveva l'Arcivescovo di Torino, il Cardinal Severino Poletto, tre anni fa quando la sperimentazione sembrava prossima all'inizio ed il comitato etico regionale aveva già dato il suo placet: "La notizia è stata presentata come una conquista. Per la comunità cristiana, invece, è un fatto luttuoso. Ancora una volta la scienza viene messa al servizio della morte. Le cose dobbiamo chiamarle con il loro nome: l'aborto è l'uccisione di un essere umano, per di più perpetrato nel momento in cui esso non ha voce per difendere il suo diritto alla vita." (Osservatore Romano, 30 ottobre 2002). Ed anche in questi giorni di lutto per i cristiani e per la città di Torino ha fatto sentire la sua voce in difesa della vita!
Scriveva ancora il Cardinale: "Invito i credenti ad unirsi alla mia preghiera affinché il Signore illumini le menti di coloro che hanno responsabilità di creare le condizioni favorevoli all'accoglienza e promozione di ogni vita umana."
Accogliamo dunque il suo appello nelle nostre preghiere quotidiane e nel Santo Rosario.
Se infatti è vero che la sperimentazione è stata interrotta ieri pomeriggio dal ministro Storace, tuttavia temo che presto, molto presto riprenderà con tutta la sua bruta violenza. Violenza che uccide un bambino e distrugge una donna.




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