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    Predefinito Sant'Enrico II. Imperatore.

    Sant'Enrico II. Imperatore.





    L'imperatore Enrico II è un esempio di rettitudine nella difficile arte del governare: per questo oltre che santo è patrono delle teste coronate. Nato nel 973 presso Bamberga, in Baviera, crebbe in un ambiente cristiano. Il fratello Bruno divenne vescovo di Augsburg (Augusta), una sorelle si fece monaca e l'altra andò in sposa a un santo, il re d'Ungheria Stefano. Lui venne affidato per l'educazione ai canonici di Hildesheim e, in seguito, al vescovo di Regensburg (Ratisbona), san Wolfgang. Si preparò così a un giusto esercizio del potere, cosa che avvenne dapprima quando divenne Duca di Baviera, e poi nel 1014 quando - già re di Germania e d'Italia - Papa Benedetto VIII, lo incoronò a guida del Sacro Romano Impero. Tra i consiglieri ebbe Odilone, abate di Cluny, centro di riforma della Chiesa. Enrico morì nel 1024. Fu lui a sollecitare l'introduzione del Credo nella Messa domenicale. (Avvenire)





    L'ambiente in cui maturò la santità di questo sovrano tedesco a prima vista potrebbe sembrare il meno adatto all'esercizio della perfezione cristiana. Crebbe invece in compagnia di sante persone. Enrico, figlio del duca di Baviera, nacque in un castello sulle rive del Danubio nel 973. Suo padre, dapprima denominato "il rissoso", fece tali progressi nell'addolcire il carattere alla scuola di una mite consorte che finì per essere chiamato "il pacifico".
    Enrico ebbe un fratello, Bruno, che rinunciò agli agi della vita di corte per diventare pastore d'anime, come vescovo di Augusta. Delle due sorelle, Brigida si fece monaca e Gisella andò sposa a un santo, re Stefano di Ungheria. Il principe Enrico venne affidato dalla madre ai canonici di Hildesheim e più tardi al vescovo di Ratisbona, S. Wolfgang, alla cui scuola si formò culturalmente e spiritualmente.
    Un episodio singolare, che ha il sapore della leggenda, contribuì a mantenerlo sul retto sentiero negli anni giovanili. Aveva ventitrè anni, quando in sogno gli apparve il suo precettore S. Wolfgang, morto da poco, che tracciò sul muro della camera due brevi parole: "Fra sei". Enrico pensò di dover morire sei giorni dopo e trascorse l'attesa in pii esercizi. Passati i sei giorni senza che nulla succedesse, interpretò il presagio per sei mesi e continuò a disporsi a ben morire. Dopo sei mesi Enrico era ancora in vita e ringraziò Dio di aver davanti a sé ancora sei anni per accumulare meriti. Trascorsi sei anni, Enrico si trovò sul trono di Germania, ben corazzato spiritualmente per non cedere alle facili tentazioni del potere e della mondanità.
    Non gli mancarono le occasioni di dar prova di quanto aveva imparato alla scuola di S. Wolfgang. Portò avanti grandi iniziative con fermezza e al tempo stesso con moderazione. Il primo a beneficiarne fu il duca di Svevia, Hermann. Due anni dopo la sua elezione a re di Germania, il papa Benedetto VIII pose sul suo capo e su quello della pia consorte Cunegonda la corona del Sacro Romano Impero. Poco prima i feudatari italiani, stanchi del dispotismo di Arduino, marchese di Ivrea, lo avevano incoronato a Pavia re d'Italia. Enrico, consigliato da S. Odilone, abate di Cluny e riformatore dello spirito monastico, promosse la riforma del clero e dei monasteri. Raro esempio di correttezza civile e di onestà morale nel governo delle cose terrene, meritò anche l'altra corona, più prestigiosa, della santità. Morì il 13 luglio 1024 e fu sepolto a Bamberga. Il B. Eugenio III lo incluse nell'elenco dei santi nel 1146.

    Fonte: santiebeati.it



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    Lightbulb Re: Sant'Enrico II. Imperatore.

    15 LUGLIO 2018: SANT'ENRICO II, Imperatore del Sacro Romano Impero e Confessore; DOMENICA OTTAVA DOPO LA PENTECOSTE, quindicesimo giorno del MESE dedicato alla devozione al PREZIOSISSIMO SANGUE DI NOSTRO SIGNORE GESÙ CRISTO…



    «DOMENICA OTTAVA DOPO LA PENTECOSTE.»
    Guéranger, L'anno liturgico - Domenica Ottava dopo la Pentecoste
    http://www.unavoce-ve.it/pg-dopopent-dom8.htm




    SANTA MESSA domenicale celebrata da Don Floriano Abrahamowicz a Paese (TV) stamattina DOMENICA 15 LUGLIO 2018, DOMENICA OTTAVA DOPO LA PENTECOSTE:


    «Don Floriano Abrahamowicz - Domus Marcel Lefebvre.
    VIII domenica d. Pentecoste (Santa Messa)
    https://www.youtube.com/watch?v=80LKfvESjMM
    https://www.youtube.com/user/florianoabrahamowicz/
    http://www.domusmarcellefebvre.it/
    Ogni giovedì alle ore 20.30 ha luogo la lettura in diretta di una o due questioni del Catechismo di San Pio X.
    SANTA MESSA - domusmarcellefebvre110815
    http://www.domusmarcellefebvre.it/santa-messa-1.php
    La Santa Messa tutte le domeniche alle ore 10.30 a Paese, Treviso.»




    SANTE MESSE domenicali celebrate dai Sacerdoti dell'Istituto Mater Boni Consilii - IMBC:


    Sante Messe - Sodalitium
    http://www.sodalitium.biz/sante-messe/

    S. Messa in provincia di Verona - Sodalitium
    http://www.sodalitium.biz/s-messa-provincia-verona/

    “Sodalitium - IMBC.”
    https://www.youtube.com/user/sodalitium

    “Omelie dell'I•M•B•C a Ferrara.”
    https://www.facebook.com/OmelieIMBCFerrara/

    Oratorio Sant'Ambrogio ? Milano ? Offertur Oblatio Munda (Malachia 1, 11)
    http://www.oratoriosantambrogiombc.it/


    Sant'Enrico - Sodalitium
    http://www.sodalitium.biz/santenrico/
    «15 luglio, Sant’Enrico II Imperatore, Confessore (+ Bamberga, 13 luglio 1024).

    O Dio, che quest’oggi trasferisti il tuo beato confessore Enrico dal fastigio del terreno impero al regno eterno, ti supplichiamo umilmente che come tu, prevenendolo colla tua grazia, gli facesti superare le lusinghe del secolo, così faccia che noi resistiamo, a sua imitazione, alle attrattive del mondo e giungiamo a te con cuore puro.»
    http://www.sodalitium.biz/wp-content/uploads/enrico.jpg








    Tradidi quod et accepi
    http://tradidiaccepi.blogspot.it/

    https://tradidiaccepi.blogspot.com/2...is-xi.html?m=1
    «"Et erit sepulcrum ejus gloriosum" (Is. XI, 10).
    Il 15 luglio, anniversario peraltro della liberazione di Gerusalemme da parte dei Crociati nel 1099, il Patriarcato Latino di Gerusalemme celebra la dedicazione della Basilica del Santo Sepolcro di nostro Signor Gesù Cristo. Di seguito riportiamo il Proprium Missae dell'odierna festività tratto dal Messale gerosolimitano.»
    https://4.bp.blogspot.com/-QBDJcbOK6...aedicula-b.jpg





    https://www.facebook.com/catholictradition2016/
    «Sancti et Sanctae Dei, orate pro nobis.»
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...c8&oe=5BDB1383





    “DOMENICA OTTAVA DOPO PENTECOSTE.”
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...22&oe=5BDAF6E8





    “SANT'ENRICO
    Imperatore Romano e Confessore.
    Semidoppio.
    Paramenti bianchi.
    Nascita: Bad Abbach, 6 maggio 973.
    Morte: Grone (Gottinga), 13 luglio 1024.
    Luogo di sepoltura: Duomo di Bamberga.
    Canonizzazione: 1146, da papa Eugenio III.
    Attributi: corona, globo e scettro.
    Dinastia: Dinastia ottoniana.
    Padre: Enrico II di Baviera.
    Madre: Gisella di Borgogna.
    Consorte: Cunegonda di Lussemburgo.
    1- Imperatore del Sacro Romano Impero.
    (formalmente Imperatore dei Romani)
    In carica: 14 febbraio 1014 –
    13 luglio 1024.
    Incoronazione: 14 febbraio 1014 (Roma).
    Predecessore: Ottone III.
    Successore: Corrado II.
    2- Re di Germania.
    (formalmente Re dei Franchi)
    In carica: 7 giugno 1002 –
    13 luglio 1024.
    3 - Re d'Italia.
    (formalmente Re degli Italici)
    Incoronazione: 14 maggio 1004 (Pavia).

    Predecessore: Arduino.
    Successore: Corrado II.
    Enrico II, detto il Pio, fu re di Baviera nel 995, re di Germania nel 1002 e capo del Sacro Romano Impero dal 1014 al 1024. Egli fece giuramento a Benedetto VIII, che l'aveva consacrato, «di serbare fedeltà a lui e ai suoi successori in tutte le cose». Mise tutte le sue cure e la sua applicazione a estendere la religione ricostruendo chiese distrutte, e fondando monasteri, che arricchì con le sue elargizioni (Epistola). Trattenuto a Montecassino da una grave malattia, ne fu guarito in maniera miracolosa, grazie all'intercessione di san Benedetto. Volendo trovarsi pronto alla venuta del divin Maestro (Vangelo, Communio), ritornando in patria, passò per la Francia, si fece aggregare alla comunità di Cluny, e chiese la sua ammissione all'Abbazia benedettina di Saint-Vanne di Verdun. L'abate lo ricevette, ma gli ordinò tosto, in nome dell'obbedienza religiosa di risalire sul trono Imperiale. Ebbe talmente a cuore i consigli evangelici da conservare un'assoluta verginità nel matrimonio. Così risolse, d'accordo con la sua santa sposa Cunegonda, di fare di Gesù Cristo il proprio erede. Per questo scopo, fondò il vescovado di Bamberga al quale lasciò tutti i suoi beni. Fu sepolto in questa chiesa nel 1024.
    * Enrico, soprannominato il Pio, da duca di Baviera, divenuto re di Germania e poi imperatore dei Romani, non contento dei ristretti confini di una dominazione temporale, si mostrò servo devoto del Re eterno per ottenere la corona dell'immortalità. Padrone pertanto dell'impero, mise ogni studio e cura nel propagare la religione, rialzando con maggior magnificenza le chiese distrutte dagli infedeli, e colmandole di moltissime elargizioni e proprietà. Eresse lui stesso monasteri e altri pii luoghi, o ne aumentò le rendite. Fece tributario di san Pietro e del Romano Pontefice il vescovato di Bamberga, fondato coi suoi beni patrimoniali. Accolse fuggitivo Benedetto VIII, che gli aveva data la corona imperiale, e lo ristabilì sulla sua Sede.
    Trattenuto da grave malattia nel monastero di Montecassino, ne fu guarito da san Benedetto con stupendo miracolo. Con un importante diploma fece grandi donativi alla Chiesa Romana, e intraprese per difenderla una guerra contro i Greci, e ricuperò la Puglia che questi occupavano da molto tempo. Solito di non intraprender nulla senza aver pregato, più volte vide l'Angelo del Signore e i santi Martiri protettori combattere per lui nelle prime file. E col soccorso divino trionfò delle nazioni barbare più colle preghiere che colle armi. Condusse alla fede di Cristo l'Ungheria fino allora infedele, maritando sua sorella al re Stefano, che ricevette il battesimo. Con raro esempio unì la verginità collo stato matrimoniale, e presso a morire rese Cunegonda, sua moglie, alla propria famiglia, vergine.
    Dopo aver disposto, colla più grande prudenza, di tutto ciò che riguarda l'onore e l'utilità dell'impero, e lasciato qua e là in Francia, Italia e Germania tracce illustri della sua religiosa munificenza; dopo aver sparso dappertutto il più soave odore di un'eroica virtù, più celebre per la santità che per lo scettro, terminate le fatiche della vita, fu chiamato dal Signore alla ricompensa del regno dei cieli l'anno della salute 1024. Il suo corpo fu sepolto a Bamberga nella chiesa dei santi Apostoli Pietro e Paolo; e Dio, per glorificarlo, operò subito molti miracoli sulla sua tomba. Eugenio III, poi, dopo averli canonicamente approvati, lo iscrisse nel numero dei Santi.”
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    “NOVENA IN PREPARAZIONE ALLA SOLENNE FESTIVITÀ DI MARIA VERGINE DEL CARMINE di P. Simone Grassi, Carmelitano.
    Sancta Maria Virgo de Monte Carmelo, ora pro nobis.”
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    www.sursumcorda.cloud
    https://www.facebook.com/CdpSursumCorda/?fref=nf

    “Carlo Di Pietro - Sursum Corda
    Preghiera al Santo del giorno.
    In nómine Patris
    et Fílii
    et Spíritus Sancti.
    Amen.

    Eterno Padre, intendo onorare sant’Antioco medico, decapitato sotto il Preside Adriano. Perchè dal suo capo usciva latte invece di sangue, il carnefice Ciriaco si convertì a Cristo e subì anch’egli il martirio. Vi rendo grazie per tutte le grazie che Voi gli avete elargito. Vi prego di accrescere la grazia nella mia anima per i meriti di questo santo medico, ed a lui affido la fine della mia vita tramite questa speciale preghiera, così che per virtù della Vostra bontà e promessa, sant’Antioco martire possa essere mio avvocato e provvedere tutto ciò che è necessario in quell'ora. Così sia.”

    “Carlo Di Pietro - Sursum Corda
    Nulla posso aggiungere, posso solo imparare dai Sommi Pontefici ed a loro ossequiamente obbedire. Auspico di avere fatto, alla maggior gloria di Dio, un decoroso lavoro di ricerca. La Vergine Maria ed i santi Martiri della fede ci sostengano nella battaglia contro l’ecumenismo, contro gli ecumenisti, contro i «falsi maestri» che introducono eresie perniciose.

    Con discorsi gonfiati e vani adescano coloro che si erano appena allontanati da quelli che vivono nell’errore. Promettono libertà, ma essi stessi sono schiavi della corruzione. Si è verificato per essi il proverbio: Il cane è tornato al suo vomito e la scrofa lavata è tornata ad avvoltolarsi nel brago» (II Pt. 2, 1. 18-19. 22). Il mio commento critico - benché esiguo poiché ho lasciato devotamente parlare i Pontefici - può sembrare severo, tuttavia è la verità (cf. Gv. VIII, 32). Ammonisce altresì l'Apostolo: Quae autem conventio Christi cum Beliar! (II Cor. 6, 15). Ed ancora: Sed licet nos aut angelus de caelo evangelizet vobis praeterquam quod evangelizavimus vobis, anathema sit! (Gal. I, 8 segg.). San Giuseppe, San Michele, San Tommaso d'Aquino, San Pietro Canisio, San Carlo Borromeo, San Pio V, San Francesco di Sales, Sant’Alfonso, San Pio X e San Giovanni di Dio (nostro speciale protettore) ci preservino dal vomito e dal brago degli ecumenisti, ci facciano altresì portatori di vera carità (cf. I Cor. 13, 6) e di pace nel Santo Nome di Gesù (Atti IV, 12).
    Studio: https://www.sursumcorda.cloud/massim...cumenismo.html
    Video: https://www.youtube.com/watch?v=ZQ8VnQMEwL0

    “Carlo Di Pietro - Sursum Corda
    Disponibile il numero 121 di Sursum Corda del giorno 15 luglio 2018
    Cliccare qui (https://www.sursumcorda.cloud/tags/numero-121.html)
    per gli ultimi articoli leggibili gratuitamente sul sito:
    - Comunicato numero 121. L’elezione dei quattro;
    - Orazioni a Sant’Elisabetta, Regina di Portogallo;
    - Esposizione della dottrina cristiana sulle migrazioni;
    - Gli anatemi del Concilio Laterano I, numeri 1, 2 e 3;
    - Orazioni a Santa Veronica Giuliani, Vergine;
    - Altre tre raccolte di prodotti per i poveri 2018;
    - Vita e detti dei Padri del deserto: Giuseppe di Panefisi (parte 1);
    - Preghiera ai Martiri Gorcumiensi;
    - San Tommaso: partendo dall’ente e dal moto, si dimostra che ogni potere viene da Dio;
    - Preghiera ai Santi Sette Fratelli Martiri;
    - Dizionario di teologia dommatica. La presenza di Dio;
    - La perversa volontà dei dannati;
    - Teologia Politica 109. Colonialismo e nazionalismo antieuropeo;
    - Racconti miracolosi n° 69. La morte sublime di San Francesco d’Assisi."
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    “Sul sito è disponibile il numero 121 (del giorno 15 luglio 2018) di Sursum Corda®.
    Il settimanale si può scaricare gratuitamente nella sezione download dedicata ai soli Associati e Sostenitori.
    Clicca qui per gli ultimi articoli leggibili gratuitamente sul sito:
    – Comunicato numero 121. L’elezione dei quattro;
    – Orazioni a Sant’Elisabetta, Regina di Portogallo;
    – Esposizione della dottrina cristiana sulle migrazioni;
    – Gli anatemi del Concilio Laterano I, numeri 1, 2 e 3;
    – Orazioni a Santa Veronica Giuliani, Vergine;
    – Altre tre raccolte di prodotti per i poveri 2018;
    – Vita e detti dei Padri del deserto: Giuseppe di Panefisi (parte 1);
    – Preghiera ai Martiri Gorcumiensi;
    – San Tommaso: partendo dall’ente e dal moto, si dimostra che ogni potere viene da Dio;
    – Preghiera ai Santi Sette Fratelli Martiri;
    – Dizionario di teologia dommatica. La presenza di Dio;
    – La perversa volontà dei dannati;
    – Teologia Politica 109. Colonialismo e nazionalismo antieuropeo;
    – Racconti miracolosi n° 69. La morte sublime di San Francesco d’Assisi.
    Preghiamo per i nostri Sacerdoti e Religiosi/e, per le vocazioni, per le famiglie, per le intenzioni della nostra Associazione e per la conversione dei modernisti affidandoci alla potente intercessione di san Giovanni di Dio. Ossequi, Carlo Di Pietro.”




    Ligue Saint Amédée
    https://www.facebook.com/SaintAmedee/?fref=nf

    «Intransigeants sur la doctrine ; charitables dans l'évangélisation [Non Una Cum]. Pas de "motu proprio" chez nous : nous célebrons la sainte messe selon le missel de Saint Pie V, avant les changements liturgiques entamés dans les années 50.»
    15 juillet : Saint Henri II, Empereur d'Allemagne (972-1024) :: Ligue Saint Amédée
    “15 Juillet : Saint Henri II, Empereur d'Allemagne (972-1024).”
    http://liguesaintamedee.ch/applicati...t_henri_II.jpg





    "Huitième Dimanche après la Pentecôte."
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    "Sermon du Père Joseph-Marie Mercier pour le Huitième Dimanche après la Pentecôte
    http://prieure2bethleem.org/predica/2017_07_30.mp3"
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    https://fidecatholica.wordpress.com/...re-germanique/
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    http://www.santiebeati.it/dettaglio/23550
    “Mercoledì 15 Luglio 2018 San Bonaventura Dal Martirologio

    Memoria della deposizione di san Bonaventura, vescovo di Albano e dottore della Chiesa, che rifulse per dottrina, santità di vita e insigni opere al servizio della Chiesa. Resse con saggezza nello spirito di san Francesco l’Ordine dei Minori, di cui fu ministro generale. Nei suoi molti scritti unì una somma erudizione a una ardente pietà. Mentre si adoperava egregiamente per il II Concilio Ecumenico di Lione, meritò di giungere alla visione beata di Dio.”
    La vita di San Bonaventura
    “Bonaventura nacque nel 1217 (ca.) a Civita (Bagnoregio), cittadina presso Orvieto, nell'antica Tuscia romana. Suo padre, Giovanni Fidanza, era medico. Nel 1226 ca. fu miracolosamente guarito da S. Francesco, come egli riferirà nella "Leggenda minor" (VII: FF 1392). «Io stesso, che ho descritto i fatti precedenti, ne feci l'esperienza diretta nella mia persona. Ancora fanciullo ero gravemente infermo; bastò che mia madre facesse un voto per me al nostro beato Padre Francesco e fui strappato alle fauci della morte e restituito, sano e salvo, alla vita».
    Dopo aver compiuto i primi studi nella città nativa, passò all'università di Parigi (ca. 1236-1238) per lo studio della filosofia, laureandosi in Arti nel 1242-1243. A 25 anni abbracciò l'Ordine Francescano, cambiando il nome di battesimo, Giovanni, con quello di Bonaventura. Studiò Teologia (1243-1248) sotto Alessandro di Hales, suo magister et pater (Opera, Il, 12, 547), ed altri maestri nel convento e studio francescano di Parigi. Nel 1253 conseguì la licenza e il magistero (titolo, però, che gli venne riconosciuto più tardi, 12 agosto 1257, per l'atteggiamento di opposizione assunto dai maestri parigini contro i mendicanti).
    Insegnò nello stesso studio parigino in qualità di baccelliere biblico e sentenziario (1248-1252) e poi di maestro reggente dello stesso studio (1253-1257) succedendo a Guglielmo Melitona. Nel febbraio del 1257 fu eletto, a soli 40 anni, ministro generale dell'Ordine, carica che conserverà fino all'anno 1274, anno della sua morte, dando saggio mirabile di sapienza, prudenza, spiccato equilibrio, tanto propizio in un momento difficile di assestamento dell'Ordine, da meritargli, per la sua opera moderatrice e costruttiva in piena fedeltà allo spirito di san Francesco, il titolo di secondo fondatore dell'Ordine francescano.
    Fu molto solerte nell'assecondare e promuovere le varie attività già esistenti nell'Ordine sul piano degli studi, del ministero pastorale, della predicazione, dell'apostolato missionario, per la Crociata e per l'unione della Chiesa greca. Per suo merito l'Ordine, nonostante i suoi circa 30 mila frati, si conservò saldamente unito.
    Viaggiò molto per le necessità dell'Ordine e incarichi pontifici, sia in Italia che in Francia, portandosi anche in Inghilterra, in Fiandra, in Germania, in Spagna. Predicò ovunque al popolo e in modo speciale agli ecclesiastici, alle monache, all'università di Parigi, dinanzi alla corte di Francia, ai vari papi in concistoro (Orvieto, Perugia, Viterbo, Roma) e, finalmente, al Concilio di Lione (1274).
    Nelle Quaresime del 1267 e 1268, riprendendo di nuovo contatto con la scuola, intraprese la grande lotta contro gli Averroisti, di cui si ha saggio nelle Collationes sul Decalogo e sui Doni dello Spirito Santo, lotta che continuerà nel 1273 con le Collationes in Hexaémeron, rimaste incompiute per la sua morte.
    Le tre serie di Collationes, come è stato meritatamente rilevato, sono una «Trilogía singular de obras que colocan a su autor en la cima del pensamiento medieval» (nell'introduzione alle Collationes de decem praeceptis, in Obras de S. Buenaventura, vol. V, Madrid 1948, 609).
    Il 28 maggio 1273 Bonaventura fu eletto cardinale e vescovo di Albano, avendo già declinato nel 1265 l'arcivescovado di York. Dal novembre 1273 attese alla presidenza dei lavori preparatori e poi alla celebrazione del Concilio Ecumenico Lionese II (7 maggio - 17 luglio 1274), predicandovi il 26 maggio e il 29 giugno. Il 19 maggio dello stesso anno, nel Capitolo generale celebratosi a Lione, Bonaventura si dimise da ministro generale dell'Ordine.
    Si adoperò in Concilio per l'unione dei Greci, che fu effettivamente raggiunta.
    Ma, estenuato dalle fatiche sostenute, il 7 luglio si ammalò gravemente e il 15 dello stesso mese morì (1274). Il corpo fu sepolto nella chiesa di San Francesco a Lione. Fu canonizzato da Sisto IV nel 1482, mentre Sisto V, il 14 marzo 1588, lo annoverò «inter praecipuos et primarios» Dottori della Chiesa (latina), sesto accanto a San Tommaso d'Aquino.”





    15 luglio
    http://www.preghiereperlafamiglia.it.../15-luglio.htm
    “IL SANGUE DELLA SPERANZA
    15°GIORNO
    MEDITAZIONE

    Chiunque guarda il Cuore di Gesù trafitto e ne vede sgorgare il Sangue Prezioso, non può disperare della propria salvezza. Longino, quando lo aprì con una lanciata, senza saperlo, aprì il cuore dell'uomo alla speranza. È tradizione che il primo a goderne le ricchezze sia stato proprio lui: alcune gocce di Sangue gli caddero sugli occhi malati e gli donarono il lume degli occhi e della fede. Da allora la croce insanguinata divenne l'àncora alla quale si aggrapparono le anime dei più grandi peccatori nel momento della disperazione, certi del perdono e dell'amore di Cristo. Il Grande Persecutore, folgorato dalla grazia sulla via di Damasco, ci incoraggia: «Se pur essendo suoi nemici siamo stati per la sua morte riconciliati con Dio, a maggior ragione saremo salvi ora che siamo suoi amici» (S. Paolo). E tu, di che temi? «Non dire: non mi salverò! Hai il Sangue di Cristo! Ogni tua speranza è il Sangue di Cristo!» (S. Agostino). Non disse Gesù che si fa più festa in cielo per un peccatore pentito che per novantanove giusti? Certamente nel paradiso la schiera dei pentiti è molto più numerosa di quella degli innocenti. Anche noi, se sapremo imitarli nella penitenza, come li abbiamo seguiti nel peccato, saremo un giorno con loro. Stringiamoci alla croce ed invochiamola: «Ti salutiamo, o Croce Santa, nostra unica speranza!».
    ESEMPIO
    S. Caterina da Siena fu giustamente chiamata la «Mistica del Sangue», perché il Sangue Prezioso di Gesù era costantemente nel suo pensiero. Le sue numerose lettere hanno inizio tutte nel nome del Prezioso Sangue. Al suo confessore diceva: «Abbiate sempre il Sangue di Gesù davanti agli occhi». Nei Dialoghi scrive: «Quel Sangue è l'unico maestro. Il Sangue di Gesù ci ha nuovamente creati». Con l'invocazione al Prezioso Sangue ottenne la conversione del cavaliere perugino Niccolò Toldo, condannato ingiustamente alla pena capitale. Sarebbe morto disperato e con l'odio nel cuore se non fosse intervenuta S. Caterina. L'accompagnò ella stessa sul patibolo, gli parlò del Sangue di Gesù, prese il suo capo fra le mani, glielo aggiustò sotto la mannaia ed il poveretto morì esclamando: «Gesù! Caterina!». Diciamo anche noi con lei: «O Gesú, il mio cuore diventa fuoco, pensando a Te!» Le anime dei santi sono tante fornaci brucianti unicamente d'amore per Gesù. E le nostre? Quanta tiepidezza! Quale attaccamento alle cose terrene!
    Fioretto. - Non riporrò la mia fiducia nelle creature, ma solo in Dio il quale è fedele e non inganna.
    Giaculatoria. - Agnello immacolato, nel Sangue tuo che si offre sull'altare, è riposta ogni nostra speranza (S. Gaspare).”

    "15° giugno: Il sangue della speranza"
    15° giugno: Il sangue della speranza
    http://www.stellamatutina.eu/15-giug...ella-speranza/





    «DOMENICA OTTAVA DOPO LA PENTECOSTE.
    Guéranger, L'anno liturgico - Domenica Ottava dopo la Pentecoste
    http://www.unavoce-ve.it/pg-dopopent-dom8.htm

    All'ufficio.
    Questa Domenica veniva chiamata, nel medioevo, sesta e ultima Domenica dopo la Natività degli Apostoli o festa di san Pietro, negli anni in cui la Pasqua toccava il suo punto estremo in aprile. Essa non era invece che la prima della serie domenicale cosi denominata quando la Pasqua seguiva immediatamente all'equinozio di primavera.
    Abbiamo visto che a motivo dello stesso moto così variabile impresso a tutta l'ultima parte del ciclo liturgico dalla data di Pasqua, questa settimana poteva essere già la seconda della lettura dei libri Sapienziali, benché il più delle volte vi si debba continuare ancora quella dei libri dei Re. In quest'ultimo caso, è l'antico tempio innalzato da Salomone alla gloria di Dio che attira oggi l'attenzione della santa Chiesa; e i canti della Messa sono allora in perfetta armonia con le lezioni dell'Ufficio della notte.
    MESSA
    EPISTOLA (Rm 8,12-17). - Fratelli: Noi non siamo debitori alla carne per vivere secondo la carne. Se quindi vivrete secondo la carne, morrete; se invece collo spirito darete morte alle azioni della carne, vivrete, essendo, tutti quelli che son mossi dallo spirito di Dio, figli di Dio. Difatti, voi non avete ricevuto lo spirito di servitù per nuovo timore, ma avete ricevuto lo spirito di adozione in figli, pel quale gridiamo: Abba (Padre). Questo stesso spirito attesta allo spirito nostro che noi siamo figli di Dio. E se figlioli, siamo anche eredi: eredi di Dio e coeredi di Cristo.
    Il programma della vita soprannaturale.
    "Se lo Spirito di Dio è il legame della nostra unione con Nostro Signor Gesù Cristo, se è l'anima della nostra nuova vita, il soffio e l'ispiratore di tutte le nostre opere, spetta dunque a lui dare dappertutto l'inizio. A dispetto di quella parte di concupiscenza che il battesimo ha lasciato nelle mie membra per obbligarmi a combattere, non ho più nulla a spartire con la carne e la vita di un tempo. Dio non voglia che io torni indietro e che, ingannato dall'egoismo, mi sottragga allo Spirito di Dio per riappartenere ad opere di morte! No. Dopo essere entrato nell'intimità di Dio, sarebbe insensato distogliermi dalla Tenerezza, dalla Beltà, dalla Purezza; e per chi e per che cosa? Ormai, la carne non ha più nulla a esigere da me. Essa viene troppo tardi. Onde vivere eternamente, ridurrò di giorno in giorno e porterò fino alla completa eliminazione, se è possibile, tutto ciò che in me si erge contro la vita di Dio. I veri figli di Dio - dice l'Apostolo in una incomparabile sentenza - sono quelli che si lasciano guidare dallo Spirito di Dio. Tutta la vita soprannaturale che ha inizio con la fede e il battesimo, si riporta alla docilità, alla malleabilità, all'abbandono, agli influssi dello Spirito di Dio" [1].
    VANGELO (Lc 16,1-9). - In quel tempo: Gesù disse ai suoi discepoli questa parabola: C'era un ricco il quale aveva un fattore che fu accusato davanti a lui come dissipatore dei suoi beni. Ed egli, chiamatolo, gli disse: Che è mai quello che sento di te? Rendi conto della tua amministrazione, perché non potrai più tenerla. E il fattore disse fra sé: E ora, che farò, che il padrone mi leva la fattoria? A zappare non son buono, a limosinare mi vergogno. So ben io che farò, affinché, levata che mi sia la fattoria, ci sia chi mi riceva in casa sua. Chiamati pertanto ad uno ad uno i debitori del padrone, disse al primo: Tu quanto devi al mio padrone? E quello rispose: Cento barili d'olio. Ed egli: Prendi la tua scritta, siedi presto, e scrivi cinquanta. Poi chiese ad un altro: E tu quanto devi? E quello: Cento staia di grano. Gli dice: Prendi la tua carta, e scrivi ottanta. E il padrone lodò il fattore infedele perché aveva agito con accortezza; ché i figli di questo secolo sono, nel loro genere, più avveduti dei figli della luce. Ed io vi dico: fatevi degli amici colle ricchezze ingiuste: affinché quando veniate a mancare, quelli vi ricevano nelle tende eterne.
    Per acquistare le vere ricchezze.
    "I vari termini della parabola che ci è proposta sono facili a comprendersi e racchiudono una profonda dottrina. Il Signore vuole insegnarci quale uso dobbiamo fare delle ricchezze di questo mondo. Descrive quanto avvenne a un economo poco scrupoloso, e quindi nei versetti 8 e 9 di questo capitolo XVI di san Luca ce ne fa l'applicazione morale: 'I figli di questo secolo - dice - sono più abili nei loro rapporti con la propria generazione, di quanto lo siano i figli della luce'. Come sarebbe fiorente, infatti, il Regno dei Cieli se i buoni attendessero ai loro interessi spirituali e alle cose della vita futura come i mondani ai loro interessi perituri! Se il padrone di casa, per quanto leso, ha potuto lodare l'abilità del suo intendente, come non si compiacerebbe Dio, che nulla può perdere, della prudenza soprannaturale dei suoi? Essi hanno infatti, nei beni terreni di cui ci si è parlato, la materia d'una industria per l'eternità. A voi che dovete essere illuminati, a voi che siete i figli non più di questo mondo tenebroso ma della luce, ecco quanto dico - soggiunge il Signore -: imitate sotto un certo aspetto l'economo ingiusto. Con il tesoro d'ingiustizia, con quella ricchezza mediante la quale l'intendente e tanti altri come lui offendono l'equità, voi potete procurarvi degli amici: quando la ricchezza materiale vi sarà tolta insieme con la vita, essi vi accoglieranno, non nelle case terrene, ma nei tabernacoli eterni. La preghiera del povero, infatti, mette in moto la mano che governa il mondo" [2].
    Applicazione agli Ebrei.
    Questo è il senso ovvio e diretto della parabola che ci viene proposta. Ma se vogliamo penetrare pienamente l'intenzione per cui la Chiesa ha scelto oggi questo passo del Vangelo, è necessario che ricorriamo a san Girolamo che se ne è fatto l'interprete ufficiale nella Omelia dell'Ufficio della notte. Continuiamo con lui la lettura evangelica: Chi è fedele nel poco - continua il testo sacro - è fedele anche nel molto, e chi è ingiusto nel poco lo è anche nel molto. Se voi dunque non siete stati fedeli nelle ricchezze ingiuste, chi vi affiderà le vere? (Lc 16,10-11). Gesù parlava così - osserva san Girolamo - davanti agli scribi e ai farisei che lo deridevano, avendo ben inteso che la parabola era contro di loro. L'infedele nelle piccole cose è infatti l'ebreo invidioso che, nel campo ristretto della vita presente, rifiuta ai fratelli l'uso dei beni creati per tutti. Se dunque - vien detto a questi scribi avari - voi siete convinti di malversazione nella gestione di ricchezze fragili ed effimere, chi potrebbe affidarvi le vere, le eterne ricchezze della parola divina e dell'ammaestramento delle genti? Grave domanda, che il Signore lascia oggi in sospeso sul capo degli infedeli depositari della legge delle figure. Ma come, fra poco, sarà terribile la risposta!
    PREGHIAMO
    Concedi, o Signore, la grazia di pensare ed agire sempre secondo giustizia affinché, noi che non possiamo esistere senza di te, riusciamo a vivere secondo il tuo volere.

    [1] Dom Delatte, Epîtres de Saint Paul, I, 668.
    [2] Dom Delatte, Evanglle de N. S. J. C., II, 148.
    da: dom Prosper Guéranger, L'anno liturgico. - II. Tempo Pasquale e dopo la Pentecoste, trad. it. L. Roberti, P. Graziani e P. Suffia, Alba, 1959, p. 457-460.»





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    “15 LUGLIO 2018: DOMENICA OTTAVA DOPO LA PENTECOSTE.”
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    “15 luglio 2018: Sant'Enrico, Imperatore del Sacro Romano Impero e Confessore.

    Nacque nel 973. Duca di Baviera, divenne nel 1002 re di Germania e nel 1004 re d'Italia. Nel 1014 fu nominato Imperatore del Sacro Romano Impero. Grazie al suo operato fu definito "il buono", ma in seguito alla sua canonizzazione è oggi iscritto nei libri di storia come Enrico II il Santo. Sposò santa Cunegonda. A lui si deve l'istituzione del principato ecclesiastico di Bamberga in Baviera. Morì nel 1024.”
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...e9&oe=5BD33D73






    “Il 15 luglio 1099 termina l'assedio di Gerusalemme: l'esercito cristiano guidato da Goffredo di Buglione libera il Santo Sepolcro e riscatta la Terra Santa. Nasce il Regno Crociato di Gerusalemme.”

    “Il 15 luglio 1959 muore padre Agostino Gemelli O.F.M., fondatore dell'Università Cattolica del Sacro Cuore in Milano”


    “Domani è la festa liturgica della Beata Vergine Maria del Monte Carmelo o anche del Carmine, istituita per commemorare l'apparizione della Madre di Dio al beato inglese Simone Stock (16 luglio 1251), che ricevette uno scapolare e la rivelazione di privilegi connessi alla sua devozione, tra cui la promessa del Paradiso: https://bit.ly/2JqmQvh
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...9d&oe=5BD5198D







    AVE MARIA!!!
    PREZIOSISSIMO SANGUE DI NOSTRO SIGNOR GESÙ CRISTO, MISERERE NOBIS!!!
    Luca, Sursum Corda - Habemus Ad Dominum!!!
    ADDIO GIUSEPPE, mio caro fratello di sangue e spirito, sono LUCA e nel mio CUORE sarai sempre PRESENTE!
    NOI 2 insieme, uniti OLTRE LA MORTE ed il tragico DESTINO SIA IN TERRA CHE IN CIELO, per SEMPRE VEDREMO LA LUCE - SURSUM CORDA!

 

 

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