dal GdS di oggi
Ba n a r i
Da oggi a domenica “Sa festa manna” organizzata da Irs. Dibattiti e musica
con Lou Dalfin, Chichimeca e Ratti della Sabina. di Roberta Pietrasanta
Tra note e indipendentzia
La voce è sempre
quella. Arzilla, molto
sarda e un po’
italiana, decisa, e
calda quando sorride.
Sta bene Gavino Sale. Dopo
due mesi passati tra flebo, antibiotici
e ospedali e qualche
medico che gli diceva «questo
corpo è a pezzi», finalmente si
riparte. E si riparte da Banari,
il paesino di sei, settecento anime,
che gli ha dato i natali e che
da oggi e per tre giorni sarà in
festa. Non perché l’ha deciso
lui “Sa festa manna de su Cabu
‘e Subra” si farà proprio là.
Gavino pensava ad Ossi come
luogo ideale, un paese in cui la
presenza degli indipendentisti
di Irs è più forte. Ma qualcuno
nel gruppo gli ha fatto la sorpresa.
COSÌ LA PRIMA FESTA g ra n d e
del capo di sopra comincia tra
le viuzze e la piazza centrale di
Banari, ma l’anno prossimo si
sposterà altrove e continuerà
ad essere itinerante e provvisoria
proprio come piace a
loro, indipendentisti. Perché di
sicuro non c’è niente. Perchè
«bastavano altre tre tacche di
termometro e il cervello mi
sarebbe andato definitivamente
in tilt» e mentre racconta,
Gavino, si ricorda della festa de
su cabu ‘e susu a Santa Cristina,
due mesi fa, quando i 41,7
gradi centigradi di febbre improvvisi
lo stavano per mandare
a spasso fra le nuvole. Ma
da oggi si riparte con vigore ed
il programma della festa invita
all’adesione. Non solo perché il
concetto di indipendentismo
verrà sviscerato in tutte le sue
porzioni e dibattuto dai responsabili
del movimento assieme
a vari intellettuali sardi.
Un primo tavolo di confronto
sarà aperto infatti sabato a partire
dalle 18.30 e poi domenica
dalle 17 quando sarà presentato
il libro “La rivolta della
dignità” di Marcus Frische che
prenderà parte alla discussione
assieme a Franciscu Sedda,
Nicola Tanda, Giovanni Masia,
Gavino Sale e Juanneddu Sedda.
Sarà aperto anche un confronto
sulla figura di Sergio
Atzeni analizzata dal punto di
vista indipendentista. Ma tutt’intorno
nel frattempo sarà
musica, teatro e, come dice
qualcuno, tanta “specificità
culturale”. Arrivano dall’Occitania
scomparsa i Lou Dalfin,
uno dei gruppi storici dell’indipendentismo
europeo, che
suoneranno sabato dalle ore
22.30. Ma già a partire da stasera
alle 20.30 il palco centrale
del paese ospiterà i sassaresi
Mariamarì e i cagliaritani Tamurita,
poi a seguire il concerto
dei Ratti della Sabina e
“sa notte ‘e sos dj”. Sabato alle
13 pranzo etnico e la voce del
tenore siniscolese Luisi Ozzanu
e dalle 20.30 Figli di Jubal,
Chichimeca, Lou Dalfin e ancora
dj. Termina domenica con
l’etnojazz degli Oloturia. Poi a
ottobre per Irs sarà tempo far
rientro in città. ■