Comunità di Taizé. La vita senza Frère Roger
di Mattia Bianchi/ 02/09/2005
Nella realtà ecumenica fondata dal monaco ucciso il 16 agosto si cerca di tornare alla normalità, forti della vicinanza espressa da migliaia di persone in tutto il mondo. Nei prossimi mesi, già fissati alcuni appuntamenti significativi.
A poco più di due settimane dalla morte di Frère Roger, la vita della comunità di Taizè prosegue nel segno della speranza cristiana. Il monaco, ucciso il 16 agosto da una donna rumena durante la preghiera della sera, è stato indicato da Benedetto XVI come esempio luminoso di dialogo ecumenico, un’eredità che dovrà portare avanti il suo successore frère Alois. A Taizé si cerca di tornare alla normalità, forti anche della vicinanza ed affetto espressi da ogni angolo del mondo. Dolore, sconcerto e tristezza che si sono tradotti subito in preghiera, come ha annunciato una nota della comunità diffusa ieri. Tra gli incontri segnalati, quelli svoltisi a Notre-Dame di Parigi, nella cattedrale di Sarajevo, a Vladivostok, Berlino, Monaco, Amburgo, Colonia, ed anche in altre città in Germania; e ancora nella parrocchia del Santissimo Redentore a Madrid, a Barcellona, a Valencia, Santander; nella cattedrale di Birmingham, a Londra, a Bristol. Il ricordo ha coinvolto anche il Sudafrica, passando per il Ciad, Togo, Benin; Toronto e il Canada, gli Stati Uniti con Dayton, Houston e New York; Città del Messico e Guadalajara, Santiago del Cile, per arrivare poi in Asia, a Hong Kong, Macao e Taïwan.
”Dal giorno in cui frère Roger ci ha lasciati, - fanno sapere i fratelli di Taizé - i nostri amici a Giacarta nell'Indonesia, hanno cominciato una catena di preghiera. Ciascuno di noi, a turno, prega per lui ogni giorno”. I religiosi della comunità francese si sono detti commossi nel ricevere tante lettere, biglietti, telefonate e migliaia di e-mail da persone molto diverse, conosciute o non. Un appoggio spirituale che dona fiducia e carica per i mesi futuri, in cui tutto si svolgerà secondo programma. In questo mese comincerà la preparazione per il Capodanno europeo di Milano, in modo da mettere al centro di tutto la preghiera. Il primo appuntamento sarà così il 19 settembre nella basilica di Sant'Ambrogio, mentre domenica 2 ottobre i fratelli accoglieranno, per una giornata, persone di tutta la diocesi con il vescovo di Autun, Mons. Raymond Séguy. In settembre-ottobre sono previsti poi degli incontri a Singapore, in Malesia, Nuova Zelanda e Australia.
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