Tempi num.39 del 22/09/2005

L'amara bugia del dolce aborto
ALL'OSPEDALE SANT'ANNA DI TORINO è PARTITA LA SPERIMENTAZIONE DELLA RU486, PILLOLA ABORTIVA I CUI COSTI SOCIALI, UMANI E PSICOLOGICI VENGONO TACIUTI IN NOME DEL "GOVERNO DELLA VITA SESSUALE"

di Pianta Mauro - http://www.tempi.it/archivio_dett.aspx?idarchivio=8703

Da oggi, se volete liberarvi di una gravidanza indesiderata, basterà ingerire una pillola: si chiama Ru486. Ci penseranno le sostanze chimiche, bloccando la nutrizione e l'ossigenazione dell'embrione, a far sloggiare dal vostro utero l'ingombrante "inquilino". Facile, veloce, economico: è la nuova frontiera dell'aborto farmacologico. Lo chiamano anche «aborto leggero», una delicatezza praticata ormai da tempo in Francia, Svezia, Gran Bretagna, Stati Uniti, Spagna. è stata presentata con questi toni la sperimentazione della pillola abortiva Ru 486 iniziata nelle scorse settimane all'Ospedale ginecologico Sant'Anna di Torino. A leggerne le istruzioni per l'uso, le 400 volontarie che saranno ingaggiate per la sperimentazione dormiranno sonni tranquilli. Quando espelleranno il «materiale abortivo» non lo vedranno, essendo «difficilmente individuabile in mezzo al sangue, alla mucosa e ai coaguli». Ad oggi sono venti le donne arruolate, almeno cinque le interruzioni praticate. Lo studio, il primo in Italia, è stato autorizzato dal Comitato etico regionale nel novembre del 2002, ma il Sant'Anna di Torino ha voluto attendere il via libera del Consiglio Superiore di Sanità, giunto nel luglio del 2004. Dopo le recenti ispezioni dell'Agenzia italiana per il farmaco si attende un intervento del ministero della Salute che potrebbe anche emettere un provvedimento di sospensione della sperimentazione.


Ma come funziona la magica pillolina?
Innanzitutto non va confusa con la cosiddetta "pillola del giorno dopo", che si utilizza entro i tre giorni successivi ad un rapporto sessuale non protetto (senza sapere se ci sia una gravidanza in atto), mentre la Ru 486 si prende non appena accertato lo stato di gravidanza (indesiderata). Con la quale l'aborto si fa così. Il primo giorno si assume il mifepristone (Ru486), che ha il compito di bloccare l'ormone che permette alla gravidanza di progredire. Dopo due giorni un altro farmaco, il misoprostol, che provocherà l'aborto vero e proprio con l'espulsione del feto. Quest'ultima fase deve avvenire nella struttura ospedaliera, raccomandano i medici torinesi, con la formula del day-hospital. Nel resto del mondo si fa in casa. Il 14° giorno, infine, la donna tornerà in ospedale per un controllo clinico. Tutto così semplice? Proprio vero che con la Ru 486 la donna dimenticherà l'"abortirai con dolore"? «Mica tanto - spiega Clementina Peris, ginecologa all'ospedale Sant'Anna di Torino - fermo restando che stiamo parlando comunque dell'uccisione di un essere umano, in realtà l'aborto chirurgico è meno traumatico per la donna. Si entra in sala operatoria, si viene addormentate e si subisce un intervento. Con questa pillola, invece, è la madre l'attore principale, è lei a vedere in maniera cosciente e prolungata la perdita progressiva del figlio che ha in grembo. è un processo molto più straziante». Si dice d'accordo il professor Carlo Campagnoli, già primario di Ginecologia endocrinologica al Sant'Anna: «C'è poi un altro aspetto: questo metodo è efficace se praticato nei primi due mesi (7 settimane) di gravidanza, mentre quello chirurgico è ammesso, per legge, entro i primi tre mesi. Ciò significa che la donna ha un mese in meno per riflettere e magari trovare aiuto per una decisione diversa.
«Purtroppo - aggiunge il professor Giuseppe Noia, professore di medicina dell'età prenatale all'Università Cattolica di Roma - si pensa che più è precoce l'aborto e meno risulti traumatico. Non è così. Quando una donna perde il marito ha un periodo di elaborazione del lutto pari a quello che vive per la perdita seguita ad un aborto spontaneo. Gli studi di psicopatologia confermano come la madre abbia una percezione psicologica dell'embrione. Lei "vede" il bambino dentro di sé con gli occhi del cuore, quando pesa tre grammi come quando pesa tre chili. Il principio della Ru486, "uccido una-cosa-piccola- ho-un-trauma-piccolo", è antiscientifico».
C'è poi una percentuale di casi, oscillante tra il 2 e il 5 per cento, come si legge ancora nelle note informative, in cui il giochetto non funziona e si rende necessario il raschiamento. «Percentuale che in un recente studio francese aumenta sino al 13 per cento - riferisce il professor Noia -, senza contare le emorragie, la possibilità di iperstimolazione ovarica e i dolori che generalmente sono più intensi rispetto all'aborto chirurgico».