Risultati da 1 a 10 di 10
  1. #1
    memoria storica di PoL
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    Predefinito Una occasione di quelle che passano ogni mille anni...



    cari amici
    il signore che vedete qui sopra si chiama Bruno Coppi ed è uno dei ‘cervelloni’ del Massachusetts Insitute of Technology. Naturalmente è di origini italiane e ogni hanno viene a passare l’estate dalle mie parti, in provincia di Piacenza cioè, dove possiede una casa. Due giorni fa in un convegno organizzato a Codogno [provincia di Lodi…] ha lanciato l’idea di un ‘progetto’ che definire ‘fantastico’ è assai riduttivo: trasformare la centrale nucleare di Caorso, da tempo in attesa di essere smantellata, in un centro di ricerca sulla fusione nucleare ‘calda’. E’ vero che molti paesi, e tra essi l’Italia, sono impegnati nel progetto di ricerca per la fusione Iter e i costi di questo sono già altissimi. Già dodici anni fa però Bruno Coppi da Boston ha proposto una macchina molto più piccola e decisamente innovativa e, quello che più importa, realizzabile senza grande impegno economico. Inutile dire che per la nostra Italia si tratta di una ‘occasione’ del genere di quelle che si peresentano ogni mille anni… sicuramente una delle ultime possibilità per Silvio Berlusconi di fare qualcosa di valido e per cui varrà la pena di fargli un monumento…



    -----------------

    Nobis ardua

    Comandante CC Carlo Fecia di Cossato

  2. #2
    sacher.tonino
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    Predefinito

    Carissimo Comandante
    Lei predica nel deserto...nel deserto ricco di banane...i suoi post sono per me un diletto...sono il miele di acacie che metto accanto alla tartine al tartufo...e che mi rendomo la vita meno dolorosa...lei continui a scrivere...finchè i lucchetti non piomberanno anche su una delle ultime voci libere di an...o mi sbaglio...
    Saluti liberali
    sacher.tonino

  3. #3
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    Predefinito Re: Una occasione di quelle che passano ogni mille anni...

    In origine postato da Fecia di Cossato


    cari amici
    il signore che vedete qui sopra si chiama Bruno Coppi ed è uno dei ‘cervelloni’ del Massachusetts Insitute of Technology. Naturalmente è di origini italiane e ogni hanno viene a passare l’estate dalle mie parti, in provincia di Piacenza cioè, dove possiede una casa. Due giorni fa in un convegno organizzato a Codogno [provincia di Lodi…] ha lanciato l’idea di un ‘progetto’ che definire ‘fantastico’ è assai riduttivo: trasformare la centrale nucleare di Caorso, da tempo in attesa di essere smantellata, in un centro di ricerca sulla fusione nucleare ‘calda’. E’ vero che molti paesi, e tra essi l’Italia, sono impegnati nel progetto di ricerca per la fusione Iter e i costi di questo sono già altissimi. Già dodici anni fa però Bruno Coppi da Boston ha proposto una macchina molto più piccola e decisamente innovativa e, quello che più importa, realizzabile senza grande impegno economico. Inutile dire che per la nostra Italia si tratta di una ‘occasione’ del genere di quelle che si peresentano ogni mille anni… sicuramente una delle ultime possibilità per Silvio Berlusconi di fare qualcosa di valido e per cui varrà la pena di fargli un monumento…



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    Nobis ardua

    Comandante CC Carlo Fecia di Cossato
    ancora?

    In Italia non vogliamo sentir parlare di fissione ...... neanche se servisse per fare un monumento a Berlusconi.

  4. #4
    memoria storica di PoL
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    Talking ... evviva l'intelligenza!...

    caro amico
    il progetto caldeggiato da Bruno Coppi non si riferisce alla fissione bensì alla fusione... la quale a sua volta, giusto per intenderci, nulla ha a che fare con lo stato del tuo cervello...



    --------------

    Nobis ardua

    Comandante CC Carlo Fecia di Cossato

  5. #5
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    Predefinito Re: ... evviva l'intelligenza!...

    In origine postato da Fecia di Cossato
    caro amico
    il progetto caldeggiato da Bruno Coppi non si riferisce alla fissione bensì alla fusione... la quale a sua volta, giusto per intenderci, nulla ha a che fare con lo stato del tuo cervello...



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    Nobis ardua

    Comandante CC Carlo Fecia di Cossato
    Amico mio, riconosco che mi ero perso il dettaglio sulla fusione, non trovi comunque sospetto che un professore dell'MIT voglia realizzare in Italia un centro di ricerca sulla fusione.
    A pensare male si potrebbe dire che il suo progetto è stato bocciato in massachusetts e lui prova a piazzarlo agli italiani.
    Per parte mia ti chiedo scusa per l'approssimazione della risposta precedente.


  6. #6
    memoria storica di PoL
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    Predefinito ... se son rose fioriranno...



    cari amici
    sembra che il progetto di installare a Caorso un laboratorio sperimentale sulla fusione nucleare, pur tra mille difficoltà soprattutto finanziarie, stia andando avanti. Ecco un articolo coparso sulla Cronaca di Piacenza da un mio collega ingegnere che conosco bene in quanto, in anni ormai purtroppo pontani, abbiamo frequentato entrambi gli anni di università nel prestigioso Collegio Ghislieri di Pavia. Certo si sa come cose vadano, purtroppo, da noi ma non è un buon motivo per considerare la battaglia perduta in partenza…


    Caorso. Enti e Provincia guardano con favore al progetto e ad un eventuale laboratorio

    Ignitor e dismissione viaggiano paralleli

    Callori: un’assemblea per spiegare alla gente. Iesini: benefici al territorio

    di Luca Ziliani

    Caorso- ‘L’incontro è stato molto positivo e si è visto l’intento comune al cento per cento di sotenere questa opportunità’. E’ questo il giudizio del sindaco di Caorso Fabio Callori a margfine delo tavolo con le istituzioni, gli industriali e i sindacati, convocato ieri mattina per dioscutere del progetto Ignitor, invenatato per studiare la fattibilità della fusione termonucleare controllata. All’incontro [ospitato nella sala consiliare del municipio] hanno preso parte, oltre al sindaco Fabio Callori e all’assessore comunale alle attività produttive Stefano Cavalli, l’assessore provinciale all’ambiente GianLuigi Ziliani e Attilia Iesini di Assoindustria. Nutrita la presenza del mondo sindacale. Alla riunione erano presenti il segretario della Cisl Sandro Busca, i rappresentanti della Cgil mario Cabrini e Gaetano bonetti, Lino Foppiani della Uil, Giorgio Bonazzi ed Ezio Banderali della Flei-Cisl ed Ennio Dosi della Rsu della centrale. Al termine dell’incontro a porte chiuse è il primo cittadino di Caorso a spiegare il filo conduttore della riunione, che si è sdoppiato su due temi importanti, come afferma lo stesso Calori: ‘Oltre al progetto Ignitor è stato affrontato anche ilo discorso della dismssione della centrale nucleare. Questi due temi non vanno confusi, sono semplicemente due binari paralleli che vengono portati avanti’. Quindi illustra i risultati concreti del tavolo di lavoro. ‘Per quanto riguarda la dismissione chiediamo che la regione convochi al più presto il tavolo di trasparenza per capire la situazione, mentre per quanto riguarda il progetto Ignitor scriveremo al medesimo ente per sottolineare l’importanza che avrebbe il nostro laboratorio e quindi per strappare l’ok. Infine vogliamo coinvolgere anche le attività locali per valorizzare le competenze che abbiamo sul territorio’. Il sindaco callori annuncia poi ‘la convocazione entro fine anno di un’assemblea pubblica con la presenza di personaggi di spicco in materia per spiegare alla cittadinanza il progetto e soprattutto le opportunità che presenta’. ‘Tutti i partecipanti al tavolo – ha spiegato lassessore provinciale all’ambiente Luigi Ziliani – hanno espresso il loro interesse a portare avanti questo progetto di ricerca avanzata. Ovviamente servirà la presenza dei massimi esperti per capire gli scopi e i problemi legati a questa macchina innovativa, ma non c’è dubbio che verrà portata avanti con foorza la candidatura di Caorso’. Positivo infine il commento di Attilia Iesini di Assoindustria, che sottolinea le ricadute poositive sul territorio: ‘La nostra associazione guarda con molta attenzione a questo progetto in quanto esso poretrà molti benefici al territorio. Caorso merita di essere sostenuta nella candidatura in quan to sonop in gioco notevoli oppoprtunità di lavoro. A mio avviso si tratta di un’ottima iniziativa di marketing territoriale’.





    ----------------

    Nobis ardua

    Comandante CC Carlo Fecia di Cossato

  7. #7
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    Predefinito

    Caorso va riaccesa, a fissione.

    la fusione nucleare è COSTOSISSIMA e SE funzionerà non sarà pronta prima del 2050 (tabella di marcia ITER)
    _
    P R I M O_M I N I S T R O_D I _P O L
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  8. #8
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    Predefinito

    Alcuni piccoli rilievi a quanto affermato da Ronnie...

    a) il progetto Ignitor non fà parte di Iter ma è in alternativa ad esso...

    b) la dismissione della [vecchia] centrale di Caorso e il laboratorio sperimentale Ignitor procedono in maniera del tutto indipendente...

    c) il problema del 'costo' della fusione nucleare è un finto spauracchio. Di questo passo la crisi del petrolio produrrà il collasso ben prima del 2050 e la ricerca dell'alternativa vincente [la quale a mio parere si chiama idrogeno, sia come fonte di energia termonucleare, sia come combustibile...] deve riuscire in tempi assai brevi....

    Due giorni fà comunque, anche Maurizio Blondet ha scritto la sua in tema di energia nucleare sul sito www.effedieffe.com ...


    Ritorno al nucleare?…

    di Maurizio Blondet



    Centrale nucleare di Caorso, dismessa dal 1987…

    D'accordo che l'Italia è un paese emotivo e imprevidente, e perciò continuamente obbligato a fronteggiare ‘emergenze’, ossia ad affrontare i problemi quando ormai sono diventati disastri.
    Ormai però si esagera. Col petrolio sui 70 dollari a barile, perché nessuno parla del ritorno al nucleare?… Siamo il solo Paese al mondo che produce il 90% dell'energia bruciando petrolio e gas, ossia materie prime sempre più rare, preziose e costose. Il costo del caro-energia si riflette sulle nostre industrie, sui nostri prodotti, e li rende meno competitivi. E tutto perché tanti anni fa, ai tempi di Chernobyl, gli ecologisti nostrani ingiunsero la chiusura di due nostre piccolissime centrali, a Caorso e a Trino Vercellese. Emotività pura…

    Oggi, la moda ecologista è cambiata. Allora era la paura delle radiazioni, adesso è la paura delle emissioni, dei fumi, dell'effetto- serra. L'emotività nuova dovrebbe consigliare il ritorno al nucleare, la sola fonte [con l'idroelettrica…] che non produce fumi né emissioni. Gli ecologisti allora imposero, sull'onda della paura del momento, addirittura lo smantellamento delle due centrali atomiche italiane. Ora, è costosissimo smantellare centrali nucleari. Molto meglio lasciarle così, sigillarle e via. Ma niente, le stiamo ancora smantellando [ci vogliono anni]...

    Ma ancor oggi, sarebbe meno costoso rimetterle in funzione. Secondo la Westinghouse, che ha il primato mondiale nella progettazione di centrali atomiche, basterebbero tre anni. Sarebbe un piccolo apporto ai nostri consumi energetici, certo meno dell'1%. Ma col rincaro in atto del petrolio, anche un 1 % di risparmio si calcola a milioni di euro…

    Si sente dire che il nucleare ‘costa troppo’. In realtà, costa 2 - 3 centesimi di euro al kwh, contro i 9 - 10 centesimi dell'elettricità da petrolio. Noi compriamo già elettricità da nucleare dalla Francia, dalla Svizzera, dalla Slovenia, perché è più conveniente. Si sente ripetere continuamente che gli USA, per esempio, non costruiscono più una centrale da 32 anni. D'accordo, ma in USA la benzina costa ancora 3 dollari per 4,5 litri [un gallone]. E la Cina, che ha già 9 centrali atomiche, ne ha ordinate altre 30, per una spesa di 50 miliardi di dollari. La Finlandia, che ne ha quattro, ha ordinato la quinta. E così la Francia, ne ha messo in cantiere una nuova. In Giappone, il 30% dell'energia proviene dall'atomo. Eppure il Giappone è un paese altamente sismico: sono stupidi i giapponesi?… Siamo noi i soli furbi nel mondo?…La tecnologia è andata avanti parecchio. Oggi la sicurezza del nucleare è assoluta, con centrali auto - spegnenti e a nucleo totalmente chiuso. In Italia abbiamo persino i competenti tecnici. Una generazione di ingegneri atomici, che si è vista chiudere la professione e la carriera dall'emotività italica, s'è tenuta in esercizio andando a lavorare in giro per il mondo, spesso a rimodernare le vecchie e [quelle sì…] pericolose centrali ex-sovietiche in Ucraina e in Bielorussia. Possono tornare a lavorare in patria. Ma come mai non se ne parla, in Italia?…

    Perché i nostri industriali non chiedono energia più economica?… Guardateli in faccia, i Tronchetti Provera e i Montezemolo: un finanziere e un uomo di pubbliche relazioni. Ecco perché…Loro, non hanno bisogno di energia a costi concorrenziali, perché vivono esigendo bollette e tariffe, o di ‘immagine’ e di acrobazie finanziarie. Dobbiamo svegliarci noi utenti comuni, che paghiamo la luce il triplo che nel resto d'Europa. E qui, dobbiamo farci forza e smettere di essere imprevidenti: perché le centrali nucleari hanno un problema: ci vogliono otto anni per costruirne una. Bisogna guardare avanti in tempo. Prima che ci capiti in testa la solita ‘emergenza’…



    --------------

    Nobis ardua

    Comandante CC Carlo Fecia di Cossato

  9. #9
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    Wink ... un parere 'illuminante'...

    Assai incentrata sul problema aperto in questo thread è la seguente intervista concessa a Repubblica dall'economista americano Jeremy Rifkin...

    L'economista Usa ha presentato all'Idc Forum di Parigi la sua ricetta
    ’Ognuno diventerà fornitore ed utilizzatore di energia e idee, come sul web’

    Idrogeno, internet e Italia. Le tre I di Rifkin per salvare il mondo

    Il nostro paese potrebbe svolgere un ruolo centrale in questa rivoluzione
    ’Avete tutte le potenzialità per creare milioni di posti di lavoro in un ventennio’

    di Pietro Gentile



    Una cella a combustibile

    Parigi - La terza rivoluzione industriale, quella che porterà il mondo fuori dall'economia alimentata dai combustibili fossili, è a portata di mano. Per realizzarla è necessaria una sinergia tra la rete delle telecomunicazioni e l'uso dell'idrogeno, trainata dalla sensibilità europea per lo sviluppo sostenibile e la tutela ambientale. E un ruolo chiave, in questo scenario, potrebbe recitarlo proprio l'Italia. A esserne convinto è l'economista statunitense Jeremy Rifkin, autore di diversi best seller come ‘L'era dell'Accesso’ e ‘Economia all'Idrogeno’, che ha presentato in questi giorni il suo punto di vista al Idc Forum, la conferenza europea sulla Information and Communication Technology svoltasi a Parigi.

    Mister Rifkin, poco prima di venire a Parigi lei è stato a Bruxelles, dove il Parlamento europeo lo scorso 12 settembre ha finalmente approvato la proposta bi-partisan relativa allo sviluppo dell'utilizzo dell'idrogeno in Europa che lei, insieme ad altri studiosi, economisti e politici, ha sponsorizzato fortemente…

    Si, ci è voluto circa un anno per portare a termine questa iniziativa. Vittorio Prodi, fratello di Romano, ha lavorato duramente con me ed altri leader riuscendo ad unire le differenti componenti del parlamento europeo appartenenti a differenti schieramenti per giungere ad una dichiarazione comune siglata il 12 settembre scorso. L'Europa è oggi nella posizione migliore per condurre la nuova rivoluzione industriale guidata dall'energia prodotta con fonti rinnovabili ed immagazzinata e distribuita attraverso l'idrogeno. Il quadro negativo che abbiamo davanti oggi è chiaro. Riscaldamento globale, crisi petrolifera, debito del Terzo Mondo, terrorismo. Siamo alla fine dell'era del petrolio. Le nuove opportunità sono invece ancora da chiarire alla comunità economica internazionale, ma siamo a mio avviso all'inizio della terza rivoluzione industriale…


    Ma perché venire a parlare di questi temi all'Idc european forum, un consesso di esperti di Internet e Ict?… Qual è il collegamento tra questi due mondi apparentemente distanti fra loro?…

    Nell'antico scenario storico, nel mondo rurale, il grano accumulato dagli agricoltori era una forma primaria di energia immagazzinata per il futuro. Per organizzare questo modello economico era necessaria una forma di comunicazione rappresentata dall'invenzione della scrittura. Allora i paradigmi erano quindi due: comunicazione, con le prime forme di scrittura, ed agricoltura.
    Il secondo scenario è quello della prima rivoluzione industriale: in questo caso il paradigma era rappresentato dalla invenzione della stampa [il comando e controllo] unita alle prime forme di produzione industriale legate al carbone, il vapore e la ferrovia. Il terzo scenario è quello della seconda rivoluzione industriale in cui il centro di comando e controllo era rappresentato da telegrafo e telefono in relazione ai fattori produttivi abilitanti, quali l'elettricità e gli impianti industriali che hanno generato nuove economia di scala. Oggi siamo alla terza rivoluzione dove il centro di comando e controllo è rappresentato dalle attuali forme di comunicazione ed elaborazione delle informazioni quali i personal computer, internet, i satelliti, il wi-fi, che oggi collegano già il 20% dell'umanità. Ma ciò che ancora manca è l'aspetto relativo alla creazione, immagazzinamento e distribuzione di nuove forme di energia per produrre ed alimentare le nuove forme di comunicazione. Quello che io dico è che questa rivoluzione partirà con le fuel cell [celle a combustibile] alimentate da idrogeno che verranno distribuite in centinaia di milioni di personal computer, di auto, in milioni di case, in milioni di negozi e imprese di piccole medie dimensioni. Con le fuel cell ad idrogeno ‘verde’ prodotto dall'acqua, da fonti rinnovabili e da biomasse [non quello ‘nero’, prodotto grazie al carbone, al petrolio o al nucleare], inizierà una terza rivoluzione che partirà dal basso perché ognuno di noi come nel paradigma di internet, diventerà fornitore ed utilizzatore di energia e di idee. Questa è la resurrezione dell'Ict…

    In che senso?…

    Ogni infrastruttura per la produzione e stoccaggio di energia dovrà essere riconfigurata, usando le stesse logiche della rivoluzione internet lanciata dalla Silicon Valley quindici anni fa. E' un cambiamento che parte dal basso in una logica totalmente orizzontale, la logica del peer-to-peer, per usare un'espressione cara agli amanti di internet…

    Quale ruolo può giocare l'Europa in questo scenario?…

    In questo processo vedo l'Europa in una situazione strategica estremamente interessante. Da anni siete attenti agli impatti ambientali, alle relazioni sociali, le vostre comunità sono più solidali ed attente agli aspetti collettivi piuttosto che quelli del singolo. In secondo luogo l'Europa ha firmato gli accordi per la riduzione del surriscaldamento globale del pianeta. Un altro motivo è che voi europei, a differenza degli Usa dove il tasso di risparmio delle famiglie si è pressoché azzerato, avete i fondi e le risorse per investire nella nuova infrastruttura basata sull'idrogeno…

    E l'Italia potrà dire la sua in questo contesto?…

    Come le dicevo l'Europa è oggi nella condizione ideale per sviluppare questo nuovo modello e in Italia le potenzialità - partendo dal basso, dalle province e dalle regioni - per costruire un bottom-up network energetico sono enormi. Questo è il modo per resuscitare l'economia italiana: la vostra economia è oggi in una situazione di grave stallo. Creando nuove infrastrutture basate sul paradigma dell'idrogeno e dell'Ict sarete in grado di generare nel lungo periodo [nei prossimi 20 anni] milioni di nuovi posti di lavoro…

    [3 ottobre 2005]



    --------------

    Nobis ardua

    Comandante CC Carlo Fecia di Cossato

  10. #10
    Ridendo castigo mores
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    coppi propone da 30 anni "macchine" alternative ai mega progetti fusionistici europei . Mai che lo abbiano preso in considerazione.

    e sara' difficile che possa concludere qualcosa adesso che non ci sono piu ' dindi in cassa e la fisica nucleare italiana e' stata smantellata secondo gli ordini venuti da oltre oceano 25 anni fa' ..
    "dammi i soldi, e al diavolo tutto il resto "
    Marx


    (graucho..:-))

 

 

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