COMMERCIO: VENDITE DETTAGLIO A LUGLIO -2,1% SU ANNO
ROMA, 23 set - Il valore delle vendite al dettaglio a luglio ha registrato una diminuzione del 2,1% rispetto allo stesso mese del 2004. Su mese - comunica l'Istat - il calo e' stato dello 0,3%. A luglio sia le vendite dei prodotti alimentari sia quelle dei prodotti non alimentari, prosegue l'Istat, hanno segnato la stessa flessione su base annua pari a -2,1%. Su base mensile, invece, il calo maggiore e' stato quello delle vendite degli alimentari (-0,4% rispetto a giugno) contro il -0,2% dei non alimentari.
Tra le forme di distribuzione, la diminuzione su base annua del 2,1% e' la risultante dei cali sia nelle vendite della grande distribuzione (-2%) sia di quelle delle imprese operanti su piccole superfici (-2,2%). Le imprese della grande distribuzione hanno registrato un calo tendenziale del 2,1% per le vendite dei prodotti alimentari e dell' 1,9% per quelli di prodotti non alimentari. Le imprese operanti su piccole superfici, invece, hanno segnato un calo del 2,6% per gli alimentari e del 2% per i non alimentari.
Nei primi sette mesi dell' anno il valore del totale delle vendite e' sceso dello 0,8% rispetto allo stesso periodo dell' anno precedente. Le vendite della grande distribuzione sono cresciute dello 0,2% mentre quelle delle imprese operanti su piccole superfici hanno subito un calo dello 1,4%. Sempre nello stesso periodo le vendite dei prodotti alimentari e quelle dei prodotti non alimentari sono risultate in calo rispettivamente dello 0,3% e dell' 1,2%.
Analizzando le diverse forme di vendita della grande distribuzione a luglio si sono avute variazioni su base annua negative per quasi tutte le tipologie: -3,2% per gli ipermercati; -1,9% per i supermercati; -1,4% per gli hard-discount; -0,6% per i grandi magazzini. Unico incremento lo hanno messo a segno gli altri specializzati: +0,2%. Nel confronto tra i primi sette mesi del 2005 e lo stesso periodo del 2004 gli incrementi piu' alti hanno riguardato gli altri specializzati (+4%) e i grandi magazzini (+1,9%). Una flessione si e' registrata per le vendite degli ipermercati (-1,5%). Analizzando le imprese a seconda della diversa dimensione, a luglio le vendite sono risultate in calo su base annua del 2,3% per le piccole imprese, del 2,8% per le medie imprese e dell' 1,7% per le grandi imprese. Tra queste la flessione piu' marcata si e' avuta nelle imprese da 10 a 19 addetti (-2,3%). Nei primi sette mesi dell' anno, rispetto allo stesso periodo del 2004, il valore delle vendite e' sceso nelle piccole imprese (-1,9%) e nelle medie imprese (-1,8%). Variazione positiva per le grandi imprese (+0,2%).
Tra le tipologie dei prodotti non alimentari, a luglio tutti i gruppi hanno presentato delle flessioni. I cali piu' marcati si sono avuti per dotazioni per l'informatica, telecomunicazioni, telefonia e giochi, giocattoli, sport e campeggio (-2,9% per entrambi i comparti), prodotti di profumeria, cura della persona (-2,8%), supporti magnetici, strumenti musicali (-2,6%). Anche nei primi sette mesi dell' anno si sono registrate variazioni negative in tutti i gruppi di prodotto. Il calo piu' consistente si e' avuto per i supporti magnetici, strumenti musicali (-2,4%). A luglio analizzando le varie ripartizioni geografiche si registra un calo su base annua generalizzato, ad eccezione del Nord-Ovest dove l'incremento e' stato dell' 1,1%. Le flessioni piu' marcate si sono avute per il Sud e Isole e per il Nord-Est (rispettivamente -4,1% e -3%). Sono aumentate invece le vendite di prodotti alimentari nel Nord-Ovest (+3,8%) mentre sono diminuite nelle altre ripartizioni: il calo piu' marcato si e' avuto a Sud e nelle Isole (-6,1%). Le vendite di prodotti non alimentari hanno subito le flessioni piu' consistenti nel Sud-Isole e nel Centro (rispettivamente -3,2% e -2,9%). Nei primi sette mesi dell' anno il calo tendenziale piu' accentuato si e' avuto a Sud e nelle Isole (-2,2%) mentre un incremento si e' registrato nel Nord-Ovest (+0,5%).
A luglio il numero medio di giorni di apertura dichiarato dalle imprese a dettaglio e' stato pari a 26. Gli esercizi della grande distribuzione sono rimasti aperti in media 27 giorni e le imprese operanti su piccole superfici 25,3 giorni. Rispetto a luglio 2004 il numero medio e' sceso di 0,6 giorni per la grande distribuzione e di 0,5 per le imprese operanti su piccole superfici. 1
EPIFANI, PREMIER LEGGA DATI, DOMANDA SOTTOZERO
I dati sulle vendite al dettaglio diffusi oggi dall' Istat (-2,1% tendenziale a luglio) confermano ''che la domanda interna e' sottozero''. Cosi' il segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani, ha commentato i dati sul commercio diffusi oggi, chiedendo al Governo di leggerli per puntare a ''sostenere i redditi da lavoro e da pensione''. ''Bisognerebbe che il presidente del Consiglio li leggesse - ha detto Epifani a margine di un convegno sull' ambiente - continua a dire che il Paese sta benissimo e non si capisce perche' un paese che sta benissimo non consumi. E' indicativa la ripartizione del calo dei consumi, diminuiscono di piu' al sud e alle isole e per la prima volta cala il nord-est. E' la conferma che la domanda interna e' sottozero''.
ADICOSUM, O SI ACCORCIA MESE O STIPENDIO PIU' LUNGO
''O si allunga lo stipendio, o si accorcia il mese''. Cosi' l'Adiconsum commenta i dati Istat sulle vendite al dettaglio, sottolineando che ''la crisi della quarta settimana si sta trasferendo alla terza''. ''Quello dipinto dall'Istat - afferma l'associazione - e' un quadro preoccupante e grave per le famiglie italiane: le vendite, alimentari e non, registrano infatti tutti segni negativi, ben oltre il 2%. Anche negli hard-discount la flessione registrata e' dell'1,4%: una tendenza di crisi sempre piu' grave, dovuta sia al minor potere d'acquisto sia alla creante sfiducia per la crisi economica del paese''. L'Adiconsum chiede quindi nella finanziaria ''provvedimenti a sostegno dei consumi, in particolare a favore dei pensionati e dei reddito fisso, che meno di tutti hanno recuperato sull'inflazione''.
CONSUMATORI: SFASCIO PAESE, FAMIGLIE ALLE STRETTE
''Anche i dati edulcorati dell'Istat mostrano lo sfascio in cui versa il paese e il disagio delle famiglie italiane, costrette a rinunciare agli acquisti anche per consumi primari, come quelli alimentari''. Cosi' l'Intesaconsumatori commenta in una nota il calo delle vendite al dettaglio registrato a luglio. Secondo Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori la situazione e' peraltro ''destinata ad aggravarsi nei prossimi mesi, quando sugli italiani si abbattera' una mazzata da almeno 60 euro a famiglia, rappresentata dagli aumenti delle tariffe luce e gas''. ''Il Governo - prosegue Intesaconsumatori - anziche' pensare alle esigenze delle famiglie costrette a tirare la cinghia, insedia commissioni di studio sui prezzi che dovrebbero essere ribattezzate 'commissioni di propaganda'. Molto meglio allora una commissione bilaterale governo-associazioni consumatori per studiare misure immediate ed efficaci per abbattere i costi delle famiglie''.




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