GUARDIE SVIZZERE
A Lucerna due giorni di festa nell’anniversario dei primi arruolamenti in questo corpo speciale
Da 500 anni i «custodi» del Papa
Di Vincenzo Grienti
Sfilate, cortei, sbandieratori, bande musicali e concerti domani e domenica animeranno Lucerna. La Mühelenplatz, il Nationalquai, la chiesa dei Gesuiti e il lago dei Quattro Cantoni sono, infatti, i luoghi della città elvetica che ospiteranno la manifestazione ufficiale commemorativa in ricordo dell'arruolamento e della partenza per Roma delle prime Guardie svizzere, il cui 500esimo anniversario ricorre il prossimo anno. Domani mattina le celebrazioni si aprono con un corteo fino alla Kurplatz, dove il comandante della Guardia, Pius Segmüller, rivolgerà un discorso. Alle 10 di domenica si terrà nella chiesa dei gesuiti una celebrazione eucaristica presieduta da Amédée Grab, vescovo di Coira e presidente dell'episcopato svizzero. Sempre domenica ci sarà la traversata con la flotta di battelli a vapore della Guardia svizzera sul lago dei Quattro cantoni. L'iniziativa è promossa dall'Associazione delle ex Guardie svizzere. Continua intanto il lavoro del Comitato organizzatore, nato nel febbraio 2003, e presieduto dall'abate di Einsiedeln, Martin Werlen e da altre personalità come il consigliere agli Stati Franz Wicki e il comandante di corpo Beat Fischer. «L'anniversario è caratterizzato da una grande varietà di attività e festeggiamenti che si svolgeranno sia in Svizzera che a Roma - fa sapere Fischer -. Un evento di punta è la leggendaria "Marcia a Roma" seguendo l'itinerario percorso dalle prime guardie svizzere». Si tratta di una marcia celebrativa che si svolgerà nella primavera del 2006. Le ex-Guardie svizzere vogliono ricordare la discesa a Roma dei loro primi 150 compagni mercenari 500 anni fa. I «Gwardiknechte» marciarono passando per Milano e Acquapendente. Quest'ultima cittadina si trova proprio sulla via che nel Medioevo pellegrini e mercanti, imperatori e mercenari, briganti e mendicanti percorrevano per recarsi dalla terra di Francia a Roma, passando per il Gran San Bernardo, Pavia, il passo della Cisa, Siena e Viterbo. La strada proveniente da Milano si immetteva, nell'area di Pavia, nella via Francigena. Da lì si proseguiva per Fidenza per poi attraversare l'Appennino passando per il passo della Cisa. La marcia celebrativa nella primavera del 2006 seguirà proprio questo itinerario. L'anno di nascita della Guardia Svizzera Pontificia è il 22 gennaio 1506. In quel giorno di cinquecento anni fa, sull'imbrunire, un gruppo di centocinquanta svizzeri, al comando del capitano Kaspar von Silenen, del Cantone di Uri, attraverso Porta del Popolo entrò per la prima volta in Vaticano, dove furono benedetti da Papa Giulio II. Il prelato Giovanni Burchard di Strasburgo, cerimoniere pontificio e autore di una famosa cronaca dei suoi tempi, annotò l'avvenimento nel suo diario dando ufficialità all'evento storico. Nel 1512 i soldati svizzeri, che in quell'occasione entrarono a far parte della Lega Santa, cambiarono la storia d'Italia, scacciando la minaccia francese oltre le Alpi e ricevettero dal Papa il titolo di «difensori della libertà della Chiesa». Erano poveri a quei tempi gli svizzeri, cinquecentomila abitanti. La maggior parte scelse, allora, l'emigrazione e per molti questa scelta significò fare il mercenario. Prima di Giulio II era stato già Sisto IV nel 1479 a stringere un'alleanza con i confederati, stabilendo, attraverso un trattato la possibilità di reclutare dei mercenari. Innocenzo VIII li utilizzò in un'altra occasione di guerra, contro il duca di Milano. Precursore nell'utilizzo dei soldati svizzeri fu anche Alessandro VI.
Avvenire - 23 settembre 2005




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