CRIMINALITÀ: aumenta quella minorile in Italia


(Corrispondenza romana) Il Ministero dell'Interno ha pubblicato a fine agosto un "Rapporto sulla sicurezza" che analizza il problema della delinquenza minorile nella sua evoluzione tra il 2001 e il 2005, constatando che il femomeno continua a crescere.

Negli ultimi 4 anni, l'incidenza dei minorenni che partecipano a crimini è cresciuta quasi del 7%, anche se i minori denunciati sono aumentati solo del 2,6%. I crimini commessi sono cresciuti del 10,8%; essi riguardano per il 43% i "reati predatori". Aumenta anche la partecipazione di minori ad aggressioni con lesioni, attualmente al 4,9%, e perfino all'omicidio volontario, anche se solo al 3%. I luoghi presi di mira dai mini-criminali sono non solo case, ma anche negozi e centri commerciali, distributori di benzina, uffici postali, perfino banche.

Un fenomeno nuovo è la crescita delle bande criminali minorili (baby gang), la cui età media si abbassa sempre più. Queste bande non solo usano minorenni come apprendisti e manovali del crimine, ma spesso sono esse stesse composte, e talvolta guidate, da minorenni. Le loro azioni riguardano principalmente l'affermazione degli istinti criminali, la ricerca di vittime da depredare e la difesa o estensione del "territorio" di azione.

Esse arrivano ad affrontare la polizia con attacchi dimostrativi, sentendosi sicuri di una relativa impunità. I reati che commettono vanno dal ricatto all'estorsione, dall'aggressione alla rapina, dal furto di automobili al danneggiamento di scuole. Esse puntano a impadronirsi soprattutto di soldi, talvolta per acquistare droga, ma anche per intenzioni più futili, come quella che muoveva la "banda di Canicattì" recentemente arrestata in Sicilia: andare spesso nelle discoteche di lusso o comprarsi costosi oggetti alla moda. (CR 913/05 del 17/09/05)