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    Predefinito Iraq, gli inglesi si fanno la legge. Carri armati per far evadere due soldati

    Si fanno legge da soli gli inglesi in Iraq. È stato un vero e proprio blitz, infatti, quello con cui le forze britanniche hanno fatto irruzione in una stazione di polizia a Bassora e hanno liberato due soldati inglesi accusati di aver aperto il fuoco sulla polizia irachena. Un’azione di guerra bella e buona corredata di carri armati per sfondare il portone e il muro della stazione di polizia in cui erano detenuti, per travolgere quel che resta dell'autorità irachena. Eppure il ministro della difesa britannico John Reid ha sottolineato come il governo di Londra «resti impegnato ad aiutare il governo iracheno finché reputa necessaria la presenza delle truppe della coalizione nel fornire sicurezza», mentre il governatore della città, Mohammed al-Waili ha denunciato il «barbaro atto di aggressione» inglese.

    Ma Londra difende a spada tratta l’operazione dopo averne tentato inutilmente la copertura: i militari britannici a Bassora hanno liberato due commilitoni che erano stati prima arrestati e poi consegnati ai miliziani. Il ministro Reid aveva detto inizialmente che i due soldati erano stati «rilasciati» e un portavoce aveva aggiunto: «non abbiamo sentito nulla che indichi che noi abbiamo attaccato una prigione».

    E mentre lo stesso ministero ammette di aver usato la forza arriva la ricostruzione ufficiale degli inglesi a cura del generale John Lorimer, comandante della 12/ma brigata meccanizzata: c’erano buone ragioni per ritenere che la vita dei due militari fosse a rischio, poiché le forze irachene si erano rifiutate di consegnarli alle autorità della coalizione . «In base alla legge irachena - si legge in una dichiarazione diffusa a Londra - essendo i due uomini militari della forza multinazionale, avrebbero dovuto essere consegnati alle autorità della coalizione, cosa che il console generale ed io abbiamo ripetutamente chiesto, ma che non è accaduta», malgrado un ordine in tal senso fosse arrivato anche dal ministro degli interni iracheno» Nel corso della giornata sarebbe poi arrivata l'informazione che «i due prigionieri erano stati consegnati a miliziani».

    A fianco dei militari si è schierato decisamente il governo che per bocca dello stesso Reid ha detto che l'azione è stata più che giusta ed ha manifestato preoccupazione per l'atteggiamento della polizia di Bassora. «Non è chiaro perché la polizia locale, che si suppone sia alleata delle forze britanniche, si sia comportata in quel modo».

    Ma sono molte le cose non chiare nella vicenda e nella stessa ricostruzione degli inglesi. Innanzitutto non è ancora emerso perché i due soldati erano stati arrestati. Gli iracheni sostengono che erano a bordo di un'auto civile, vestiti da arabi e che c'è stata una sparatoria fra loro e una pattuglia irachena. Ma secondo diversi quotidiani britannici i due sarebbero uomini delle forze speciali, notizia non confermata dal ministero della Difesa. In secondo luogo secondo le fonti del ministero dell'Interno di Baghdad sarebbero stati circa dieci i carri armati usati per radere al suolo le mura e per liberare i due uomini, mentre il ministero britannico no ha fornito informazioni chiare a riguardo.

    Inoltre per gli inglesi la decisione di entrare nella stazione di polizia sarebbe giunta solo in seguito alla notizia che i due erano nelle mani dei miliziani e verificato non erano più nella stazione irachena sarebbe scattata l’operazione in una casa di Bassora. «Abbiamo avuto informazioni che ci hanno portato a dove erano. Abbiamo allora lanciato un'altra operazione per ritrovarli, in una casa di Bassora», ha detto un portavoce, secondo il quale «non c'è stato alcuno sparo». «Era - ha sottolineato - un'operazione sotto controllo».

    Ma non è apparsa così alla popolazione di Bassora dove la tensione è cresciuta in poche ore e diversi manifestanti hanno lanciato pietre contro le truppe britanniche e dato fuoco a due carri armati. Nelle violenze sono rimasti feriti tre soldati e diversi civili. A questo punto viene da domandarsi fino a che punto e a quale prezzo debba continuare, quello che è evidente a tutti altro non è che un’ occupazione.

    http://www.unita.it/index.asp?SEZION...topic_id=44722

  2. #2
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    Predefinito Irak: terrorismo falso e scopi veri

    IL MIGLIORE AMICO DELLA COALIZIONE E’ IL TERRORISMO FALSAMENTE ATTRIBUITO AGLI ALTRI

    Recentemente la polizia irachena ha catturato due terroristi che avevano una automobile piena di esplosivi. Vi sorprenderebbe sapere che si trattava di appartenenti alle Forze Speciali Inglesi ?

    MATT HUTAFF

    La storia sembra sorprendente, quasi fantastica.
    Un’automobile che corre nella periferia di una città assediata apre il fuoco contro un posto di controllo della polizia, uccidendo un poliziotto. La polizia la insegue e alla fine cattura gli occupanti, scoprendo che la macchina era piena di esplosivi, destinati sicuramente a qualche azione terroristica. Come se non bastasse ecco che, dopo che i colpevoli erano stati messi in prigione, arrivano i loro amici per liberarli, i quali non esistano ad abbattere le mura della prigione e a dare fuoco a tutto. Nella confusione che ne è segue fuggono anche altri 150 prigionieri.



    Incredibile, non è vero? Eppure questa storia è vera, ed è accaduta a Bassora, nella parte sud. A seguito di quanto è successo sono scoppiate altre violenze… ma non per le ragioni che possiamo pensare.

    Il fatto è che gli occupanti della macchina carica di esplosivo non erano membri di un gruppo terroristico, no, si trattava di componenti delle Forze Speciali Inglesi. I loro soccorritori? Soldati inglesi a bordo dei loro carri armati.

    Proprio così. Due soldati inglesi, travestiti da arabi, nel tentativo di sfuggire all’ arresto, hanno ucciso un poliziotto iracheno. Quando poi la gente di Bassora si è rifiutata, a buon diritto, di restituire i responsabili agli inglesi, questi ultimi, per “mandato” della Coalizione, hanno inviato i propri uomini a liberali con la forza, facendo fuggire così anche altri 100 e più prigionieri.

    Ma non dovremmo conquistare i cuori e le anime degli iracheni?

    Purtroppo questa storia non è molto sorprendente. Dopo gli innumerevoli racconti sull’uso del napalm e della tortura contro degli innocenti civili, e gli abusi quotidiani denunciati dagli osservatori contro gli americani, il comportamento inglese sembrerebbe perfettamente ragionevole.

    Così ci troviamo di fronte a un caso lampante di una potenza straniera che cerca di mettere su un attentato terroristico. Per quale motiva gli inglesi si sarebbero travestiti da arabi se non per far ricadere la colpa su di loro? Per quale motivo avrebbero caricato una macchina con dell’esplosivo se non per utilizzarlo in qualche attentato? L’Irak sta precipitando verso la guerra civile, e questa operazione serviva soltanto ad accelerare le cose, causando qualche strage per poi incolpare i propri nemici. Niente di più, niente di meno. La prova consiste nel fatto che l’esercito inglese ha messo su un’operazione militare per recuperare i suoi componenti, anziché fare ricorso ai consueti canali diplomatici.

    Si tratta di metodi estremi che mettono in luce la necessità della segretezza.

    Recentemente ci sono stati numerosi attentati a Bagdad. Ma chi sono i veri responsabili? L’unico beneficio tangibile che ne deriva è la giustificazione per la Coalizione di rimanere in Irak per ripristinare l’ordine. Chi ne trae guadagno? Certamente non gli iracheni. Questi sono già convinti che molti attentati siano stati perpetrati dagli americani per rinfocolare una guerra di religione. Dopo aver saputo di questo incidente, non sono troppo incline a non essere d’accordo.

    Malgrado questa operazione sotto copertura sia stata scoperta, ho paura che possa essere ugualmente usata dalla catena dei mezzi di informazione per incitare ulteriormente alla violenza nel Medio Oriente. A giudicare come sono state presentate le cose i miei timori sembrano giustificati.

    Numerosi articoli hanno già girato la frittata affermando che “delle aggressive milizie Sciite” hanno attaccato degli innocenti soldati inglesi che cercavano semplicemente di liberare i loro compagni tenuti prigionieri da alcuni fanatici religiosi. Una foto che accompagna l’articolo mostra un veicolo in fiamme con la didascalia che i veicoli sono stati attaccati durante “un tentativo di liberare dei soldati arrestati”, che ‘probabilmente’ erano in abiti civili. Il comportamento criminale di tutta la storia era tenuto accuratamente nascosto. Dell’esplosivo non se ne è nemmeno parlato, e i due soldati che hanno provocato tutto l’affare, sono diventati delle vittime di un paese instabile che loro stavano difendendo.

    Comicamente tutta la storia ha già trovato il suo capro espiatorio sulla testa dell’Iran. Perché quando in guerra, con i propri atti terroristici, si combinano guai quale migliore via d’uscita che di incolpare un nemico senza anima, che odia la libertà, e che presto si desidera invadere? In un certo senso, provo quasi ammirazione per la faccia tosta degli ufficiali che sono capaci di sostenere che i tumulti di Bassora non hanno niente a che fare con i finti attentati arabi terroristici e invece tutto con i legami religiosi tenuti con un paese straniero. Si tratta proprio di una bugia sfacciata che va contro ogni minima logica e ragionevolezza.

    “Gli Iraniani stanno bene attenti a non farsi prendere.” E’ stato l’affermazione di un esponente inglese, quando la Gran Bretagna ha minacciato di portare l’Iran davanti al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite per delle sanzioni. Peccato che invece gli Inglesi non siano altrettanto attenti. In caso contrario forse potrebbero portare a compimento le loro missioni segrete senza sembrare troppo dei perfetti idioti!

    Allora bisogna stare attenti a non commettere errori. Tutte le conseguenze violente di questo incidente ricadono interamente sulle spalle dell’esercito inglese e delle sue forze speciali. Invece di dirigere le fiamme della loro propaganda contro un paese che non riusciranno mai a conquistare, forse gli inglesi farebbero meglio a smetterla di cercare di intimidire gli iracheni con la paura e le torture e cercare piuttosto di mettere a fuoco i propri errori per andarsene dal Medio oriente.

    Si tratta di azioni imbarazzanti e senza scusanti, che tuttavia ci dovrebbero fare riflettere. Se un paese come la Gran Bretagna è disposto a commettere degli atti terroristici, che tipo di operazioni nascoste pensate siano disposti a commettere gli Stati Uniti d’America?

    Se credete che gli USA non si permetterebbero mai di far saltare in aria degli innocenti al solo scopo di raggiungere i propri obiettivi, pensateci un attimo. Pensate a questo incidente come primo punto di riferimento.

    Matt Hutaff
    Fonte: www.thesimon.com
    Link:Http://www.thesimon.com/magazine /articles/canon_fodder/0961_fake_terrorism_coalition_best_friend.html

    Scelto e tradotto per www.comedonchisciotte.org da VICHI

 

 

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