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Era una gioia appiccare il fuoco.
Era una gioia speciale vedere le cose divorate, vederle annerite, diverse. Con la punta di rame del tubo fra le mani, con quel grosso pitone che sputava il suo cherosene venefico sul mondo, il sangue gli martellava contro le tempie, e le sue mani diventavano le mani di non si sa quale direttore d'orchestra che suonasse tutte le sinfonie fiammeggianti, incendiarie, per far cadere tutti i cenci e le rovine carbonizzate della storia.
Ray Bradbury - Fahrenheit 451
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Mi chiamano Rep - diminutivo di reptil, cioè rettile - da quando riesco a ricordare. Sono alto un metro e ottantatrè e peso ottantuno chili (come i cowboy di Marcial Lafuente Estefanìa), ho gli occhi neri e infossati che paiono due canne di fucile pronte a sparare, la bocca sensuale e una verga di 25 centimetri nei giorni più caldi. Non sono un eiaculatore precoce e non mi puzza il fiato, amo tagliarmi le unghie fino a farle sanguinare, ho tracce di acne in faccia e sul culo, denti forti e un odore personale seducente. Sono il tipo giusto per l'energica e indimenticabile ripassata che è il sogno di ogni donna.
C'era una volta l'amore ma ho dovuto ammazzarlo - Efraim Medina Reyes
E se questo è l'incipit...
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Sulla prima pagina è scritto: Nell'affresco sono una delle figure di sfondo.
La grafia meticolosa, senza sbavature, minuta. Nomi, luoghi, date, riflessioni. Il taccuino degli ultimi giorni convulsi.
Le lettere ingiallite e decrepite, polvere di decenni trascorsi.
La moneta del regno dei folli dondola sul petto a ricordarmi l'eterna oscillazione delle fortune umane.
Il libro, forse l'unica copia scampata, non è più stato aperto.
I nomi sono nomi di morti. I miei, e quelli di coloro che hanno percorso i tortuosi sentieri.
Gli anni che abbiamo vissuto hanno seppellito per sempre l'innocenza del mondo.
Vi ho promesso di non dimenticare.
Vi ho portati in salvo nella memoria.
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I due s'incontrarono spesso alla villa della nonna: una volta alla settimana, infatti. Yoko andava a portarle dei dolci fatti in casa o un piatto speciale. La nonna aveva l'abitudine di riposarsi per quattro ore ogni pomeriggio, viveva con una domestica distratta, Otetsu. Otetsu era così sciocca che la nonna a volte le diceva scherzando: "portami del te sciocchina", oppure"sciocchina, i signori stanno per andarsene". Ogni sabato, come cappuccetto rosso, Yoko tornava a casa in fretta e si recava alla villa con un dolce che aveva preparato sua madre, un'ora prima del risveglio della nonna. La villa si trovava a metà strada su un poggio che dava sul fiume Tama. Aveva cinque stanze, ma c'era un giardino abbastanza ampio: ad un angolo di esso, su una collinetta artificiale, era situato un padiglione. Da lì, un vialetto portava al ponte di pietra sul laghetto del giardino, un altro conduceva all'ingresso posteriore. Per non impedire la vista del fiume, la collinetta di roccia era stata costruita di lato rispetto alla casa. Dalla casa principale il padiglione era visibile solo d'inverno, quando le foglie dei cespugli che lo circondavano erano cadute. Nelle altre stagioni era possibile scorgerne solo il tetto.
Quando faceva bel tempo, Yoko lasciava il dolce ad Otetsu, usciva nel giardino e saliva il padiglione. E poi, sciendeva di nuovo e aspettava all'ingresso posteriore. Sugio passava di la, al ritorno dalla scuola, cercando di essere puntuale. I due andavano a passeggiare presso il fiume Tama, oppure entravano nel padiglione e parlavano. Amavano questo posto: c'era un bel panorama ed inoltre era abbastanza piacevole temere di venire visti insieme da qualcuno di casa, avrebbero potuto persino baciarsi, se lo avessere voluto
Sugio era figlio dello zio di Yoko. I due erano cugini.
Ali - Yukio Mishima
E' un raccontino veloce della collana millelire ma mi è piaciuto molto..
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Se intorno al cadavere di Eliogabalo, morto senza tomba, e sgozzato dalla sua polizia nelle latrine del proprio palazzo, vi è un'intensa circolazione di sangue e di escrementi, intorno alla sua culla vi è un'intensa circolazione di sperma. Eliogabalo è nato in un epoca in cui tutti fornicavano con tutti; nè si saprà mai dove e da chi fu realmente fecondata sua madre. Per un principe siriano, quale egli fu, la filiazione avviene attraverso le madri; - e, in fatto di madri, vi è intorno a questo figlio di cocchiere, appena nato, una pleiade di Giulie; - e ch'esse influiscano o no su un trono, tutte queste Giulie sono delle fiere puttane.
Antonin Artaud
Eliogabalo o l'anarchico incoronato.
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E’ cominciata così. Io, avevo mai detto niente. Niente.
Viaggio al termine della notte - Céline.
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Citazione:
Originariamente Scritto da Isabella
E’ cominciata così. Io, avevo mai detto niente. Niente.
Viaggio al termine della notte - Céline.
noooooooo, lo sto rileggendo proprio adesso !
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Citazione:
Originariamente Scritto da tolomeo
noooooooo, lo sto rileggendo proprio adesso !
Io l'ho iniziato da poco, mollando Perec che non mi ha presa...vediamo. ;)
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Citazione:
Originariamente Scritto da Isabella
Io l'ho iniziato da poco, mollando Perec che non mi ha presa...vediamo. ;)
questo è difficile mollarlo.
è in italiano?
di chi è la traduzione ?
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Citazione:
Originariamente Scritto da tolomeo
questo è difficile mollarlo.
è in italiano?
di chi è la traduzione ?
Ernesto Ferrero. Mi sta piacendo parecchio...