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  1. #1
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    Predefinito Si interrompe il sogno bolivariano di Chavez

    Arrivano i (missili) russi in America Latina, e il continente in perenne ebollizione si prepara ad una nuova edizione della guerra fredda in salsa latina. Sul fronte dei guerrafondai di stampo, e di armamento, moscovita è schierato da tempo il Venezuela di Hugo Chavez, l’autoproclamato fratello ed erede di Fidel Castro. Lunedì Chavez ha confermato la notizia della consegna di migliaia di rampe di lancio e di razzi da parte degli amici del Kremlino, perché il governo di Caracas si sta organizzando per un imminente conflitto armato con la vicina Colombia. «Loro si stanno preparando ad una guerra contro di noi», ha detto il leader venezuelano ripetendo un ritornello che recita da mesi, intendendo per “loro” gli Usa e la Colombia, «e il miglior modo per prevenirla è attrezzarsi».

    La crisi
    Per un governo in grave crisi economica, con l’inflazione a due cifre e il sistema bancario sull’orlo della nazionalizzazione, sventolare lo spettro di un attacco da un nemico esterno è la vecchia ricetta che seguono tutte le autocrazie. Colombia e Stati Uniti hanno sempre negato ogni piano militare contro il Venezuela, e del resto immaginarsi un Obama più militarista di Bush è negare l’evidenza. Se mai, mentre il presidente repubblicano aveva firmato il trattato bilaterale economico con la Colombia filoamericana, a suggello dell’alleanza tra i due paesi, sono stati i democratici in Congresso e la Casa Bianca di Obama a non ratificare finora il patto. La “scusa” buona per la propaganda venezuelana sono invece i soldati Usa arrivati in alcune basi colombiane con il dichiarato piano di combattere i traffici di droga. I missili di Chavez, puntati demagogicamente contro la Colombia di Uribe, sono in realtà dedicati alla opinione pubblica interna, che sta voltando le spalle al governo socialista: i sondaggi danno il leader maximo in calo e perdente se si votasse oggi contro qualsiasi candidato dell’opposizione. E le cronache delle ultime settimane hanno registrato la chiusura di alcune piccole banche, l’arresto del businessman che le controllava e il licenziamento di un ministro. In questa situazione di caos politico fa bene, al governo, interrompere il ciclo delle brutte notizie interne con appelli bellici. «Migliaia di razzi stanno arrivando», ha detto, citando gli Igla-1S terra-aria di fabbricazione russa, e i carri armati T-72S rafforzeranno le divisioni dell’esercito.

    Le ripercussioni
    I venti di guerra del socialista Chavez producono nel continente una tensione che potrebbe sfociare in incidenti gravi con il vicino, e con il rischio di una proliferazione che avrebbe ripercussioni ben oltre il continente sudamericano. La speranza non poggia tanto sulle parole pacifiste di Obama, però, quanto sulle risposte politiche nella direzione della democrazia e dello sviluppo, che vanno cioè in senso opposto ai deliri filocomunisti ed anti-Usa di Chavez. Si è appena chiusa bene la vicenda dell’Honduras, dove un emulo dell’uomo forte venezuelano, Zelaya, ha dovuto deporre i sogni di fare il presidente a vita perché il parlamento e la Corte Suprema lo hanno democraticamente estromesso e hanno poi proceduto a pacifiche elezioni che hanno prodotto una nuova leadership già accettata dagli americani e da un numero crescente di paesi. E si sta per aprire la partita per la presidenza del Cile, dove un conservatore, Sebastian Pinera, guida i sondaggi con il 36% contro l’attuale leader Eduardo Frei, di centro-sinistra, con il 26%.

    La partita cilena
    Se il 13 dicembre vincerà Pinera, un miliardario come Berlusconi e con la laurea ad Harvard come Obama, il Cile avrà una direzione di centro destra dal tempo di Pinochet. Il Cile è il primo paese per competitività economica nel Sud America ed il 13esimo nel mondo, secondo il World economic Forum, e già oggi è agli antipodi del Venezuela quanto a democrazia e situazione interna. I missili di Chavez nel suo paese in rotta e una vittoria probabile dell’economista liberista Pinera in Cile sono l’emblema dello scontro ideologico-pratico tra le due vie nel continente sudamericano.

    Libero News - La follia di Chavez: guerra alla Colombia per restare al potere

  2. #2
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    Predefinito Rif: Si interrompe il sogno bolivariano di Chavez

    Buone chances di vittoria ha infatti Sebastian Piñera, candidato della Alianza por Chile, formazione che raggruppa i tradizionali partiti di estrema destra (Udi e Rn) e un gruppo fuoriuscito da un partito minore della Concertaciòn (centrosinistra), il Ppd. Piñera è un imprenditore di successo e possiede una delle fortune più rilevanti del paese: azionista di Lan Chile (la compagnia di bandiera), proprietario della popolare squadra di calcio Colo-Colo e della catena televisiva Chilevision, è stato già candidato nelle ultime elezioni presidenziali in competizione con Michelle Bachelet, che lo ha superato al secondo turno grazie al voto dei comunisti (che non hanno mai fatto parte della Concertaciòn).

    Piñera ha un programma pirotecnico: promette un milione di posti di lavoro, 10.000 nuovi carabinieri nelle strade, un aumento del 50 per cento per le pensioni minime, la costruzione di migliaia di case popolari. Promesse allettanti in un paese colpito dalla crisi mondiale: la disoccupazione (dati ufficiali) ha superato il 10 per cento (prima della crisi era tra il 7 e l’8), il che equivale a circa 957 mila persone contando anche il lavoro precario (circa 200.000 in più dell’anno passato). In termini reali il tasso si aggira intorno al 15 per cento. Il trionfo di Piñera non sarebbe sorprendente, perché dal 1990 la destra ha sempre superato il 40 per cento dei voti. Sorprende di più la cocciutaggine della Concertaciòn che, a differenza del Frente Amplio in Uruguay, non ha cercato un compromesso interno (che probabilmente avrebbe portato a una terza presidenza socialista).A detta di molti, comunque vadano le elezioni, l’esaurimento di questa esperienza è ormai segnato.

    Al momento tutti i sondaggi danno Piñera al 37,8 per cento, Frei al 27, Me-O al 22,3 e Arrate al 6,4. Se si andasse al ballottaggio ci sarebbe anche l’incognita di Me-O, che finora evita di dare indicazioni di voto, certo che sarà lui a disputare la presidenza con Piñera. Un dato positivo riguarda la Bachelet (che non può essere ricandidata). In tutti i sondaggi ha un indice di gradimento che si aggira intorno all’80 per cento, un dato straordinario per una governante a fine mandato.

    Il Cile si prepara al dopo Bachelet - Rassegna.it - Sito di informazione su lavoro, politica ed economia sociale

  3. #3
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    Predefinito Rif: Si interrompe il sogno bolivariano di Chavez

    Non mi esprimo perchè mio padre era cileno e nel partito socialista.
    Ultima modifica di Carrie; 10-12-09 alle 14:35
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  4. #4
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    Predefinito Rif: Si interrompe il sogno bolivariano di Chavez

    una buona notizia sicuramente, che dimostra che non tutto il Sudamerica si è fatto ammaliare dal sogno bolivariano
    Ultima modifica di FrancoAntonio; 10-12-09 alle 15:19

  5. #5
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    Predefinito Rif: Si interrompe il sogno bolivariano di Chavez

    Chavez fa parte del quartetto d'archi della fanfara dei nemici dell'umanità, di cui fanno parte i fratelli Castro, Ahmadinejad e nel suo piccolo pure Zapatero.

    Il fatto che il Venezuela stia andando a rotoli davvero mi dispiace per i Venezuelani di buona volontà. Ma il masticatore di coca non si merita nulla di diverso di una fine catastrofica...
    “Pray as thougheverything depended on God. Work as though everything depended on you.”

  6. #6
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    Predefinito Rif: Si interrompe il sogno bolivariano di Chavez

    Citazione Originariamente Scritto da Carrie® Visualizza Messaggio
    Non mi esprimo perchè mio padre era cileno e nel partito socialista.
    Nell'anno 2009 il sostegno al candidato cileno di centrodestra non può e non deve significare un appoggio ai nostalgici del colpo di stato del 1973, ma un rafforzamento dell'alternanza in chiave antiprogressista, nell'ottica democratica.

  7. #7
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    Predefinito Rif: Si interrompe il sogno bolivariano di Chavez

    Citazione Originariamente Scritto da UgoDePayens Visualizza Messaggio
    Chavez fa parte del quartetto d'archi della fanfara dei nemici dell'umanità, di cui fanno parte i fratelli Castro, Ahmadinejad e nel suo piccolo pure Zapatero.

    Il fatto che il Venezuela stia andando a rotoli davvero mi dispiace per i Venezuelani di buona volontà. Ma il masticatore di coca non si merita nulla di diverso di una fine catastrofica...
    Per scalzare il dittatore Chavez, purtroppo, bisogna sperare in un aggravamento della crisi economica venezuelana...lo dico con sommo dispiacere, mi sento anche in colpa, ma pare che sia l'unico modo per annientare un regime socialista in combutta con altri tiranni sparsi per il mondo. Chavez e il suo regime non hanno nulla di democratico; la crisi è una loro responsabilità. In effetti, non c'è da sentirsi in colpa. Siamo di fronte agli ovvi disastri di politiche assurde ed inconcepibili. Non mi auguro un colpo di stato sanguinoso, ma il tirannicidio io non lo escludo a priori, quando è necessario affinchè un popolo possa riacquistare la sua libertà, scrollandosi di dosso una dittatura screditata e moribonda, attaccata pervicacemente al potere.

  8. #8
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    Predefinito Rif: Si interrompe il sogno bolivariano di Chavez

    Il tirannicidio e la ribellione sono sacrosante. Ovviamente solo come extrema ratio...
    In Spagna non ne hanno bisogno, poiché il modo per scalzare il manigoldo c'è ed è incruento.
    In Venezuela però? Le elezioni sono davvero libere?
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  9. #9
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    Predefinito Rif: Si interrompe il sogno bolivariano di Chavez

    Citazione Originariamente Scritto da FalcoConservatore Visualizza Messaggio
    Nell'anno 2009 il sostegno al candidato cileno di centrodestra non può e non deve significare un appoggio ai nostalgici del colpo di stato del 1973, ma un rafforzamento dell'alternanza in chiave antiprogressista, nell'ottica democratica.
    Hai ragione Falco.
    Ma mio padre, se mi sentisse parlare cosi, si rivolterebbe comunque nella tomba.
    Mi hanno sempre un po' additata quale traditrice per il fatto che sono sempre stata di destra nonostante i bombardamenti ideologici di casa mia. Sai lui è stato un esule politico e mio zio è stato ucciso in Chile, non è riuscito a scappare. Per me non è mai semplice parlarne e prendere posizione netta.
    Ultima modifica di Carrie; 10-12-09 alle 18:20
    'Voglio esser libera d'essere come sono'

  10. #10
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    Predefinito Rif: Si interrompe il sogno bolivariano di Chavez

    Citazione Originariamente Scritto da UgoDePayens Visualizza Messaggio
    In Venezuela però? Le elezioni sono davvero libere?
    Non lo sono affatto, i manifestanti dell'opposizione vengono repressi e uccisi. La situazione è insostenibile. A tempo debito il popolo saprà ribellarsi

 

 
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