Dal GDS di oggi
Sara Panarelli
sara .panare lli@gd s.sm
Strano a dirsi ma la libertà, dopo decenni di schiavitù, può
far paura. E così succede come nei film, che chi sta per uscire di
galera dopo averlo desiderato ogni minuto della sua prigionia
abbia paura a varcare il cancello che lo riporta alla vita
vera. Lo stesso timore, dice il governatore della Sardegna Renato
Soru proiettando le sue riflessioni sul grande schermo e
riportandole nell'Isola, può essere che sia vissuto dalle popolazioni
sarde che ospitano le basi militari americane, smarrite
di fronte al dubbio di che cosa potrà succedere una volta
partiti gli americani. Ma «non saranno soli, ci saremo noi ad
aiutarli» assicura Soru, e rilancia: è questo il momento
giusto per resistere all'allargamento e insistere sulla smobilitazione.
Perché, spiega intervenendo in Consiglio regionale,
«una persona importante e in qualche modo sarda, a colloquio
con l'ambasciatore Usa, avrebbe saputo e ha riferito che
il governo americano» sull'ipotesi di lasciare l'Isola «ci sta
riflettendo». Ed è questo momento di riflessione che bisogna
capitalizzare «facendo sentire la nostra voce. Alla Regione
sono arrivati, in maniera irrituale, documenti della Navy
Agency Support che parlano della triplicazione dell'insediamento
militare della Maddalena, dove si era partiti con una
nave appoggio a Santo Stefano e ora si sta verificando una vera
e propria occupazione con l'assenso della Difesa, che nonostante
le richieste di chiarimento non ci ha finora dato risposte,
così come non l'ha fatto l'ambasciatore. Nei documenti
si dice che c'è già l'assenso del governo all'ampliamento e che
bisogna fare in fretta perché c'è un momento non favorevole
nella politica regionale. Ma io penso - incalza Soru - che c'è un
momento non favorevole in tutti i sardi». A Teulada, poi,
«l'esercitazione di questi giorni è un vero sopruso deciso dal
ministro della Difesa – accusa Soru ricordando il protocollo
che riconosce le indennità ai pescatori ma insiste anche sul
riequilibrio delle servitù – nonostante il “no” deciso nella
commissione paritetica Stato-Regione dopo la mancata risposta
all'allarmante quesito se, in quelle esercitazioni, si
sarebbe fatto uso di uranio impoverito, quesito che angoscia
tutti i sardi. Il disciplinare d'uso di Capo Teulada scade il
prossimo 12 dicembre ed è probabile che sia rinnovato. Rimarrà
la clausola della sperimentazione di tecniche, armi e
sostanze? Noi cercheremo, anche su richiesta del sindaco, di
levare questa condizione che dipende esclusivamente dall'autorità
militare».




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