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    Gin Pì... Nun ce lassà...
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    Predefinito L’imbroglio dei finti socialisti

    di Stefania Craxi

    Vorrei spiegare con parole forse accorate, ma sincere, la mia ferma contrarietà a quel salto mortale a sinistra cui una buona parte del gruppo dirigente vorrebbe spingere il Nuovo Psi, un partito di cui non faccio parte ma che utilizza per far politica il nome di Craxi.

    Si dice ai militanti socialisti: andiamo a costruire l'unità socialista.

    No, andate a portare la resa di un altro pezzo di socialismo a coloro che dodici anni fa l'hanno distrutto.
    Andate a cancellare tutte le ragioni per le quali avete vissuto e combattuto dal 1993 ad oggi.
    Andate a fare patti con coloro che vi hanno cacciato dalla politica perché i dirigenti Ds di oggi sono gli stessi di ieri.
    Per non avere niente andate a imporvi il silenzio, la dimenticanza, a far propria quell'oscena frase «il morto che acchiappa il vivo», pronunciata dall'ultima persona che sulla terra avrebbe potuto pronunciarla.
    Per non aver niente andate a rinnegare voi stessi, le vostre idee, a stringer mani che non si sono mondate, a incrociare sguardi privi di pentimento.


    Non dimenticate. I soldi sporchi del Psi non avevano padrone, servivano alla politica. I soldi sporchi di coloro che ci hanno distrutti avevano un padrone che ha obbligato a maledire i martiri di Budapest e di Praga, a insorgere in Parlamento e a scorrazzare per l'Italia contro quei missili, voluti da Craxi, che hanno salvato l'Europa.

    Roba vecchia? Ce n'è di nuova. Il progetto dell'Unità Socialista di Bettino Craxi era alimentato dalla speranza che si potessero realizzare due sogni, il riequilibrio delle forze a sinistra fra i socialisti e i post-comunisti, l'evoluzione dei comunisti, o di buona parte di essi, verso una cultura politica riformista.
    Per questa ragione, ad esempio, Craxi, nel '91, su richiesta prima di Occhetto e poi di D'Alema e Veltroni, non andò al voto anticipato, che avrebbe colto i comunisti in mezzo al guado.
    Questo era il progetto di Craxi, con che moneta (monetine) lo hanno ripagato è noto a tutti.

    Che cosa c'entra quel progetto con l'unità dell'un percento del Nuovo Psi con l'un percento dello Sdi, infarcita dalla partecipazione di Pannella, nell'Unione di Prodi? Francamente nulla.

    I partitini socialisti e radicali facciano quello che vogliono, ma non devono imbrogliare i socialisti, i veri riformisti e gli italiani.
    Non devono insultare la memoria di Craxi, la sua eredità politica. Il riequilibrio a sinistra non c'è stato perché, mentre Craxi disegnava scenari politici inediti, i post-comunisti schieravano il plotone d'esecuzione delle Procure.

    La cosa che sanno fare meglio, l'hanno fatto con Craxi, con Andreotti, con Berlusconi.


    Altro che evoluzione politica in senso riformista. E' il comunismo senza il comunismo, è l'involuzione in senso stalinista.

    Qualcuno dice che però adesso sono cambiati.
    Forse non ci sono più i coprotagonisti di quella stagione giustizialista? Non ci sono più i D'Alema, i Fassino, i Veltroni, i Violante, i Caselli, i Di Pietro, i Santoro?

    Qualcuno ha detto che per andare in questa sinistra non chiede alcun risarcimento politico. Complimenti!
    Pannella ha detto, sostanzialmente, che i post-comunisti non devono chiedere scusa a Craxi. Complimenti!
    Si capisce perché li accolgono con le braccia aperte, li aiutano a chiudere Craxi nell'oblio, a deformarne la politica, il suo ruolo storico.

    No, quello non è il posto dei socialisti riformisti, il riformismo ha scritto pagine importanti solo quando ha funzionato il confronto costruttivo e l'alleanza politica innovativa fra i cattolici liberali e i riformisti.
    È stato così all'inizio del secolo scorso, all'inizio della seconda rivoluzione industriale; è stato così dopo la seconda guerra mondiale; è stato così negli anni 80, così all'alba del nuovo millennio.

    Nessuno dei protagonisti di questa storia (Turati, De Gasperi, Saragat, La Malfa, Craxi) appartiene a quella dei sedicenti riformisti italiani.
    Al contrario, questi grandi uomini sono stati odiati, demonizzati, combattuti da chi oggi vorrebbe, senza storia, ragione, verità, raccoglierne l'eredità.

    L'attuale Centro-Sinistra appartiene ad un'altra storia, che ha attraversato il secolo, parallela e opposta a quella delle riforme, del progresso, della civiltà.

    È la storia dei conservatori italiani, dei comunisti, dei post comunisti, dei socialisti statalisti, del cattolicesimo dossettiano, dei soliti gruppi industriali.

    È la storia del compromesso storico e del protezionismo catto-comunista che negli anni 70 ci ha regalato le basi per l'esplosione del debito pubblico e negli anni 90, con il trasferimento dei monopoli pubblici ai privati e l'impoverimento del sistema industriale, i prodromi del declino economico.

    È la storia di chi, in Europa, ha scommesso sul passato, e non sul futuro; di chi, stupidamente, ha pensato di contrapporre una Europa burocratica, vecchia e stanca alla Gran Bretagna e agli Stati Uniti d'America; di chi ha diviso l'Occidente indebolendolo nella sfida globale.

    È la storia del politicamente corretto e dell'economicamente corretto; di chi non sa vedere e quindi fronteggiare, per proteggere le proprie comunità, chi attraverso il terrorismo attacca le nostre sicurezze, coloro che sfruttando chi lavora, e falsificando le merci uccide il nostro futuro.

    È la storia dell'asse Schröder-Chirac, è la storia dell'asse D'Alema-Prodi, delle quali l'Europa e l'Italia devono, presto, liberarsi.

    -------------------------------------------------

    Grazie, Stefania, per queste parole. Dopo tanto tempo finalmente qualcuno che restituisce ai veri socialisti e a chi li ha guidati la dignità che spetta a chi ha avuto una visione grande della storia.
    Dopo tanti anni ci voleva il cuore grande di una figlia, di una donna, a risvegliare i sopiti ma mai perduti nostri ideali.

    Grazie.

  2. #2
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    Predefinito

    Craxi avrebbe combattuto per ottenere un posto di primordine nella politica italiana a Sinistra.
    Magari a discapito di Rif. Comunista e odei Comunisti Italiani.
    Ma Craxi avrebbe combattuto per riottenere la legittimità elettorale del PSI a Sinistra.



    ps: il padre e i figli NON sono la stessa persona!
    Il migliore dei mondi possibili non arriverà MAI!

  3. #3
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    Predefinito Re: L’imbroglio dei finti socialisti

    In origine postato da FreeFlag
    di Stefania Craxi

    Vorrei spiegare con parole forse accorate, ma sincere, la mia ferma contrarietà a quel salto mortale a sinistra cui una buona parte del gruppo dirigente vorrebbe spingere il Nuovo Psi, un partito di cui non faccio parte ma che utilizza per far politica il nome di Craxi.

    Si dice ai militanti socialisti: andiamo a costruire l'unità socialista.

    No, andate a portare la resa di un altro pezzo di socialismo a coloro che dodici anni fa l'hanno distrutto.
    Andate a cancellare tutte le ragioni per le quali avete vissuto e combattuto dal 1993 ad oggi.
    Andate a fare patti con coloro che vi hanno cacciato dalla politica perché i dirigenti Ds di oggi sono gli stessi di ieri.
    Per non avere niente andate a imporvi il silenzio, la dimenticanza, a far propria quell'oscena frase «il morto che acchiappa il vivo», pronunciata dall'ultima persona che sulla terra avrebbe potuto pronunciarla.
    Per non aver niente andate a rinnegare voi stessi, le vostre idee, a stringer mani che non si sono mondate, a incrociare sguardi privi di pentimento.


    Non dimenticate. I soldi sporchi del Psi non avevano padrone, servivano alla politica. I soldi sporchi di coloro che ci hanno distrutti avevano un padrone che ha obbligato a maledire i martiri di Budapest e di Praga, a insorgere in Parlamento e a scorrazzare per l'Italia contro quei missili, voluti da Craxi, che hanno salvato l'Europa.

    Roba vecchia? Ce n'è di nuova. Il progetto dell'Unità Socialista di Bettino Craxi era alimentato dalla speranza che si potessero realizzare due sogni, il riequilibrio delle forze a sinistra fra i socialisti e i post-comunisti, l'evoluzione dei comunisti, o di buona parte di essi, verso una cultura politica riformista.
    Per questa ragione, ad esempio, Craxi, nel '91, su richiesta prima di Occhetto e poi di D'Alema e Veltroni, non andò al voto anticipato, che avrebbe colto i comunisti in mezzo al guado.
    Questo era il progetto di Craxi, con che moneta (monetine) lo hanno ripagato è noto a tutti.

    Che cosa c'entra quel progetto con l'unità dell'un percento del Nuovo Psi con l'un percento dello Sdi, infarcita dalla partecipazione di Pannella, nell'Unione di Prodi? Francamente nulla.

    I partitini socialisti e radicali facciano quello che vogliono, ma non devono imbrogliare i socialisti, i veri riformisti e gli italiani.
    Non devono insultare la memoria di Craxi, la sua eredità politica. Il riequilibrio a sinistra non c'è stato perché, mentre Craxi disegnava scenari politici inediti, i post-comunisti schieravano il plotone d'esecuzione delle Procure.

    La cosa che sanno fare meglio, l'hanno fatto con Craxi, con Andreotti, con Berlusconi.


    Altro che evoluzione politica in senso riformista. E' il comunismo senza il comunismo, è l'involuzione in senso stalinista.

    Qualcuno dice che però adesso sono cambiati.
    Forse non ci sono più i coprotagonisti di quella stagione giustizialista? Non ci sono più i D'Alema, i Fassino, i Veltroni, i Violante, i Caselli, i Di Pietro, i Santoro?

    Qualcuno ha detto che per andare in questa sinistra non chiede alcun risarcimento politico. Complimenti!
    Pannella ha detto, sostanzialmente, che i post-comunisti non devono chiedere scusa a Craxi. Complimenti!
    Si capisce perché li accolgono con le braccia aperte, li aiutano a chiudere Craxi nell'oblio, a deformarne la politica, il suo ruolo storico.

    No, quello non è il posto dei socialisti riformisti, il riformismo ha scritto pagine importanti solo quando ha funzionato il confronto costruttivo e l'alleanza politica innovativa fra i cattolici liberali e i riformisti.
    È stato così all'inizio del secolo scorso, all'inizio della seconda rivoluzione industriale; è stato così dopo la seconda guerra mondiale; è stato così negli anni 80, così all'alba del nuovo millennio.

    Nessuno dei protagonisti di questa storia (Turati, De Gasperi, Saragat, La Malfa, Craxi) appartiene a quella dei sedicenti riformisti italiani.
    Al contrario, questi grandi uomini sono stati odiati, demonizzati, combattuti da chi oggi vorrebbe, senza storia, ragione, verità, raccoglierne l'eredità.

    L'attuale Centro-Sinistra appartiene ad un'altra storia, che ha attraversato il secolo, parallela e opposta a quella delle riforme, del progresso, della civiltà.

    È la storia dei conservatori italiani, dei comunisti, dei post comunisti, dei socialisti statalisti, del cattolicesimo dossettiano, dei soliti gruppi industriali.

    È la storia del compromesso storico e del protezionismo catto-comunista che negli anni 70 ci ha regalato le basi per l'esplosione del debito pubblico e negli anni 90, con il trasferimento dei monopoli pubblici ai privati e l'impoverimento del sistema industriale, i prodromi del declino economico.

    È la storia di chi, in Europa, ha scommesso sul passato, e non sul futuro; di chi, stupidamente, ha pensato di contrapporre una Europa burocratica, vecchia e stanca alla Gran Bretagna e agli Stati Uniti d'America; di chi ha diviso l'Occidente indebolendolo nella sfida globale.

    È la storia del politicamente corretto e dell'economicamente corretto; di chi non sa vedere e quindi fronteggiare, per proteggere le proprie comunità, chi attraverso il terrorismo attacca le nostre sicurezze, coloro che sfruttando chi lavora, e falsificando le merci uccide il nostro futuro.

    È la storia dell'asse Schröder-Chirac, è la storia dell'asse D'Alema-Prodi, delle quali l'Europa e l'Italia devono, presto, liberarsi.

    -------------------------------------------------

    Grazie, Stefania, per queste parole. Dopo tanto tempo finalmente qualcuno che restituisce ai veri socialisti e a chi li ha guidati la dignità che spetta a chi ha avuto una visione grande della storia.
    Dopo tanti anni ci voleva il cuore grande di una figlia, di una donna, a risvegliare i sopiti ma mai perduti nostri ideali.

    Grazie.
    Scusate se mi permetto freeflag!!! Ma dove cazzo era Stefania fino ad ora?? Come mai è uscita ora?? Quando il NPSI stava a destra stabilmente lei parlava di andare in FI ma siccome nessuno la calcolava era li' zitta zitta!! Mentre noi lottavamo per far rinascere il garofano lei dove stava?? Adesso gli regalano il collegio per sfruttare il cognome e silvio lo fa per fermare l'emoragia socialista del centrodestra e lei adesso fa la filosofia!!!
    La mia Libertà equivale alla mia Vita

  4. #4
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    Sono veramente delle belle parole!
    Dicono sostanzialmente non che i socialisti sono incompatibili a sinistra, ma che sono incompatibili con questa sinistra italiana, la stessa di dieci anni fa, che sputò fango e ingiustizie sull'allora PSI e sul nome di Craxi... vergogna a chi è passatto all'altra sponda senza giustiziare quello che il Bettino subì anni fa.
    Che vergogna...

  5. #5
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    In origine postato da antonio
    ma che MArio Chiesa et similari siano incompatibili con questa sinistra italiana e', casomai, un titolo di merito per questa sinistra italiana che pure e' criticabile....
    a esibire il cappio non furono i ds..comunque...
    e a lanciar monetine furono gli italiani...
    Furono i leghisti infatti ad esibirlo!!!
    La mia Libertà equivale alla mia Vita

  6. #6
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    In origine postato da antonio
    ma che MArio Chiesa et similari siano incompatibili con questa sinistra italiana e', casomai, un titolo di merito per questa sinistra italiana che pure e' criticabile....
    a esibire il cappio non furono i ds..comunque...
    e a lanciar monetine furono gli italiani...
    furono i giovani dell'allora msi a gettare le monetine

  7. #7
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    Predefinito Re: L’imbroglio dei finti socialisti

    In origine postato da FreeFlag
    di Stefania Craxi

    Vorrei spiegare con parole forse accorate, ecc.......
    certo un anti abortista come lei si definisce anche socialista adesso

    -------------------
    Mi sono permesso di cancellare gran parte dell'articolo in quanto ritengo inutile ripescarlo continuamente se non altro per risparmiare spazio...

    -------------------

    La risposta è semplice: non siamo mica tutti uguali...

  8. #8
    Gin Pì... Nun ce lassà...
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    Predefinito Re: Re: L’imbroglio dei finti socialisti

    In origine postato da Meridionale
    Scusate se mi permetto freeflag!!! Ma dove cazzo era Stefania fino ad ora?? Come mai è uscita ora?? Quando il NPSI stava a destra stabilmente lei parlava di andare in FI ma siccome nessuno la calcolava era li' zitta zitta!! Mentre noi lottavamo per far rinascere il garofano lei dove stava?? Adesso gli regalano il collegio per sfruttare il cognome e silvio lo fa per fermare l'emoragia socialista del centrodestra e lei adesso fa la filosofia!!!
    Meridionale, anzitutto il “voi” è superfluo su questo forum.

    Ma, per rispondere in generale, penso che uno dei luoghi comuni più … comuni a proposito della stagione craxiana, sia quello di valutarla e catalogarla in un’ottica di sinistra.

    Non fu così… Io non mi sono mai sentito, in quegli anni (pur essendo un semplice impiegatuccio...), affine alle idee di sinistra o comuniste per intenderci.
    Craxi seppe, prima di altri, guardare dentro la società che stava cambiando (inutile dilungarci) e seppe interpretarne i nuovi bisogni: il proletariato diffuso si stava lentamente trasformando in ceto medio, l’elettorato storico comunista si collocava ora su posizioni più moderate e di centro.

    Perciò Craxi cresceva e si collocava come forza di centro e inevitabile arbitro fra una DC che lentamente si svestiva di una certa “sacralità” immeritata ed un estremismo di sinistra ormai fuori dai tempi.

    Chi, imprigionato dalla propria ideologia, rimase indietro nella capacità di interpretare il cambiamento fu proprio il PCI (ricordo al Prigioniero che, all’epoca, Rif.Co. e Comunisti Italiani non esistevano) e per rimettersi al passo coi tempi questopartito non esitò ad usare mezzi non certamente politici puntando ad occupare quegli spazi che erano stati conquistati dal Partito Socialista di Bettino Craxi.

    E’ storia conosciuta e so che Lei ha vicino qualcuno che può confermare questa visione delle cose…

    Lei si stupisce delle parole di Stefania Craxi? Io no, anzi, le attendevo con crescente speranza…

    Che Forza Italia ci abbia ospitato era naturale, doveroso quasi.
    Io dico grazie, sono riconoscente, ma la Casa Socialista non è quella!

    Io sono stato e sono orgogliosamente socialista craxiano per ciò che lui ha saputo fare e rappresentare e se oggi sua figlia è in grado di darmi anche solo una capanna mi accontento di quella… anche senza il garofano… e non vado a mangiar cipolle coi servi… mi accontento di qualche mora selvatica se la trovo…

    E’ questione di punti di vista… Lei dice che ricostruivate il garofano? Con chi? E a chi avete chiesto? Qualche mese fa Lei “mi assicurava” fedeltà al cdx… Ma come si fa presto a cambiare idea quando cambia il vento…!!!

    Quelli che 10 anni fa sono passati “a servizio” non lo hanno fatto per ricostruire il PSI ma solo per opportunismo e calcolo politico… E infatti sono stati debitamente ghettizzati e ridotti all’impotenza e non hanno ricostruito un bel nulla.

    Quelli che oggi seguono la stessa strada (e parliamo di un “ricciolino” di cui non andavamo precisamente fieri e che sta certo meglio dall’altra parte…) ragionano in funzione dello stesso bisogno e come gli altri verranno annullati nella plétora dei servi utili. O inutili che è lo stesso…

    Ma questo, se permette, serve anche a restituire un po’ più di “pulizia” e di dignità all’interno di quei pochi di noi che sono rimasti che è gente semplice, di buoni principi che non ha mai rubato e, semmai, ha subito quella vergogna. E qualcuno, caro sig. Antonio, gli errori li ha anche pagati a differenza di molti nella Sua parte che pur sapendo, per grazia ricevuta, non era tenuto a sapere.

  9. #9
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    Dove stava Stefania Craxi? Forse qui, Meridionale...


    MESSAGGIO AI GIOVANI SOCIALISTI

    Cari compagni,

    ho riletto nei giorni scorsi il discorso che mio padre fece al congresso del Psi di Torino, nell'ormai lontanissimo 1980. Dico lontanissimo perché in questi venti anni è successo di tutto. Sono stati spazzati via i partiti che avevano costruito e presidiato la democrazia formatasi nel dopoguerra; il crollo del muro di Berlino - che dimostrava quanto fossero giuste le analisi degli anticomunisti e della sinistra democratica e liberale - ha aperto le porte del potere ai postcomunisti; l'ondata di falsa moralizzazione, scatenata dalle indagini di certe procure, ha decapitato una classe politica che aveva ben meritato di fronte al Paese.

    Al congresso di Torino del 1980 Bettino Craxi, richiamando l'insegnamento sempre attuale di Carlo Rosselli, sottolineò che "il socialismo è in primo luogo rivoluzione morale e poi trasformazione pratica: il socialismo senza libertà significa fatalmente dittatura".
    Disse ancora, sviluppando, il concetto "che la libertà è il più efficace mezzo e il fine ultimo del socialismo: che il socialismo non si decreta dall'alto, ma si costruisce tutti i giorni dal basso, nelle coscienze, nei sindacati, nella cultura; che ha bisogno di idee poche e chiare, di gente nuova, di amore per i progetti concreti".

    Avevo vent 'anni quando mio padre pronunciava queste parole, che corrispondevano al suo disegno politico, ai suoi progetti, a quel che riuscì a realizzare negli anni in cui glifu consentito di fare politica. Molti di voi hanno oggi vent'anni: la battaglia è la stessa di allora. C'è bisogno - esattamente come allora, forse più di allora - di "gente nuova ", di giovani come voi. Che sappiano proporre progetti concreti e innovativi, in grado di rispondere alle esigenze di 'oggi, di una sociètà che si sta disordinatamente riorganizzando per raccogliere le sfide del presente e del futuro.

    "Il socialismo", ammoniva Bettino Craxi, "non si decreta dall'alto". Mi pare che su questo debbano riflettere i leader di formazioni che nascono o vivono quasi unicamente come operazioni di algebra elettorale, piccole società per azioni in cerca di dividendi improbabili. Occorre puntare su risorse umane fresche, per costruire un progetto a medio e lungo termine, in grado di riunficare il movimento socialista sotto le insegne di una Grande Speranza, in grado di scardinare il meccanismo bipolare che sta mortificando le aspirazioni degli italiani. Io sto lavorando - con totale umiltà, consapevole dei miei limiti - per costruire un laboratorio, nel quale si torni a discutere di politica, per disegnare l'Italia che vogliamo, che soprattutto voi giovani volete. Ed è indispensabile il vostro contributo se vogliamo evitare il precipizio del vecchio, del già visto, del logoro, dell'antico.

    Voi giovani siete il patrimonio fondamentale di un socialismo che intenda richiamarsi alla corrente autonomista che fu di Turati, che fu di Nenni, che fu di Craxi. A condizione di voler ricostruire "il socialismo", e non questo o quel partito socialista. Di un socialismo che sia "rivoluzione morale". Che svolga un ruolo determinante per la nascita della Terza Repubblica, sulle macerie della Prima, e sulla polvere inconsistente della Seconda.

    Viva Craxi, Viva i socialisti, Viva l'Italia!

    Dicembre 2000

    Stefania Craxi


    Solo che, forse, siamo stati un pò distratti... Anch'io.

  10. #10
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    In origine postato da antonio
    chi e' il ricciolino? gdm?
    Lui...

 

 
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